Porte e atri per il parco regionale dei Colli Euganei
Clara Bollati
Porte e atri per il parco regionale dei Colli Euganei.
Rel. Bruno Bianco. Politecnico di Torino, Corso di laurea specialistica in Architettura, 2008
Abstract
Quanto riportato fu qui nel precedente capitolo altro non è che il bando di concorso che ha rappresentato il fil rouge: di questa tesi di laurea.
Dopo averne trovato pubblicazione sui sito internet di 'Europa Concorsi', questo e stato sottoposto all'approvazione del Prof. Bianco, Relatore del lavoro.
A causa dei tempi ristretti la scelta e stata quella di rinunciare alla partecipazione ufficiale al concorso mantenendolo pero come tema principale per I'ideazione di 'Porte ed atri per il Parco Regionale dei Colli Euganei'.
Il primo passo necessario e stato senza dubbio alcuno il sopralluogo, imprescindibile per un lavoro di questo tipo.
Partendo da Este, la prima tappa e stata la sede del Parco sita ai confini del centro storico della splendida città.
Qui I'accoglienza da parte del responsabile del settore, I' Architetto Maramani, e stata estremamente cordiale.
Dopo un breve colloquio utile all'inquadramento della zona e ad alcuni chiarimenti riguardo alle richieste del concorso stesso, il cammino attraverso i Colli Euganei ha preso il via in direzione di Baone per poi proseguire in maniera circuitale lungo i quindici comuni principali del Parco seguendo le strade statali e comunali.
La sinuosità dei Colli e I'unicità di un paesaggio di questo genere sono stati i primi elementi chiarificatori rispetto alla documentazione fino ad allora in nostro possesso.
Un vero e proprio patrimonio naturale con profonde ferite, le cave per l' estrazione della trachite, frutto di un passato tutto sommato recente caratterizzato dalla ricerca del massimo profitto attraverso lo sfruttamento delle risorse presenti in loco.
Ad oggi questa dimensione e stata ormai ampiamente superata grazie ad una intensa politica volta alla tutela ed alla presa di coscienza da parte, prima di tutto, della classe dirigente.
A tal proposito si ricordano qui due figure che hanno rappresentato validi punti di riferimento per lo studio dell'area: il Prof. Gambino di cui abbiamo potuto consultare alcuni elaborali ed il Prof. Castelnovi che non ha mancato di mostrare nei nostri confini piena collaborazione ed intimità cortesia.
Volte I'attenzione verso quanto fatto in precedenza in queste zone sia a livello di studio del territorio, sia per quanto riguarda dinamiche legate a variabili quali la popolazione il loro turismo, ha permesso di raggiungere una maggiore consapevolezza nonché un atteggiamento più maturo e misurato nel lavoro che si stava affrontando.
Nuovamente a Torino, si i; proceduto quindi con la riorganizzazione del materiali raccolto e la rielaborazione delle informazioni ottenute.
Attraverso 1'1 consultazione del Piano Ambientale i: stato possibile quali fossero i punti critici su cni andare ad intervenire.
In particolare si i: deciso di porre la lente di ingrandimento di Este e, dopo lo studio necessario, di trovare qui la collocazione adeguata per il progetto dell' Atrio e della Porta rispettando le indicazioni del Piano.
II lavoro i: stato suddiviso nella parte antologica, che raccoglie lo studio e l'analisi del territorio e delle sue dinamiche, integrata da elaborati grafici e di progetto.
Relatori
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