Progetto di una comunità alloggio
Francesca Bacchi
Progetto di una comunità alloggio.
Rel. Pompeo Fabbri. Politecnico di Torino, , 2005
Abstract
L'idea di questo progetto nasce dall'interesse verso il tema dell'eliminazione delle barriere architettoniche e di atteggiamenti discriminatori nei confronti di individui diversamente abili i quali spesso vengono, magari involontariamente, emarginati. È questione di poco per una persona in sedia a rotelle non poter accedere ad un servizio; un'esperienza del genere conduce, spesso, a sentimenti di abbandono e scoraggiamento. La scelta del tema deriva dal progetto della cooperativa Domus Laetitiae di Sagliano (Biella) di realizzare un complesso a Chiavazza, Biella, formato da un centro diurno, una comunità alloggio e un maneggio per disabili. In particolare un centro diurno si propone di assicurare effettive possibilità di vita autonoma e sociale, favorendo il rapporto di comunicazione interpersonale e le attività ricreative e culturali, al fine di rendere i soggetti attivi e partecipi alla vita sociale e ridurne la domanda di istituzionalizzazione.
Per comunità alloggio, si intende, invece, un ambiente organizzato di vita, temporaneo, caratterizzato da un clima di interrelazioni che permetta la manifestazione di comportamenti differenziati e autonomi, attraverso progetti articolati riguardanti l'organizzazione di vita di ognuno degli ospiti
Progettare un centro di questo tipo ha significato principalmente calarmi nelle parti di chi vive in sedia a rotelle, soprattutto per quello che riguarda la parte della comunità alloggio, non solo per evitare ogni sorta di barriera architettonica ma anche per creare ambienti in cui individui portatori di handicap non vedano amplificarsi le loro difficoltà di fronte ad una duplice possibilità: quella per le persone "normali" e quella per il "disabile" in modo tale da creare una struttura in cui, almeno sotto i punti di vista della progettazione, non si evidenzino le differenze.
Il progetto si divide in due; da una parte la comunità alloggio e il centro diurno che sono due entità distinte me collegate fra loro sia da un punto di vista fisico (la cappella e il ramo che ad essa conduce sono, infatti, comunitarie per i due edifici), sia da un punto di vista istituzionale (gli abitanti della comunità alloggio possono lavorare al centro diurno o svolgervi alcune attività), dall'altra parte il maneggio. L'area interessata verso nord si sviluppa lungo una strada al cui lato opposto vi sono diverse villette unifamiliari mentre verso sud-est fa un'ansa e si allunga verso un parco pubblico che sta al di là del letto di un ruscelletto asciutto. Proprio per questo ho deciso di porre il maneggio nella parte orientale dell'area in modo che fosse a contatto con una zona prettamente naturale, mentre ho dedicato la porzione occidentale agli edifici di carattere residenziale e sanitario. In questo modo ho cercato di creare un legame tra le due diverse realtà che circondano l'area di intervento.
La scelta dell'involucro esterno è data dal tentativo di non urtare l'ambiente circostante, di inserirsi nella natura del parco come un complesso uniforme e non come un'aggregazione di edifici. Il risultato è stato quello di quattro corpi dalle semplici geometrie completamente rivestiti dal medesimo materiale (componenti metallici isolanti modulari preverniciati) che si allungano verso il parco per quanto comunità alloggio e centro diurno; diversi edifici che riutilizzano lo stesso rivestimento per la copertura per quanto riguarda il maneggio. Scegliendo un comune denominatore tra i due gruppi di edifici ho cercato di dare un legame alle due strutture che, così come per il centro diurno e la comunità alloggio, devono essere due entità distinte me in grado di interagire fra loro.
Relatori
Tipo di pubblicazione
URI
![]() |
Modifica (riservato agli operatori) |
