L'area dei baluardi del rione di Santa Marta: ipotesi per la conservazione e riqualificazione funzionale
Sara Castagna
L'area dei baluardi del rione di Santa Marta: ipotesi per la conservazione e riqualificazione funzionale.
Rel. Luciano Re. Politecnico di Torino, Corso di laurea in Architettura, 2007
Abstract
Lo scopo di questa tesi è di esporre un esempio di applicazione del restauro urbano ad un caso concreto. L'oggetto preso in esame è un gruppo di edifici situato nel centro storico di Agliè, non tanto importanti singolarmente, ma significativi per la loro collocazione in un tessuto urbano di origine medioevale, di cui sono ancora visibili alcuni elementi e ai quali si sono sovrapposti altri di tempi successivi.
Il primo passo è stato quello di reperire le informazioni necessarie a comprendere le fasi evolutive che si sono susseguite; questa operazione si è rivelata complessa poiché la documentazione disponibile è scarsa. La maggior parte del materiale archivistico riguarda il settecento, per cui si può avere un'idea abbastanza chiara della situazione urbanistica e architettonica presente all'epoca, mentre le evoluzioni successive sono scarsamente documentate.
Le uniche fonti disponibili in questo arco di tempo sono gli atti notarili, che seppur privi di planimetrie, ci forniscono notizie sulla destinazione d'uso e saltuariamente descrizioni sulle divisioni interne.
Anche le fonti orali sono utili per acquisire informazioni, sia quelle dirette che quelle tramandate; ad esempio le notizie fornite dalla popolazione hanno segnalato che la piazzetta adiacente all'area presa in esame esiste da meno di un secolo, e che quindi è stata modificata la forma urbana.
Lo studio delle trasformazioni subite dagli edifici si è quindi basato sull'osservazione dell'immobile, supportato dalle notizie storiche trovate. La seconda fase di acquisizione delle informazioni è costituita da un rilievo dettagliato degli edifici, in cui si ripropone graficamente la loro struttura e la scansione degli elementi che li compongono.
Il rilievo è accompagnato da una descrizione dei singoli materiali, che serve a compensare le carenze della schematizzazione grafica, fornendo così informazioni su datazione, tipo di materiale e degradi. In questa tesi si è fatta la scelta formale di elencare i degradi edilizi nella descrizione anziché indicarli nel rilievo con una retinatura perché il progetto ha più una valenza a scala urbana e solo secondariamente alla scala dei materiali.
Terminato il lavoro di acquisizione delle informazioni si è posta la scelta di una nuova funzione da attribuire agli edifici, in funzione delle loro caratteristiche tipologiche e della concentrazione di servizi esistenti, parte negli stessi fabbricati, parte nelle aree limitrofe.
A seguito di ciò, considerati i caratteri edilizi presenti sia negli edifici sia nella loro aggregazione urbana, in considerazione della centralità del sito, si è inteso progettare un polo che raccogliesse quelli non ancora presenti; definendo in base a ciò i diversi criteri di intervento a livello di edifici e loro parti, dal restauro, alla ristrutturazione, all'integrazione di parti nuove necessarie all'allestimento e messa a norma.
Questa parte propositiva si è divisa in conservazione: dei materiali, della forma architettonica e dell'impianto urbano; decidendo di volta in volta la rispondenza dei singoli elementi alle tre diverse scale.
Relatori
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