La pietra di Saltrio nell'edilizia storica torinese: il caso del restauro della balaustra della manica meridionale del Castello del Valentino
Sergio Ferraresi
La pietra di Saltrio nell'edilizia storica torinese: il caso del restauro della balaustra della manica meridionale del Castello del Valentino.
Rel. Maurizio Gomez Serito. Politecnico di Torino, Corso di laurea specialistica in Architettura (Restauro E Valorizzazione), 2008
Abstract
La scelta di occuparmi di un manufatto in pietra quale tema dell'elaborato conclusivo della Laurea Specialistica trae origine dall'interesse suscitato in me dal contributo curato dal prof. Gomez Serito nell'ambito del corso di Scienza e tecnologia dei materiali II, riguardante per l'appunto i materiali lapidei.
Avvertivo la necessità di approfondire questa disciplina tanto importante nel restauro degli edifici storici. La pietra è infatti il materiale usato dall'uomo per costruire le prime, seppur rudimentali, opere architettoniche (menhir e dolmen, dove la parola "men" che figura in entrambi i nomi significa appunto "pietra" in antico bretone) ed è rimasto per secoli uno dei più utilizzati, soprattutto prima dell'introduzione del calcestruzzo alla fine del XIX secolo. Ritenevo tuttavia che nel Corso di Studi non fosse stato conferito sufficiente spazio a questa materia, come conferma il fatto che il modulo formativo sopra citato era da scegliere in alternativa ad altri insegnamenti opzionali e non obbligatorio.
A far ricadere la scelta del caso studio sulla balaustra della terrazza della manica meridionale del Castello del Valentino è stata la coincidenza della partenza del relativo cantiere di restauro con il momento in cui iniziavo ad occuparmi della compilazione della Tesi.
I buoni rapporti di collaborazione professionale che legano il prof. Gomez Serito e l'arch. Cristina Soldati del Settore Edilità dell'Ufficio Tecnico del Politecnico di Torino, ossia l'organo che gestisce tutto il patrimonio architettonico di proprietà dell'istituzione universitaria, hanno poi permesso di compiere questo percorso nella maniera più efficace e approfondita possibile.
Lo studio parte da un'indagine relativa al materiale con cui è costruita la balaustra, la pietra di Saltrio, per poi analizzare le circostanze e lmodalità con cui si è diffuso a Torino.A seguire vengono ripercorse le vicissitudini storiche che hanno portatoalla costruzione del corpo di fabbrica in cui l'oggetto è collocato. Viene poi proposta una raccolta di tutta la documentazione utile a garantire un'adeguata conoscenza dell'oggetto, dai rilievi geometrici alle fotografie e raddrizzamenti fotografici riferiti a diversi periodi. Si procede con la catalogazione dei singoli elementi che compongono la balaustra, operazione macchinosa e intricata in quanto condotta a smontaggio già avvenuto e senza indicazioni sufficientemente chiare da parte di chi l'aveva eseguito, ma di fondamentale importanza ai fini del rimontaggio e del monitoraggio storico-conservativo del bene. Si entra così nel vivo della descrizione dei vari interventi di risanamento attuati per far fronte ai diversi tipi di degrado. Per concludere viene descritta in maniera dettagliata la procedura per ricostruire quei colonnini che erano andati perduti e irrimediabilmente fratturati e che dovevano pertanto essere sostituiti.
Relatori
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