"Ecomuseo delle Terre d'Acqua: il Mulino della Boscherina"
Pietro Galizia, Gianluca Jeraci
"Ecomuseo delle Terre d'Acqua: il Mulino della Boscherina".
Rel. Valeria Minucciani. Politecnico di Torino, Corso di laurea in Architettura, 2005
Abstract
La scelta di inoltrarci nello studio di rifunzionalizzazione del mulino della Boscherina è nata dalla volontà di sviluppare un tema ampio e complesso in grado di confrontarci con interlocutori, vincoli ed esigenze reali, in preparazione al mondo del lavoro.
In questo specifico caso la committenza risulta costituita da una duplice figura: dall'Ecomuseo delle Terre d'Acqua e dall'A.I.O.S (Associazione di Irrigazione Ovest Sesia) a cui è stato affidato il compito di gestire alcuni dei poli dell'ecomuseo tra cui appunto il mulino in questione.
George Henry Rivière, colui che può essere considerato il padre dell' ecomuseo, così lo definisce: "L'ecomuseo è uno specchio nel quale la popolazione si guarda, per riconoscersi, dove cerca la spiegazione del territorio al quale è legata, così come quella delle popolazioni che l'hanno preceduta, nella continuità e discontinuità delle generazioni. Uno specchio che essa porge ai suoi visitatori per farsi meglio comprendere nel rispetto del suo lavoro, dei suoi comportamenti, della sua intimità."
L'Ecomuseo delle Terre d'Acqua intende raccontare e mostrare i caratteri peculiari della pianura vercellese attraverso il tema dell'acqua, l'elemento naturale che fa da filo conduttore all'interno della bioregione.
Gli obiettivi che esso si è prefissato di raggiungere sono la conservazione della memoria, la valorizzazione del paesaggio, delle strutture territoriali e del patrimonio edilizio rurale, la promozione e la tutela dei prodotti tipici del luogo; i medesimi fini persegue l'A.I.O.S., oggi Ovest Sesia Baraggia, che si occupa di collaborare con enti pubblici e privati per la tutela del territorio e l'attuazione di programmi con valenza turistico ambientale.
Lo sforzo compiuto è stato proprio quello di cercare di conciliare le richieste pervenute dall' Associazione di Irrigazione Ovest Sesia, cioè permettere al mulino di diventare un polo attrattivo e ricettivo per il maggior numero di persone, con il rispetto della preesistenza storica nello spirito dell'ecomuseo.
Immergendosi in un territorio vasto e ricco come il Vercellese spiccano come elementi preponderanti il riso e la risaia, con i suoi rumori e con i suoi odori, sensazioni uniche che non bisognerebbe perdere. Nel rispetto di queste sensazioni, si è optato per un museo sul riso: le scelte progettuali si fondano sul concetto di fruizione da parte di un'utenza variegata, rivolgendosi maggiormente alle scuole, consapevoli che è proprio nell'età dell'adolescenza che si recepisce maggiormente e si sedimentano i concetti proposti.
Dopo una prima fase in cui si è raccolta documentazione sul Mulino e sui possibili contenuti espositivi, si è passati alla progettazione vera e propria. Il progetto si è concentrato principalmente sulla sistemazione interna, pur nella consapevolezza che un ecomuseo è costituito tanto dalla visita museale tradizionale quanto - e forse di più - dall'accesso diretto ai luoghi.
Relatori
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