Moesgard museum competition
Simone Gea, Davide Guerra
Moesgard museum competition.
Rel. Roberto Apostolo, Delfina Comoglio Maritano, Valentina Bonora, Carlo Micono. Politecnico di Torino, Corso di laurea in Architettura, 2006
Abstract
La tesi risponde al bando di un concorso internazionale di architettura, dal titolo "Moesgard Museum Competition", relativo al progetto di un museo archeologico ed etnografico ad Arhus, in Danimarca.
Gli enti banditori sono il Museo di Moesgard e l'Università di Arhus, che richiedono la realizzazione di un nuovo edificio che possa ospitare in modo adeguato e valorizzare le importanti collezioni permanenti riguardanti la preistoria danese, il Golfo Persico e l'etnografia, frutto di anni di ricerche in Danimarca e in varie parti del mondo.
Si richiede la realizzazione di una struttura che possa diventare un punto di riferimento nazionale e internazionale per quanto riguarda gli edifici a carattere museale; all'avanguardia dal punto di vista formale e tecnologico, ben integrata con il contesto di valore storico e naturalistico in cui viene realizzata, ospitale e funzionale sia per i visitatori che per gli operatori.
Per soddisfare in modo adeguato le richieste espresse dal bando, si è ricercato un ambito progettuale, individuato nella landform architecture. Essa mette in crisi la dialettica figura-sfondo, definisce un'articolazione del territorio e dell'architettura senza giunture, un sistema continuo ma non uniforme, che rappresenta un'alternativa al rapporto con l'intorno fondato sulla differenza e il contrasto.
Nella landform architecture si possono individuare due linee, una informatica e una ecologica, che, integrandosi, permettono di pensare a un paesaggio che diventa architettura e ad un'architettura che diventa paesaggio. L'applicazione di nuovi concetti strutturali e tecnici e l'approfondimento delle possibilità consentite dai nuovi mezzi informatici permettono di ottenere una deformazione delle antiche strutture euclidee trasformandole in spazi dinamici, movimenti di intersezione, flussi funzionali, sovrapposizioni fra differenti livelli che orientano la nuova architettura verso processi quasi geologici, generati attraverso l'intersezione di strati diversi.
Le architetture geomorfe che si generano, presentano forme complesse, gestibili quasi esclusivamente attraverso l'utilizzo di soft-ware di modellazione tridimensionale e di modelli di studio reali.
Il computer, oltre a rendere possibile la prefigurazione delle forme, è ormai un mezzo anche per la prototipazione; l'elaborazione del modello virtuale e la sua ottimizzazione per stampanti tridimensionali a controllo numerico ha permesso la realizzazione di un modello fisico, la cui capacità comunicativa risulta immediata.
Il progetto è nato sviluppando le due linee della landform architecture, quella informatica e quella ecologica, parallelamente.
Per quanto riguarda la linea informatica si è scelto un architetto di riferimento, Peter Eisenman, precursore dell'uso del computer come strumento di ricerca architettonica; con particolare riferimento alla Città della Cultura della Galizia, di Santiago de Compostela si è studiato, quindi interpretato, l'approccio compositivo in continua evoluzione di Eisenman, riproponendone poi l'iter progettuale.
Fin dalle fasi preliminari del progetto si sono poi considerati i principi dell'architettura bioclimatica, così da rendere il progetto il più possibile sostenibile, considerando l'architettura come organismo vivente immerso in una rete di relazioni che sono in grado di influenzarla.
E' stato inoltre trattato il rapporto tra l'architettura contemporanea e i nuovi materiali, attraverso un approfondimento riguardante il tetraetilene etilico di fluoro (EFTE), polimero dalle interessanti caratteristiche tecniche che si sta rapidamente avviando verso un'applicazione su larga scala.
Il risultato di questi studi è un edificio legato indissolubilmente al sito, in quanto è il sito stesso che lo genera; fortemente introspettivo, ben integrato col contesto e tecnologicamente avanzato, soddisfa le richieste del bando, del modello d'uso ipotizzato e delle suggestioni compositive.
In questo progetto si è tentato di superare alcune delle classiche opposizioni dialettiche, quali naturale/artificiale, interno/esterno, architettura/contesto, a favore di una visione in cui architettura e paesaggio si contaminano, si integrano, si ibridano.
Relatori
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