INTRODUZIONE
La ricerca sulla quale si base il mio lavoro di tesi può essere inserita nell’ambito degli studi volti ad evidenziare i restauri dei siti archeologici romani nel Salento e il suo contemporaneo sviluppo insediativo ed economico; l’obiettivo principale è quindi quello di valorizzare il tracciato che evidenzia tale romanizzazione attraverso l’incremento del turismo di cultura ed enogastronomico.
La via Appia sembra essere l’emblema della cultura romana; essa si estende per chilometri lungo diverse regioni addentrandosi nel Salento, e costituisce un cuneo ben riconoscibile all’interno dell’espansione urbana. Purtroppo, tuttavia, la città contemporanea assedia i siti archeologici provocando un riversamento del traffico veicolare intenso, che oltre a essere dannoso per il patrimonio archeologico/naturalistico, è anche decisamente limitativo per ogni iniziativa di fruizione. Un altro fattore di rischio che si oppone alla valorizzazione dei siti archeologici è il fenomeno dell’abusivismo, che tende a favorire l’interesse privato a discapito di quello pubblico. L’obiettivo di questo lavoro di ricerca è quello di proporre delle soluzioni alternative che portino, anche se a lungo termine, alla valorizzazione di tali siti archeologici. In un primo momento verranno analizzati i diversi siti di interesse considerati esempi di romanizzazione attraverso le teorie del restauro e di alcuni principi di archeologia e urbanistica, per poi esplicare, in un secondo momento, i diversi obiettivi di intervento con i rispettivi piani. I piani di intervento proposti in questo lavoro hanno come obiettivo finale quello di dimostrare come il binomio agricoltura/cultura possa essere considerato il nucleo intorno al quale si propaga l’intero processo di valorizzazione. La qualità dei prodotti agricoli favorisce non solo l’economia di un determinato popolo, ma anche il cosiddetto turismo enogastronomico, che permette la divulgazione della cultura salentina in tutte le parti del Mondo.
In questo modo non solo la gente locale, ma anche e soprattutto i turisti, hanno l’opportunità di conoscere le risorse e la cultura legate al Salento, con conseguente valorizzazione di alcuni siti archeologici di nicchia. Valorizzando l’agricoltura si incrementa la cultura e viceversa; questo processo costituisce un circolo virtuoso che, se opportunamente incrementato, potrebbe portare ad un risvolto assolutamente positivo.