I marmi del teatro romano di Augusta Bagiennorum : analisi e schedatura
Eduardo Rulli
I marmi del teatro romano di Augusta Bagiennorum : analisi e schedatura.
Rel. Maurizio Gomez Serito. Politecnico di Torino, Corso di laurea in Architettura, 2008
Abstract
Introduzione
Questa tesi intende affrontare lo studio sistematico dei reperti lapidei provenienti dagli scavi archeologici di Bene Vagienna. I materiali recuperati nel corso degli scavi eseguiti dalla fine dell'Ottocento fino alla metà degli anni Settanta del secolo scorso, sono stati oggetto, a più riprese, di tentativi di catalogazione mai portati a termine. Lastre, lastrine, porzioni di elementi architettonici, fuori contesto, non sono privi di pregio per quanto attiene i materiali utilizzati, e in alcuni casi, per la raffinatezza dell'esecuzione. Tuttavia mescolati e confusi perdono di attrattiva sugli studiosi in cerca di singolarità degne di una pubblicazione. La documentazione storica cui si è attinto, si basa essenzialmente sull'opera di Giuseppe Assandria e Giovanni Vacchetta che indagarono e in seguito scavarono l'area archeologica, portando alla luce i resti della città romana e i reperti oggi conservati nel museo di Bene Vagienna. Lo studio dell'architettura del teatro romano, è stato svolto con particolare riguardo alla scena, gli elementi architettonici e le specie lapidee con cui sono stati realizzati. In questo senso l'analisi e la schedatura dei materiali provenienti in particolare dall'area del teatro romano di Augusta Bagiennorum, sono solo la prima tappa di un processo conoscitivo, in grado di fornire indicazioni utili all'opera di restituzione, intera o parziale, dell'originario spartito compositivo del fronte scena del teatro. La prima fase del presente lavoro, è quella dell'inventario dei reperti, seguita dall'organizzazione delle informazioni a essi relativi, mediante schede modulate sull'esempio di quelle proposte da Guidobaldi, nello studio delle lastre di rivestimento. Il confronto con analoghi studi svolti su frammenti di lastre e di elementi modanati d'incorniciatura di vani e superfici murarie, ha permesso di affinare il metodo d'indagine e di realizzare strumenti di raccolta e comparazione dei dati, con l'ausilio di database e analisi statistiche. In questo studio si sono utilizzate essenzialmente due tecniche d'indagine per accertare la provenienza dei marmi indagati: l'analisi macroscopica e l'analisi microscopica mediante l'osservazione di sezioni sottili.
Dal punto di vista metodologico rimane comunque, insostituibile, il confronto delle specie lapidee con campioni appartenenti a litoteche o a studi di settore fatti sui marmi antichi, come quelli di Gnoli e Lazzarini sui marmi colorati. Per quanto attiene i marmi bianchi e bardigli carraresi è sicuramente il lavoro di Dolci un punto di riferimento per molti studiosi, al quale si è aggiunto il recente lavoro svolto dall'Università di Siena e dall'ERTAG sulle varietà merceologiche estratte sulle Alpi Apuane.
- Abstract in italiano (PDF, 134kB - Creative Commons Attribution)
- Abstract in inglese (PDF, 133kB - Creative Commons Attribution)
Relatori
Tipo di pubblicazione
URI
![]() |
Modifica (riservato agli operatori) |
