Annalisa Bordignon, Stefano Foscarin
Indagine conoscitiva sul complesso conventuale di Santa Chiara in Casale Monferrato per un'ipotesi progettuale del riuso e riqualificazione edilizio ambientale.
Rel. Gianfranco Calorio, Manuela Meni. Politecnico di Torino, Corso di laurea in Architettura, 2003
Abstract
Oggetto della tesi è il complesso conventuale di Santa Chiara sito nel quartiere di Borgo Ala in Casale Monferrato. Il lavoro si è svolto cercando di ripercorrerne vicende storiche e costruttive e analizzandone l'attuale stato di degrado per culminare in un'ipotesi progettuale di riuso e riqualificazione.
Il convento si componeva di due parti fondamentali, pervenuteci entrambe, funzionalmente distinte benché organicamente collegate: la chiesa dedicata a Santa chiara (sconsacrata, oggi sede di manifestazioni culturali, non oggetto del nostro lavoro) e le ali di abitazione e di servizio disposte attorno ad un vasto cortile quadrato, soggette a clausura edificate per gradi sulla base di un disegno generalmente unitario ed in conformità ai dettami di semplicità propri dell'Ordine francescano.
La scelta del sito, casale, e dell'edificio, il convento delle cappuccine, è motivata dalla precedente conoscenza di uno dei due componenti del gruppo che, per recarsi al luogo dei suoi studi superiori, dalla stazione era solito percorrere la strada (via della Provvidenza) su cui affaccia l'edificio, che abbandonato versava in stato di avanzato degrado. Al momento della scelta del tema della tesi, il desiderio, comune ad entrambi i laureandi, di relazionarsi con una preesistenza storica ha riportato alla mente quell'edificio.
La fisionomia esterna del complesso, modesta e trascurata, difficilmente poteva lasciar presagire la dignità architettonica e la felicità spaziale che invece caratterizzano il vasto cortile interno. Questo si trova ora in uno stato deprecabile di incuria e di fatiscenza, che accelerano pericolosamente la rovina di una testimonianza storica e culturale del più grande interesse, meritevole invece di una pronta e adeguata valorizzazione funzionale.
La prima operazione è stata l'esecuzione di un rilievo piano altimetrico e dello stato di degrado dell'esistente, mirato anche all'individuazione dei caratteri peculiari delle stratificazioni storiche come tracce del passaggio dell'opera d'arte nel tempo.
Un'approfondita ricerca storica ha permesso di ricostruire i primi due secoli di vita della fabbrica (XVII e XVIII secolo) e, grazie al reperimento di materiale inedito, di proprietà privata, si è potuto integrare la frammentaria documentazione conosciuta sul periodo che va dalla dismissione napoleonica ai giorni nostri.
La proposta progettuale di riqualificazione e di riuso propone un complesso costituito da: un ostello per la gioventù, un archivio storico, un baby parkinged una piccola caffetteria all'inizio delle tre funzioni principali.
La proposta di ricavare un ostello per la gioventù è motivata dall'analisi di casale come città interessata da un~ turismo storico ed eno-gastronomico, dalla vicinanza dell'edificio alla stazione ferroviaria e dalla carenza di strutture ricettive fruibili da un'utenza giovanile
La necessità di una sistemazione definitiva ed adeguata della documentazione relativa ai numerosi edifici religiosi sconsacrati presenti sul territorio casalese è culminata con la collocazione di una struttura archivistica.
Infine si è giunti all'individuazione della funzione a baby park in considerazione della crescente diffusione e richiesta di questo servizio. L'idea nasce dalla volontà di riproporre in chiave moderna un'usanza caritatevole ~ in passato dalle strutture religiose e cioè l'accoglienza dei bambini abbandonati. Inoltre il complesso conventuale di Santa chiara è stato sede provvisoria intorno alla metà del XIX secolo, del collegio maschile e femminile della Casa della Pia Provvidenza. Con gli interventi previsti si è cercato di "piegare" la funzione all'edificio e non viceversa. La fabbrica, prodotto di una tecnica costruttiva semplice, affidata alle maestranze locali, non può certo essere annoverata tra le grandi architetture, ma a nostro giudizio, deve essere intesa come "tassello" di una memoria storica meritevole di essere salvaguardata.
Relatori
Tipo di pubblicazione
Corso di laurea
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