Itinerari torinesi: spazi e case della cultura umbertina
Elisa Bicciato
Itinerari torinesi: spazi e case della cultura umbertina.
Rel. Piergiorgio Tosoni. Politecnico di Torino, Corso di laurea in Architettura, 2006
Abstract
Questo lavoro sì propone di individuare a Torino possibili itinerari nei luoghi in cui sono più rilevanti le presenze di edifici appartenenti allo stile Liberty, sviluppatosi in Italia e in Europa nell'ultimo decennio dell'Ottocento sino alla Prima Guerra Mondiale. L'obiettivo è quello di proporre la città sotto un'ottica differente rispetto alla più comune associazione dell'architettura torinese con il Barocco.
Nel primo capitolo verrà trattato lo sviluppo dell' Art Nouveau in Europa, facendo un'analisi dei personaggi che si sono distinti, alle volte precorrendo il nuovo stile, nei vari stati, influenzando, a vario titolo e modo, la produzione architettonica e artistica dell'epoca. Ho poi inserito un paragrafo relativo alle vere e proprie caratteristiche dell'Art Nouveau in cui si evidenzia ulteriormente come quest'arte sia totale; infine un paragrafo che tratta dei nuovi materiali impiegati in edilizia. Nel secondo capitolo si parla di come in Italia si sia sviluppato lo stile Liberty, in quali città questo sia avvenuto e con quali motivazioni.
Il terzo capitolo si occupa della collocazione storica e urbanistica della città di Torino a cavallo tra Ottocento e Novecento, con i suoi profondi cambiamenti, legati al passaggio da città capitale del Regno d'Italia a città industriale per cercare di rivitalizzare un paese che aveva perso parte della propria identità. A questo proposito, si inseriscono i nuovi grandi avvenimenti cittadini ma soprattutto internazionali: le Grandi Esposizioni.
L'ampio quarto capitolo tratta, nello specifico, il Liberty a Torino, del quale vengono individuati cinque possibili itinerari di visita, con i relativi edifici di cui viene fatta una descrizione degli elementi caratterizzanti e che li classificano nel nuovo stile. I paragrafi successivi riguardano gli esponenti del Liberty a Torino, i nodi strutturali utilizzati in tal periodo per la realizzazione degli edifici di fine Ottocento ed infine le tipologie edilizie individuabili nei cinque itinerari Liberty in città.
Il quinto capitolo si occupa della proposta di utilizzare i mezzi della GTT, Gruppo Trasporti Torinesi, per far vivere e percorrere questi itinerari con l'ausilio dei mezzi pubblici, così come fanno altre città, in particolare quelle europee. A questo proposito, nel sesto e ultimo capitolo vengono presi in esame esempi di città europee che, tramite l'analisi del proprio territorio, hanno
individuato itinerari alternativi a quelli più comuni percorsi dal turismo di massa, per far emergere l'ampio patrimonio architettonico e artistico meno conosciuto.
Infine le conclusioni, che mi permettono di evidenziare come la città di Torino abbia anch'essa un ampio patrimonio architettonico da rivalutare e da valorizzare, attraverso un lavoro e un impegno sinergico degli Enti Pubblici, della GTT e dell'Ordine degli Architetti, per far conoscere la ricchezza architettonica e meno conosciuta rispetto all'immagine stilistica a cui viene comunemente associata la città.
Relatori
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