INTRODUZIONE
Tra la città di Torino e le Langhe, ai piedi della collina torinese, sorge Palazzo Grosso, nel territorio di Riva presso Chieri un comune di circa 4000 anime dedito all’allevamento e all’agricoltura, forte di un grande patrimonio culturale e popolare. Il Palazzo è piccolo gioiello, seppur poco conosciuto, che merita di essere messo in risalto e valorizzato per le raffinatezze architettoniche e pittoriche custodite al suo interno ad oggi risulta già tutelato dalla sovrintendenza dei Beni Culturali. Il palazzo originario della fine del 1700, su progetto dell’architetto Bernardo Vittone, è oggi suddiviso sotto due funzioni principali distinte. Il piano terra e piano nobile, ospitano la sede comunale di Riva presso Chieri fin dal 1855, con tutti i rispettivi uffici necessari all’attività. Il secondo e ultimo piano, invece, ospita dal 2005 il civico Museo del Paesaggio Sonoro. Un museo nato dalla passione di un uomo, Domenico Torta, direttore del museo, che da più di trent’anni si dedica all’attenta opera di studio e raccolta dell’importante patrimonio della musica popolare del Piemonte. Ed è in questo contesto museale che ci inseriamo noi, in quanto ultimamente è interesse comune, sia dell’istituzione museale che della municipalità, rendere l’intero edificio un’istituzione culturale affermata per lo studio dell’etnomusicologia. Entrati direttamente in contatto con la direzione del museo siamo rimasti attentamente in ascolto delle loro richieste, riuscendo in questo modo ad estrapolare gli obiettivi da prefissarci per il nostro lavoro di tesi. I piani occupati al momento dagli uffici comunali, quindi verranno liberati, permettendo a Palazzo Grosso di divenire interamente il contenitore del Museo del Paesaggio Sonoro. Questo è l’obiettivo da perseguire, ponendo particolare attenzione alle caratteristiche architettoniche del contenitore. Le tematiche sulle quali dedicheremo maggiore attenzione e che di conseguenza saranno maggiormente approfondite riguardano:
-Il racconto della storia del paesaggio sonoro sin dalle sue origini, tradotto nel percorso museale, con le relative considerazioni, al fine di redigere un progetto di exhibit che punti a raccontare, con appositi espositori, tecnologie interattive e installazioni didattiche, l'essenza del Museo.
-Il progetto illuminotecnico attento alla valorizzazione attraverso la luce degli apparati decorativi come i sistemi voltati e gli affreschi.
La luce dovrà fungere da elemento fulcro di un progetto che punta a far convivere esposizione e contenitore garantendo il comfort visivo, con una percezione ottimale degli oggetti esposti, un chiaro e sicuro orientamento nel il percorso museale e un’alta qualità dell’esperienza di visita, integrati alla conservazione degli oggetti in mostra e all’economicità e sostenibilità dell’intervento.