L'area dismessa della Boch Frères Keramis a la Louviere, Belgio: una proposta italiana di riqualificazione
Simona Colarusso
L'area dismessa della Boch Frères Keramis a la Louviere, Belgio: una proposta italiana di riqualificazione.
Rel. Carla Bartolozzi, Piergiorgio Tosoni. Politecnico di Torino, Corso di laurea specialistica in Architettura (Restauro E Valorizzazione), 2008
Abstract
La scelta dell'argomento da trattare per la tesi di laurea è condizionata dal! aver vissuto parte dell'ultimo anno accademico fuori dal solito contesto universitario grazie al Fiamma Erasmus. fa Belgio ho frequentato un istituto di architettura che trattava anche se solo con moduli a scelta, la tematica del restauro e della riqualificazione. Le differenze riscontrate nell'approcciarsi a questi beni, mi hanno incuriosita tanto da indurmi a ripensare a un percorso conoscitivo e progettuale per l'area che era stata presa in esame nei corsi in Belgio ho avuto la possibilità di studiare all'estere, per un semestre grazie al programma Erasmus, convinta che l'esperienza da intraprendere sarebbe stata ricca di stimoli.
Tale si è rivelato il periodo di soggiorno effettuato a Mons m Belgio ho frequentato i corsi dell'Institut Supérieur d'Architecture Intracommunale -ISAI-.una scuola di architettura che ha sedi in diverse atta del paese.
Tra gli esami da sostenere all'ISAI si poteva scegliere un laboratorio di Restauro
Architettonico e Urbano, che ha incontrato subito la mia curiosità. L'Atelier-Architecture Patrimoine, tenuto dai docenti Paul Delaisse e Franck Verspeelt, mi è stato illustrato dai Professori stessi e accompagnato da un fascicolo che spiegava gli obiettivi del laboratorio trattare l'adattamento e il riutilizzo degli edifici e degli spazi stono pagine si diceva che il patrimonio è certamente un'importante eredi a del passato, ma convient aujourd'hui de l'insérer dans un milieu urbain, paysager et architecturel en constant evolutìon" ' Le premesse sopra riportate mi hanno spinto a scegliere questo laboratorio che ho avuto come oggetto di studio la fabbrica di ceramiche Royal Boch, un'area industriale parzialmente abbandonata sita nel comune di La Louvièr_M^ favorevolmente colpito il concetto, molto moderno, di considerare 1 area industriale parte del patrimonio architettonico storico da riqualificare. Il problema delle aree dimesse è un Sento molto delicato, su cui le posizioni all'interno di uno stesso paese possono essere molto contrastanti, poiché risulta difficile trovare una mediazione tra conservazione e demolizione (tra memoria e riattivazione di un'area progettata per essere chiusa ed isolata dalla città).
Il lavoro previsto nell'atelier durante l'anno accademico si divideva in due momenti ben distinti:
a. Analisi del contesto è consistita in un'analisi storica, urbanistica, tipologica degli edifici esistenti, affiancata da un'indagine sociologica della città in cui sorge il sito in esame. Questa doveva essere la base per la proposta di riqualificazione urbana.
b. Progetto architettonico agli studenti, raggruppati in due o tre Persone è stato affidato uno degli edifici che componevano la sistemazione urbana definita nella prima fase, affinchè se ne elaborasse un progetto architettonico compiuto.
La mia partecipazione al lavoro del laboratorio si è fermata purtroppo alla prima parte poiché il mio soggiorno all'estero è durato solo sei mesi. fa questa fase iniziale ho potuto comunque constatare che i processi metodologici seguiti, per arrivare al progetto di riqualificazione, sono simili a quelli appresi durante i cinque anni di università a Torino. I risultati e la sensibilità di approccio al bene, tuttavia; presentano notevoli differenze. Ciò
In modo evidente per quanto riguarda le motivazioni alla base di una demolizione piuttosto che di una conservazione dei singoli elementi, e per quanto concerne l'uso delle analisi svolte nella fase di conoscenza. Queste, infatti, sono condotte senza cercare di capire le specificità che caratterizzano ogni luogo o ricercare le componenti da valorizzare nel progetto finale.
La mia attenzione sulla conservazione del bene, maturata negli anni universitari, è stata inizialmente motivo di perplessità negli altri studenti belga che formavano il mio gruppo di lavoro Dopo avere svolto con loro le analisi preliminari di conoscenza, ognuno ha preparato una propria ipotesi di sistemazione urbana: la mia prima preoccupazione è stata la ricerca di come attraversare risolato Boch per aprirlo alla città senza perdere 1 idea del complesso fabbrica; la maggior parte degli altri studenti hanno invece puntato alla conservazione del solo edificio vincolato dallo Stato ricostruendo tutto il resto La mia presenza in gruppo e le revisioni fatte con i docenti hanno condotto ad una mediazione.
La soluzione urbana a cui siamo arrivati alla fine del primo periodo didattico, tuttavia, presentava ancora troppi punti non risolti ed alcune scelte sostenute da motivazioni troppo deboli \ Da qui nasce il mio desiderio di ripartire con un percorso conoscitivo, più indirizzato verso un'ottica di conservazione, che porti verso una delle numerose soluzioni progettuali di sistemazione urbana dell'area Boch.
Finalità" della tesi
Le esperienze universitarie vissute durante l'Erasmus mi hanno permesso di avvicinarmi ad una realtà diversa da quella italiana, m particolare per quanto riguarda i concetti di conservazione, restauro, riqualificazione, ho potuto sperimentare di persona quanta libertà ci sia nell'agire e nella formazione dei futuri architetti che si troveranno a confrontarsi anche con queste tematiche.
La metodologia di lavoro seguita nei mesi di laboratorio comincia con la conoscenza del bene in esame, che però sembra rimanere fine a se stessa in quanto dall'analisi non si traggono conclusioni utili agli scopi progettuali: all'indagine storica morfologica e materica dei fabbricati esistenti - che pur viene eseguita - si fanno prevalere gli obiettivi economici e di immagine urbana posti dalla municipalità. Le proposte urbane che seguono a questa fase sono dunque già indirizzate a soddisfare innanzitutto le richieste e del comune, che pure si pone degli obiettivi sociali, ma forse tende a sottovalutare la
necessità che sente la popolazione di riconoscersi nei luoghi della propria memoria. In particolare la manifattura di ceramiche Boch è sempre esistita nell'immagine della collettività, la quale però rischia di disaffezionarsi al luogo a causa dell'incuria e dell'abbandono in cui si presenta da anni. Allo stesso tempo, abbattere un intero isolato per ricostruirlo da nuovo potrebbe portare ad un effetto contrario a quello desiderato di creare un nuovo polo attrattivo per la comunità. Le proposte di sistemazione urbana del sito Boch, che ho potuto visionare nel periodo di lavoro all'interno del laboratorio scelto,
lasciano trasparire quali siano le basi della cultura del restauro presente m Belgio. Gli elaborati, a partire da quelli del comune di La Louvière fino ad arrivare a quelli proposti dagli studenti di architettura, prediligono demolizioni e nuove costruzioni a discapito di una conservazione integrata che miri a valutare quali elementi siano effettivamente testimonianza di un passato importante. Questa attitudine è sostenuta dalle leggi, .espressione normata della cultura, che permettono interventi anche drastici su quelle che vengono considerate "aree urbane destrutturate".
L'obiettivo della tesi è dunque di ripercorrere le fasi del progetto sull'area Boch secondo una metodologia di lavoro attenta sia ai bisogni della collettività, sia alla conservazione della memoria di un'area industriale che ha generato la nascita dell'attuale cittadina di La Louvière.
Relatori
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