La politica di tutela in Svizzera e il caso studio del Canton Vaud
Alice Serughetti
La politica di tutela in Svizzera e il caso studio del Canton Vaud.
Rel. Emanuele Romeo. Politecnico di Torino, Corso di laurea specialistica in Architettura (Restauro E Valorizzazione), 2007
Abstract
L'obiettivo del presente lavoro e quello di analizzare in che modo la Svizzera abbia risposto alla necessita di tutelare e conservare il proprio patrimonio storico-architettonico: quale sia I'organizzazione politica, quale la normativa, quali gli strumenti volli a perseguire una politica di tutela.
Lo svolgimento di questi temi e stato reso possibile da un soggiorno di due mesi in Svizzera, nella città di Losanna, esperienza fondamentale per entrare in contatto diretto con la realtà culturale locale e per procedere con una prima fase analitica di tutti gli aspetti, storici, culturali, legislativi e sociali che hanno contribuito allo sviluppo del concetto di restauro e conservazione in questo paese.
Sappiamo che ogni paese ha metodi e normative differenti riguardo il restauro e la tutela e che queste differenze sono 10 specchio di particolari realtà culturali e politiche. Analizzando la realtà svizzera e stato innanzitutto osservato come la natura federalista dello Stato, che prevede una ripartizione di compiti e competenze tra Confederazione e Cantoni, si rifletta anche sulla politica di tutela del patrimonio culturale e ambientale. In base alla Costituzione federale della Confederazione Svizzera, i Cantoni sono autonomie sovrani per tutti quegli ambiti la cui responsabilità non sia esplicitamente assegnata alla Confederazione. Dal canto suo questa adempie ai compiti che le sono assegnati dalla Costituzione, salvaguarda I'autonomia dei Cantoni e si impegna sempre a collaborare con essi.
Questa politica di decentramento delle competenze statali si riflette anche nell'ambito della tutela del patrimonio culturale e ambientale: I'articolo 78 della Costituzione federale specifica infatti che la protezione della natura e del paesaggio compete ai Cantoni, comprendendo in questo concetto la protezione dei paesaggi, degli insediamenti, dei luoghi storici, delle rarità naturali, e dei monumenti culturali, dunque anche i compiti relativi alla salvaguardia dei monumenti storici e archeologici. II compito principale della Confederazione e quello di sostenere i Cantoni, intervenire dove un problema non può essere risolto in modo autonomo a livello cantonale per motivi politici, tecnici o finanziari, e tenere sempre conto, nell'adempimento dei suoi compiti costituzionali, della necessita di salvaguardare il proprio patrimonio culturale-ambientale2. Confederazione e Cantoni devono dunque provvedere all'attuazione di un'efficace politica di tutela, attraverso la disposizione di specifici servizi specializzati e strumenti legali.
Sulla base di queste osservazioni si e scelto dunque di suddividere il lavoro in due parti: nella prima e stata descritta la politica di tutela adottata a livello federale mentre la seconda parte e stata dedicata all'analisi di una politica cantonale, nella fattispecie quella del Canton Vaud. La scelta di concentrare I'attenzione sui Canton Vaud e stata dettata da diverse motivazioni, tra Ie quali la ricchezza del patrimonio culturale cantonale3 e I'interesse dimostrato da questo per la sua tutela.
Gli strumenti che hanno permesso di portare a termine la base analitica del lavoro so no state essenzialmente le indagini bibliografiche e archivistiche condotte in prevalenza sui posta; anche la consultazione di siti internet, fonti sempre più aggiornate e attendibili, si e peraltro rivelata un ottimo strumento. In questa prima base si e riscontrato come il plurilinguismo svizzero sia per certi aspetti un elemento che facilita notevolmente I'acquisizione di informazione da parte di stranieri (tutti i documenti ufficiali devono essere disponibili in tedesco, francese e italiano), mentre per altri questo comporti torse una mancanza di necessita di tradurre anche testi fondamentali per la comprensione di una disciplina complessa come quella della teoria del restauro.
La prima parte del lavoro e dedicata all'analisi della politica di tutela federale. Nel primo capitolo e state tracciato lo sviluppo storico, le tappe e gli avvenimenti che hanno portato, tra la fine del XVIII e la fine del XIX secolo, ad una presa di coscienza del valore storico e artistico del patrimonio culturale svizzero e alle prime iniziative volte a salvaguardarlo. Queste iniziative si sono concretizzate in particolare con la nascita, nel 1880, della "Società svizzera per la conservazione dei monumenti storici", che aveva come obiettivo principale quello di attirare I'attenzione pubblica sui monumenti e le opere d'arte nazionali e di occuparsi della loro preservazione, attraverso I'acquisto di opere d'arte, la compilazione di inventari e la pubblicazione di opere riguardanti i monumenti nazionali, il finanziamento e la predisposizione di lavori di scavo e di restauro. La teoria legata al restauro andava in quegli anni sviluppandosi, grazie al contributo teorico di personaggi facenti parte della Società, in particolare Josef Zemp (Das Restaurieren, 1907); si andava sempre più affermando il riconoscimento che iI "mantenimento delle stato originale" di un edificio fosse da preferire al "rinnovamento antichizzante" e che I'accostamento delle parti antiche di un monumento con le nuove dovesse essere evidenziato in modo da non falsificarne il valore documentario. Ulteriori passi avanti nella definizione di una politica di tutela so no rappresentati dalla creazione, nel 1905, della "Lega svizzera per la salvaguardia del patrimonio nazionale", nata in relazione allo sviluppo industriale e urbanistico della seconda meta del XIX secolo e finalizzata essenzialmente a salvaguardare i beni naturali e artistici locali, anche gli edifici tradizionali rurali e cittadini. Ultima tappa, fondamentale per la definizione dell'attuale politica di tutela, e stata la creazione, nel 1915, della "Commissione federale dei monumenti storici", commissione di esperti direttamente sottoposta al Dipartimento degli Interni, che gradualmente prese il posta della precedente Società. Figura importante all'interno della Commissione fu Linus Birchler, Presidente dal 1942 al 1963, che diede un forte contributo al consolidamento amministrativo e finanziario della Commissione e contribuì anche alla definizione dei principi applicabili al restauro (in Restaurierungspraxis und Kunsterbe in der Schweiz, 1948)
II secondo capitolo e dedicato alla definizione degli attuali enti
preposti alla tutela e della legislazione vigente. Lo strumento fondamentale a livello federale per la tutela del patrimonio culturale e ambientale e la Legge federale sulla protezione della natura e del paesaggio, del 1966; essa e applicata sia alla tutela dei monumenti storici, dell'archeologia, degli insediamenti, sia alla tutela del paesaggio e delle rarità naturali. La legge disciplina i compiti della Confederazione e dei Cantoni oltre a quelle degli organi federali quali I'UFC (Ufficio federale della cultura), servizio preposto alla salvaguardia dei monumenti storici, degli insediamenti e dell'archeologia e I'UFAM (Ufficio federale dell'ambiente), per quel che concerne la salvaguardia della natura e del paesaggio. Vengono anche definiti i compiti delle due commissioni consultive della Confederazione, la Commissione federale dei monumenti storici (CFMS), per quanta riguarda I'archeologia, la conservazione dei monumenti storici e gli insediamenti e la Commissione federale per la protezione della natura e del paesaggio (CFNP), per quanto riguarda la protezione delle rarità naturali e dei paesaggi. Oltre alla normativa nazionale sono anche descritte le Carte e le Convenzioni internazionali sottoscritte dalla Svizzera, documenti che, a partire dal dopoguerra, sono stati redatti dagli organismi internazionali allo scopo di organizzare un'azione concreta di salvaguardia di un patrimonio ormai riconosciuto come appartenente alla comunità internazionale.
Nel terzo capitolo si e scelto di estendere il campo di indagine a diversi ambiti di tutela: i monumenti storici e I'archeologia, il paesaggio, i giardini storici e la città. La distinzione e stata fatta sulla base delle definizioni e dei campi di interesse della normativa vigente, considerando tuttavia che ogni aspetto e complementare agli altri e che I'elemento unificante e rappresentato dalla dimensione ambientale del restaur08. Per ognuno di questi temi so no state definite Ie disposizioni di tutela stabilite dalle leggi federali, gli organi preposti, la normativa internazionale di riferimento, gli strumenti e le iniziative pili interessanti prese da organismi governativi e non governativi per salvaguardare questi specifici oggetti di tutela.
La seconda parte, relativa al Canton Vaud, e stata articolata in modo analogo alla prima per sottolineare la correlazione, stabilita anche dalla Costituzione, tra la politica federale e cantonale.
II primo capitolo e dedicate dunque allo sviluppo storico della tutela nel Cantone; anche qui, come nel resto della Svizzera, una tendenza alla conservazione ha inizio nel XVIII secolo ma non si applica in tutta coscienza che nel XIX secol09, legando la sua sorte al gusto dominante di ciascuna epoca. Nel XVIII secolo comincia a svilupparsi un certo interesse per gli edifici medievali, che vengono studiati e restaurati. Gli interventi di restauro erano per lo piu di tipo analogico-archeologico e spesso erano motivati più da scopi utilitaristici ed economici che dalla volontà di salvaguardarne il valore di testimonianza storica. II primo appello ufficiale in favore della salvaguardia dei monumenti storici, lanciato dal Ministro delle Arti e della Scienza della Repubblica Elvetica Philippe-Albert Stapfer, risale al 1798. Questo fu recepito dal Canton Vaud che nel 1822 nomine i "Conservateurs des Antiquites" e adotto un "reglement pour les Conservateurs des Antiquites del Canton Vaud". Nel XIX secolo alcuni letterati cominciarono a richiamare I'attenzione sui significato culturale dei monumenti storici e questo comincio a tradursi in un interesse anche per il loro restauro, per il loro studio e per la loro documentazione. Nel 1872 il Gran Consiglio del Canton Vaud si rivolse a Viollet-Ie-Duc per it restauro della cattedrale di Losanna;
In quegli anni si stava sviluppando, anche in relazione all'intervento di Questo, il dibattito sui restauro, soprattutto da parte delle storico dell'arte Henri de Geymolier che si oppose al progetto di ricostruzione completa del coronamento della tourlanterne della cattedrale, proponendo un contro-progetto che conservasse intatte le parti antiche ancora esistenti. Fu sui finire del secolo che si comincio ad insistere sull'opportunità di conservare piuttosto che restaurare e fu soprattutto I'archeologo cantonale Albert Naef a spingere in questo senso. Sulla base delle sue raccomandazioni il Canton Vaud si doto, per primo in svizzera, di una legge "sur la conservation des monuments et des objets d'art avant un interet historique ou artistique" nel 1898; fu anche istituito un "Departement de I'lnstruction publique et et des cultes" dal quale dipendeva il "Service des monuments historiques" a cui era affidata la salvaguardia dei monumenti e dei
I beni archeologici, diretto da un archeologo cantonale che aveva anche il ruolo di conservatore dei monumenti. A questo importante passo verso la salvaguardia del patrimonio culturale cantonale segui I'adozione, nel 1951, della "Loi sur la conservation des antiquites et des monuments historiques" che ebbe iI merito di istituire alcuni musei regionali e di riconoscere alcune regioni archeologiche, nelle quali non poteva essere intrapreso alcun lavoro di scavo senza I'autorizzazione dell'archeologo cantonale. L'ultima importante tappa dell'evoluzione della tutela del patrimonio cantonale e rappresentata dalla "Loi sur fa protection de la nature, des monuments et des sites" (LPNMS), del 1969, aggiornata a più riprese e ancora oggi in vigore.
Nel secondo capitolo e stato descritto I'attuale sistema cantonale in materia di tutela del patrimonio culturale e ambientale attraverso la definizione della legislazione vigente, degli enti preposti e degli strumenti a disposizione. Come abbiamo visto, la Legge sulla protezione della natura, dei monumenti e dei siti, del 1966, e in vigore ancora oggi ed e applicata sia alla tutela dei monumenti sterici, dell'archeologia, degli insediamenti, sia alla tutela del paesaggio e delle rarità naturali. In essa viene fatta una distinzione tra protezioni generale de la nature et des sites" e tra
la .protection general des monuments historiques et des antiquites". Si e scelto di concentrare I'attenzione sulle disposizioni riguardanti la tutela dei monumenti storici e dei siti archeologici, introducendo in questo modo I'ultima parte del lavoro che consiste nell'analisi di due casi-studio: la cattedrale di Losanna, esempio di restauro architettonico, e il sito archeologico di Avenches, esempio di restauro archeologico. La legge disciplina i compiti del Consiglio di Stato, che e tenuto a vegliare affinché sia assicurata la protezione del patrimonio naturale e culturale del cantone e della sua commissione consultiva, la .Commission des monuments historiques" che offre consulenza sui lavori che riguardano i monumenti storici e i siti archeologici. Vengono anche definiti i compiti del "Departement des Infrastructure" (DINF), all'interno del quale la tutela del patrimonio architettonico e archeologico del cantone e affidata al "Service Immeuble, Patrimoine et Logistique" (SIPAL) e in particolare alla "Section des monuments et sites" (responsabile della salvaguardia dell'insieme del patrimonio costruito) e alla "Section de I'archeologie cantonale" (responsabile della salvaguardia del patrimonio archeologico).
L'ultima parte del lavoro e dedicata all'analisi di due casistudio: la cattedrale di Losanna (capitolo 3) e il sito archeologico di Avenches (capitolo 4), elementi che ben rappresentano non soltanto iI panorama architettonico e archeologico del Canton Vaud ma, per la misura degli interventi a cui sono stati sottoposti e per !'interesse che hanno destato nel corso dei secoli, costituiscono un significativo esempio di applicazione delle teorie legate alla conservazione e al restauro.
In questo modo è stato possibile attuare il passaggio dalla definizione della teoria all'analisi della prassi. Soprattutto per lo studio di questi interventi e stata fondamentale la permanenza sui territorio svizzero, che mi ha permesso di effettuare visite approfondite e di partecipare ad un sopralluogo al cantiere della cattedrale e ad un incontro con I'architetto Christophe Amslerlo.
La cattedrale di Losanna e stata oggetto nei secoli di numerosi interventi di restauro che mostrano come tutte le autorità che se ne sono occupate, vescovi, amministrazione bernese, potere cantonale, abbiano preso a cuore la salvaguardia di questo importante monumento. E' stata innanzitutto tracciata la storia dell'edificio, attraverso la descrizione delle fasi costruttive rese note grazie alle ricerche archeologiche condotte tra il 1909 e il 1914 e tra il 1971 e il 1974 sotto il suolo della cattedrale, che hanno portato alla luce anche resti di edifici più antichi. So no poi stati descritti gli interventi di restauro che hanno interessato I'edificio già dai tempi della sua costruzione, che si sono susseguiti nei secoli e che proseguono ancora oggi. Una particolare attenzione e stata posta all'intervento eseguito da Viollet-Ie-Duc, tra il1873 e il1879, e ai successivi interventi che hanno scelto di sacrificarne 0 di recuperarne parzialmente I'opera.
L'ultimo capitolo e dedicato al sito archeologico di Avenches, antica capitale degli Elvezi. Anche in questo caso e stata descritta I'evoluzione della città romana, sulla base dei risultati delle ricerche archeologiche condotte dagli studiosi a partire dal XVIII secolo. E' stato poi descritto lo stato di conservazione dei monumenti ancora visibili: l'anfiteatro, il teatro, le terme del foro, un santuario, un tempio e un tratto delle mura comprensivo di una torre difensiva e dei resti di una porta d'accesso alla città. Infine e stato descritto "intervento più importane effettuato finora su uno di questi monumenti: il restauro del complesso dell'anfiteatro romano e della torre romanica costruita sulle sue fondamenta nell'XI secolo. L'intervento, condotto tra il 1987 e il 1995 è stato finalizzato al riuso dell'antico anfiteat
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