Il Significato del Gate nella Cina Urbana in TransizioneSfide e Potenzialità del Gate nelle Città Cinesi Contemporanee
Badiaa Hamama
Il Significato del Gate nella Cina Urbana in TransizioneSfide e Potenzialità del Gate nelle Città Cinesi Contemporanee.
Rel. Mauro Berta, Liu Jian, Michele Bonino, Francesca Governa. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Costruzione Città, 2017
Abstract
Oggigiorno, il fenomeno delle comunità recintate è riconosciuto a livello globale, ma nel caso della Cina, le forme urbane chiuse e recintate sono un fenomeno che ha contraddistinto la storia urbana cinese sin da tempi antichi. Difatti, tale elemento è presente nella struttura della città feudale, nei palazzi fortificati a disposizione dei nobili e nelle case a corte per la popolazione di basso ceto. Un altro esempio sono work units o danwei, del periodo socialista, fino ad arrivare alle attuali gated communities che dominano l’assetto urbano di tante città.
Le ultime direttive elaborate dalla China’s Central Urban Work Conference nel dicembre del 2015 hanno identificato nelle gated communities una delle cause del traffico, di conseguenza, hanno constatato la necessità di bandirne la costruzione, demolire i recinti di quelle esistenti e collegare le strade interne con quelle pubbliche con l’obiettivo di facilitare i flussi del traffico. Tale proposta suscitò un largo dibattito e opposizione da parte dei residenti e degli esperti legali, quest’ultimi hanno sottolineato come la nuova direttiva sia contro la Legge di Proprietà del 2007 che dichiara: “le strade e altre aree pubbliche e servizi all’interno di un’area costruita, sono proprietà comune dei detentori, ad eccezione delle strade pubbliche di proprietà della città”.
Al fine di comprendere i significati e le forze dietro il fenomeno degli insediamenti urbani confinati, che hanno caratterizzato particolarmente la città cinese, l’autore della tesi ha deciso di analizzare un lasso di tempo che parta dalla monarchia centrale fino a toccare i giorni nostri, con l’obiettivo di captare idee che possano aiutare a generare alternative alla demolizione, ripensando alla presenza del ‘confine’ nella città contemporanea Cinese. La demolizione delle mura o dei recinti in generale e la costruzione di nuove strade all’interno delle comunità chiuse, potrebbe contribuire letteralmente ad alleviare il problema del traffico per un breve periodo, ma sicuramente non è la soluzione per risolverlo. Le cause del traffico e le conseguenti problematiche di cui stanno soffrendo diverse città cinesi, non è dato (solamente) dalla presenza del gate o del muro, ma piuttosto dal modo in cui gli organi vitali della città siano stati organizzati e distribuiti negli ultimi decenni, il problema è la mancanza di una strategia di ‘ordine spaziale e funzionale’.
In Cina, sin dal periodo delle riforme economiche e di apertura, la forma urbana di molte città ha sperimentato drammatici cambiamenti che hanno trasformato i tradizionali insediamenti urbani, caratterizzati da alta densità e bilancio funzionale, in nuovi sviluppi urbani particolarmente decentralizzati. Di conseguenza, elaborare nuovi approcci che possano promuovere un sistema urbano, in cui le diverse entità urbane siano collaborative le une con le altre piuttosto che in conflitto, potrebbe portare a dei benefici alla città in quanto un ‘insieme’ e non un semplice contenitore di realtà separate e conflittuali. E’ previsto che l’equilibrio casa-lavoro potrebbe ridurre i tempi di percorrenza e le relative conseguenze in termini di traffico e inquinamento. Gli aspetti positivi delle danweis, come modello urbano autosufficiente, integrati con le specifiche esigenze della città cinese contemporanea e lo stile di vita dei suoi residenti, potrebbe offrire un’alternativa per la Cina che sta tentando di ripensare o rimodellare le sue città dominate dalle comunità chiuse, in molti casi ‘città passive all’interno della città’.
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Badiaa Hamama, badiaa.hamama@hotmail.com
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