Il caso della Val Grande di Lanzo: paesaggio storico e sviluppo locale
Elisa Nepote Fus, Giusy Sammartano
Il caso della Val Grande di Lanzo: paesaggio storico e sviluppo locale.
Rel. Carlo Mario Tosco, Agata Spaziante. Politecnico di Torino, Corso di laurea specialistica in Architettura (Progettazione Urbana E Territoriale), 2008
Abstract
L'attenzione al tema del paesaggio incontra negli ultimi anni un interesse crescente, non solo negli ambienti accademici o professionali, ma all'interno dell'intera società.
Il paesaggio, come oggetto specifico d'indagine, "si distingue dal territorio in quanto include la dimensione percettiva e formale dell'ambiente antropizzato", espressa attraverso i "prodotti della cultura materiale, dell'organizzazione dello spazio antropizzato, dell 'inserimento contestuale delle strutture"1.
Esso, infatti, custodisce una ricchezza sia intesa come patrimonio storico e documentario, sia in quanto possibile terreno di sperimentazioni in campo di sviluppo locale e di più vasta scala.
A questo proposito, però, la centralità dichiarata del territorio, delle sue specificità e degli attori locali può spesso ridursi a un riferimento puramente strumentale e rituale. Per questo è utile avere ben chiaro il significato ed i caratteri di queste pratiche di sviluppo perché inneschino realmente processi territorializzati, partecipati e condivisi.
Il lavoro di identificazione, catalogazione e analisi delle permanenze condotto per lo studio del territorio della Val Grande di Lanzo, ci ha consentito di ricostruire un quadro dei processi di trasformazione. La nostra ricerca, inoltre, si pone l'obiettivo di riconoscere le diverse morfologie, mettendo in luce le specificità locali e gli equilibri che si instaurano nel contesto territoriale.
Ed è proprio su queste specificità e nel rispetto di tali equilibri che si fonda l'azione di sviluppo da noi proposta nell'estensione del PISL "Valorizzazione nell'ambito dello Stura di Lanzo" all'ambito della Val Grande.
Nello specifico il nostro lavoro, si pone appunto l'arduo obiettivo di cercare nell'analisi storica ed ambientale le potenzialità connesse allo sviluppo dell'area della Val Grande di Lanzo. Trattandosi di un territorio rimasto ai margini dello sviluppo economico della regione (ed in seguito vedremo perché), riteniamo, in linea con i piani di trasformazione, che la sua valorizzazione ed il suo rilancio dal punto di vista economico possa basarsi su uno sfruttamento turistico cosciente. Ma il tipo di turismo che ha caratterizzato questi territori fino ad ora è attualmente in crisi ed è quindi necessario percorrere strade alternative, dove la promozione di nuove forme di turismo siano volte alla valorizzazione delle risorse naturali e stanco culturali esistenti sul territorio. Si tratta così di promuovere un turismo attivo costituito da un sistema di percorsi dedicati alla mobilità "dolce" e non motorizzata, che sia in grado di connettere la popolazione con le componenti ambientali ed antropiche del territorio e con i
"centri di vita" degli insediamenti montani, in modo da innescare anche azioni di recupero dei manufatti e di riscoperta delle attività tradizionali.
Come vedremo in seguito, infatti, anche gli interventi e i progetti specifici proposti dal PISL "Valorizzazione dell'ambito della Stura di Lanzo" puntano molto sulla fruizione "dolce" del territorio, specie nell'area lungo la Stura, per la valorizzazione ecoturistica dell'ambito e per sostenere le interconnessioni tra gli elementi emergenti del paesaggio. Ed è a questi interventi che noi vorremmo agganciarci con dei percorsi secondari di carattere escursionistico, collegabili agli anelli ciclopedonali esistenti ed in progetto.
Per una migliore organizzazione del discorso, il seguente lavoro è stato suddiviso in tre parti, dove le prime due pongono le basi per l'elaborazione della nostra proposta di sviluppo articolata nell'ultima parte.
La Parte I della tesi, infatti, in primo luogo è dedicata al tema dello sviluppo locale ed al suo retroterra culturale e normativo, per poi entrare nel merito degli strumenti di pianificazione specifici, i PISL, ed in particolare del PISL "Valorizzazione dell'ambito dello Stura di Lanzo" sopraccitato - promosso dall'Ente di Gestione Parco Regionale La Mandria e dei Parchi e delle Riserve Naturali delle Valli di Lanzo, in collaborazione con la Provincia di Torino - che rappresenta per noi il mezzo per una possibile attuazione delle linee di intervento proposte.
La Parte II, e tutto ciò che concerne lo studio del paesaggio e l'applicazione della metodologia d'indagine eseguita su di esso, invece, sono frutto dei temi trattati dal Prof.re Carlo Tosco nel Seminario disciplinare di "Storia e conservazione del Paesaggio", ampliati ed approfonditi per l'analisi del paesaggio della Val Grande di Lanzo. Si tratta di un lavoro di ricerca delle peculiarità e delle tracce delle successive azioni territorializzanti rimaste tuttora visibili sul territorio.
La Parte III, infine, costituisce il risultato dell'interrelazione tra le discipline della Storia e della Pianificazione in un'ottica di sviluppo locale dell'area che, come abbiamo precedentemente detto, tenga conto delle specificità del luogo emerse dall'analisi storico-ambientale e le metta in valore attraverso una progettazione urbanistica indirizzata a mantenere le qualità formali del paesaggio e ad innescare processi di sviluppo locale basati su una fruizione "dolce" del territorio.
Relatori
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