Elementi architettonici e ornamentali nell'edilizia abitativa tra Quattrocento e Cinquecento nel Piemonte Meridionale
Loretta Abregal, Federica Galleano
Elementi architettonici e ornamentali nell'edilizia abitativa tra Quattrocento e Cinquecento nel Piemonte Meridionale.
Rel. Patrizia Chierici, Maria Ida Cametti. Politecnico di Torino, , 2001
Abstract
Come è noto, fra Quattrocento e Cinquecento nei maggiori centri urbani della nostra
penisola, si verificano dei significativi cambiamenti nei modi di vivere e di abitare
dell'élite cittadina che ben presto si diffondono anche nel tessuto edilizio.
La struttura fisica delle particelle di forma stretta ed allungata, spesso lascia
lentamente il posto ad edifici di dimensioni maggiori e negli esempi più monumentali
come quelli dell'area toscana, dove si procede alla demolizione delle preesistenze.
Gli esiti di questo fenomeno sono evidenziati dalla configurazione spaziale e architettonica
degli edifici e da un insieme di testimonianze strutturali e ornamentali molto significative.
Nell'area oggetto di studio è più frequente riscontrare l'accorpamento di edifici più antichi e
la presenza di strutture architettoniche quali, ad esempio, le scale a chiocciola che testimoniano
i nuovi criteri abitativi e la divisione per appartamenti dei fabbricati e le testimonianze reperite
attestano inoltre la diffusa presenza di loggiati con capitelli cubici databili al XV secolo -inizio
dei successivi. Numerosi esempi di questo tipo si trovano a Cuneo e in altri centri urbani fra i quali
ricordiamo Palazzo Balbo a Cavallerleone, che sembra essere il risultato dell'accorpamento di due cellule
preesistenti, attorno ad una scala a chiocciola. La casa Cavassa di Carmagnola costituisce un esempio di
distribuzione analoga, anch'essa caratterizzata dalla presenza di un loggiato interno affacciato al cortile.
Tuttavia altri reperti non meno significativi ci aiutano, a comprendere i criteri e i modi costruttivi, ovvero,
quell'insieme di testimonianze che sono l'oggetto specifico della presente ricerca. E' il caso del materiale
ligneo impiegato in chiave strutturale e ornamentale nei soffitti a cassettoni a volte caratterizzati dall'emblema
araldico raffigurato sulle mensole o sui capitelli delle colonne. In assenza di informazioni documentarie circa i
modi e tempi della costruzione dei solai lignei, la tipologia strutturale e stilistica delle mensole ofrre utili
riscontri conoscitivi, facendo emergere analogie e differenze per quanto riguarda i criteri e le tecniche esecutive
in un determinato ambito cronologico.
Il nostro studio ha evidenziato una particolare tipologia di mensola, quella nella sala magna del castello di Fossano,
caratterizzata da un disegno elaborato sia nella trave costituita da una sezione polilobata, che nella parte terminale
della mensola, quella puramente decorativa del peduccio. Questo modello lo ritroviamo spesso nella sala di maggiore importanza,
solitamente collocata al primo piano. I piani superiori, invece, sono caratterizzati da forme più semplificate, data la
destinazione d'uso di minore importanza.
Verso la fine del Quattrocento, la corte assume un ruolo predominante e caratterizzante l'edificio, attraverso elementi come i
capitelli delle colonne del portico e gli stemmi sopra affissi. Un esempio significativo lo troviamo a Fossano dove, maestranze lombarde,
elaborano un capitello a foglia globulata. In altri casi, maestranze locali, rielaborano questo modello con foglie meno pronunciate.
In numerosi palazzi, è possibile trovare testimonianze databili alla seconda metà del XV secolo, nei loggiati caratterizzati da loggiati
pilastri con capitelli cubici. Gli interventi di riqualfficazìone del tessuto urbano del cuneese, hanno invece evidenziato l'elaborazione
di un nuovo modello a foglie d'acqua lisce, è il caso di Palazzo Della Chiesa a Cuneo datato al 1503.
Relatori
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