Adriatica. La città degli alberghi
Lucilla Abbattista, Francesco Scialdone
Adriatica. La città degli alberghi.
Rel. Angelo Sampieri. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Per Il Progetto Sostenibile, 2017
Abstract
La vera storia di questa ricerca nasce a seguito degli eventi sismici che hanno colpito il centro Italia nella seconda metà del 2016; si è rivolta l’attenzione in particolare all’esodo degli sfollati sulla costa adriatica, ospiti di centinaia di strutture alberghiere.
Ci si è chiesti quali fossero la forma e la consistenza di un territorio, che potesse improvvisamente ospitare migliaia di persone, durante la stagione invernale, in cui gli alberghi sono chiusi e gran parte del territorio è sotto utilizzato. L’obiettivo della ricerca è stato provare a immaginare un impiego alternativo per queste strutture, cogliendo l’opportunità offerta dalla grande disponibilità di spazio abitativo.
I sopralluoghi e la permanenza sul territorio costiero tra Ancona e Pescara sono stati determinanti per lo sviluppo del lavoro. Ciò che è emerso non è stata l’immagine della
metropoli unica e continua capace di evolversi trainata dallo sviluppo infrastrutturale e produttivo prefigurata dagli studi degli anni a cavallo del millennio, bensì una
frammentazione data dalla presenza di decine di piccoli centri abitati costretti sulla linea di costa. Così come le loro genesi ed espansione sono state indipendenti, anche il loro rapporto attuale pare essere contingente, non capace di generare un unico territorio continuo, un unico insieme – che lo si definisca “metropoli”, “città” o in altro modo. Infatti le frange urbane dei vari centri si sono saldate con grandi recinti ricettivi, inattivi e impermeabili al di fuori della stagione estiva.
Il carattere nel quale è ravvisabile la continuità è il turismo balneare. Hotel, residence, case in affitto, seconde case, camping costellano le città e l’eredità della villeggiatura è rintracciabile ovunque. È stato fondamentale quindi ricostruire il trascorso del settore
turistico in queste zone, comprese le trasformazioni urbane che esso ha generato, per cercare di capire cosa oggi stia accadendo al patrimonio alberghiero e come gli operatori
del settore stiano affrontando i cambiamenti che avvengono nel mondo delle pratiche turistiche. Le trasformazioni delle tecnologie comunicative hanno infatti reso possibili
scenari inediti e lo spostamento dell’attenzione del turista verso altri tipi di spazi abitativi (come Airbnb). Grazie a un rilievo fotografico molto dettagliato, che per gli autori ha significato una lettura lenta e attenta dei luoghi oggetto di studio e una loro comprensione
non mediata, si è eleaborata una mappa di una parte consistente del patrimonio ricettivo in questione. Dall’osservazione diretta, è emerso un territorio disponibile a nuove pratiche abitative.
Infatti sono proprio alcune “incursioni inaspettate” – sfollati, migranti, non-turisti – che hanno apportato modifiche interne al sistema esistente e lo hanno messo in discussione.
In particolare, il sistema di cui si parla è quello plasmato dalla stagionalità, che si paralizza d’inverno e si risveglia d’estate. Le incursioni osservate hanno suggerito la prefigurazione di uno scenario futuro nel quale gli albergatori e le città si muovano in una stessa
direzione.
La prerogativa dello scenario derivante dal caso studio, in una porzione del comune di San Benedetto del Tronto, è diventata quella di fornire attrezzature e servizi di supporto all’abitare, temporaneo – turisti, sfollati, migranti, lavoratori, studenti – o meno – residenti.
L’attuale offerta degli hotel è uniforme, i servizi di cui si può usufruire sono quasi identici in ciascuna struttura, rivelando una certa introversione tipica degli anni legati al turismo di massa organizzato. Nel meta-progetto proposto si tenta di capire se il patrimonio alberghiero esistente e obsoleto possa diventare un motore innovatore dell’abitare in questo territorio. La visione prevede che gli alberghi diventino luoghi centrali nella vita della città e punto di riferimento per molte attività degli abitanti, rispetto a questioni di benessere, salute, cultura, istruzione, integrazione, loisir.
Per ulteriori informazioni contattare:
Lucilla Abbattista, lucilla.abbattista@gmail.com
Francesco Scialdone, francesco.scialdone@gmail.com
- Abstract in italiano (PDF, 194kB - Creative Commons Attribution)
- Abstract in inglese (PDF, 193kB - Creative Commons Attribution)
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