La pratica edilizia: strumento per la regolamentazione del territorio e la gestione del patrimonio immobiliare
Cristina Ginepro
La pratica edilizia: strumento per la regolamentazione del territorio e la gestione del patrimonio immobiliare.
Rel. Elena Fregonara, Silvana Grella. Politecnico di Torino, Corso di laurea in Architettura, 2006
Abstract
La facoltà di edificare o modificare un edificio rientra nel contenuto del diritto di proprietà, rappresentando una delle forme di utilizzazione del suolo. Tale diritto ha subito, nel corso dei secoli, profonde modificazioni, in accordo con il prevalere della funzione sociale della proprietà. Il lavoro, strutturato in diversi capitoli, affronta l'attività di controllo e gestione del territorio evidenziando il ruolo svolto dagli organi preposti ed i principali strumenti messi a punto per supportare i relativi compiti. Nello specifico, la tesi affronta il rapporto e i punti di contatto tra i diversi enti che, a livelli differenti, si occupano della gestione del territorio; i meccanismi e i passaggi che portano la pratica edilizia, a livello locale, ad intrecciarsi con il dato catastale, livello centrale-nazionale.
Questi due livelli di informazione, con competenze e strutture profondamente diversi, che non hanno mai dialogato, rappresentano oggi uno degli esempi più evidenti di interscambio dati e concorrono a formare una vera e propria infrastruttura di dati territoriali.
L'Agenzia del Territorio supporta principalmente le finalità fiscali di perequazione delle imposte; consentendo, da un lato, la ridistribuzione della rendita e, dall'altro, finanziando le attività comunali, assolvendo nel contempo la funzione di conoscenza del patrimonio edilizio esistente e delle trasformazioni che in esso intervengono. La Pubblica Amministrazione, assolve la storica funzione di controllo preventivo del territorio, in accordo con gli strumenti normativi e con i vincoli urbanistici.
Il Primo Capitolo è dedicato a riassumere i principali momenti -molte volte codificati in norme e disposizioni precise- che hanno segnato l'evoluzione dal concetto di ius aedificanài all'istituzione della "licenza edilizia". L'evoluzione del controllo normativo viene ripercorso a partire dai numerosi provvedimenti operativi proliferati, nel corso di oltre mezzo secolo, ponendo particolare interesse alle disposizioni in materia di edificabilità, fino al conseguimento di un fenomeno di semplificazione che ha visto nascere il Testo Unico. Le leggi di regolamentazione del Novecento, sono ripercorse fino all'emanazione del Testo Unico dell'edilizia, che produce di fatto un profondo snellimento della procedura edilizia, pervenendo ad una riduzione dei titoli legittimanti l'attività edificatoria.
Attenzione è prestata, nel Secondo Capitolo, all'inquadramento della procedura edilizia nell'attuale quadro legislativo, con particolare riguardo agli strumenti della DIA e superDIA.
Nel Terzo Capitolo, dedicato al processo di riforma del Catasto, fortemente attuale, dopo una necessaria premessa storica, si illustrano le novità introdotte dalla Legge Finanziaria del 2005, in particolare le disposizioni rivolte all'aggiornamento delle denuncie di variazione catastale per l'adeguamento delle rendite.
Nel Capitolo conclusivo si richiamano - seppur marginalmente - i termini del dibattito sul ruolo della contribuzione sullo sviluppo immobiliare, dibattito che, ricordiamo, pone attenzione sul decentramento del prelievo fiscale, affrontato in relazione al rapporto tra il bilancio comunale e lo sviluppo edilizio.
Seguono, in Appendice, alcuni esempi di pratiche edilizie.
Relatori
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