Il punto di partenza della nostra tesi è il rapporto tra il fattore tempo e l’approccio progettuale del designer contemporaneo, operante in ambito sostenibile.
Data la complessità del tema e la lontananza dai tradizionali territori del design abbiamo sentito la necessità di ritagliare una porzione ridotta del campo d’indagine, concentrandoci sul passaggio tra modernità e postmodernità.
Tutte le discipline scientifiche e umanistiche sono concordi nell’affermare che, a differenza dell’epoca precedente, la postmodernità ha portato ad una autonomia del tempo ma non alla sua corretta gestione.
Questo grande cambiamento di fondo genera, nei soggetti, una variazione dei comportamenti, dei bisogni e dei desideri, che devono essere a loro volta interpretati da nuove merci volte a soddisfarli.
Il designer è quindi chiamato a dare forma a questo ambito problematico, complesso ma foriero di stimoli di innovazione. Per aiutarlo in questo percorso siamo andati, quindi, a costruire degli strumenti di supporto alla progettazione, in quanto, il mestiere del designer non è più un processo unitario, ma parcellizzato, che necessita sempre più di semilavorati di preparazione al progetto.
Questi, nel nostro percorso di tesi hanno preso diverse forme: una banca dati di merci che hanno il tempo come componente di progetto, utile a dare una visione dello stato dell’arte; un quaderno di tendenze da fornire al progettista come stimolo di innovazione; un cluster di scenari che il designer può popolare attraverso concept e idee di progetto.