La compatibilità degli interventi di efficientamento energetico sul patrimonio architettonico : stato dell'arte e applicazione sperimentale
Annalisa Muscatello
La compatibilità degli interventi di efficientamento energetico sul patrimonio architettonico : stato dell'arte e applicazione sperimentale.
Rel. Monica Naretto, Marco Simonetti. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Per Il Restauro E Valorizzazione Del Patrimonio, 2017
Abstract
PREMESSA
I temi e le metodologie relative al restauro e alla sostenibilità si sono sviluppate in modo particolare nell'ultimo secolo. Questa evoluzione ha portato a un inevitabile scontro teorico tra le varie figure professionali che si vedono coinvolte in complessi progetti interdisciplinari.
In quest'ultimo decennio, la crisi economica, ha portato a riflettere sui temi riguardanti i vantaggi ambientali del progetto sostenibile come su quelli economici: l'Italia, infatti, rispetto ad altri Paesi dell'Unione europea, presenta una maggiore dipendenza dalle importazioni di materie prime e dagli idrocarburi (gas e petrolio) e quindi sostiene maggiori costi per l'acquisto di energia. Oggi, più di ieri, risulta chiaro come un edificio restaurato, i cui costi di gestione risultano alti, abbia un maggior rischio di divenire nuovamente un oggetto inutilizzato. Il progetto di restauro risulterebbe incompleto e insufficiente, da qui la necessità di coniare un'espressione che unisca il restauro e i concetti di conservazione e sostenibilità, in inglese "Sustainable historic preservation". Essa parte dal presupposto che l'edificio sostenibile sia quello il cui utilizzo permetta di non doverne progettare un altro; trova nei dati relativi all'Italia, ulteriore conferma sia nella necessità di limitare la cementificazione, che nel 2015 ha raggiunto 21 mila chilometri quadrati, sia in relazione al numero di beni architettonici vincolati, 46.025 tra il 1909 e il 2004, che potenzialmente potrebbero incidere sul primo dato.
L'interesse che ho sempre avuto nei confronti del tema della sostenibilità ambientale ed economica, insieme a quello che ho coltivato durante il mio percorso di studi universitari verso le tematiche del restauro architettonico, mi hanno spinta ad affrontare un tema così interessante e complesso allo stesso tempo.
Dopo essermi documentata attraverso la lettura di alcuni articoli riguardanti il restauro conservativo sostenibile, attraverso il confronto con la relatrice Monica Naretto e il correlatore Marco Simonetti, ho sviluppato una metodologia applicata ad un caso studio: il castello "neogotico" di Morene.
Ho avuto modo di approfondire l'approccio conoscitivo del manufatto, studiarne gli elementi caratteristici e interessanti in relazione all'impianto di riscaldamento e, dopo un'attenta comprensione delle possibili scelte, di proporre con cognizione lo soluzione che raggiunge gli obiettivi posti dal progetto. L'obiettivo principale è quello di trasformare un bene architettonico inutilizzato in un edificio rinnovato sotto l'aspetto climatico, ossia implementandolo dal punto di vista dell'efficienza energetica e rendendone più sostenibile la gestione, in modo da renderlo fruibile nel rispetto delle sue capacità e del suo valore storico con interventi efficienti e compatibili.
L'approccio conoscitivo del manufatto, fondamentale per un progetto di restauro, mi ha permesso di approfondirne gli aspetti storici quanto quelli fisici. Dal punto di vista storico mi sono avvalsa, inizialmente delle fonti bibliografiche delle tesi reperite presso il Politecnico di Torino, che già a partire dal 1994 avevano affrontato l'argomento. Le tesi in questione, trattavano nello specifico del castello di Morene, studiando la sua storia e quella della sua città, riportando notizie sull'architetto Luigi Formento e sul suo approccio eclettico. Presso la Biblioteca Reale di Torino e la Biblioteca civica di Bra, è possibile consultare i pochi testi originali riguardanti la storia di Morene, le famiglie che la abitarono e l'attuale castello.
Per ultimo, il materiale presso l'Archivio storico del Comune di Morene mi ha permesso di ricostruire i passaggi di proprietà e i progetti successivi alla costruzione del castello, ricostruendone così il suo vissuto.
Ulteriori informazioni mi sono state fornite dallo stesso attuale proprietario, Marco Aprile, che durante il primo sopralluogo ha avuto occasione dì guidarmi all'interno dell'edificio.
Durante i sopralluoghi ho potuto visitare e osservare quasi tutti i locali della struttura, raccogliendo un sostanzioso archivio fotografico e documentativo che mi ha permesso di completare la stesura del rilievo in scala 1:50.
Per comprenderne al meglio i sistemi tecnologici utilizzati per la costruzione della struttura del castello e delle sue finiture, nello specifico: stratigrafie dei solai, tecniche di lavorazione e costruzione degli inflssi e sistemi di oscuramento, mi sono rifatta ad alcuni manuali reperiti presso le biblioteche del Politecnico di Torino. Cito nello specifico: Breymann G. A., Trattato generate di costruzioni civili, Milano, Di Baio, 1985; Musso G., Copperi G., Particolari di costruzioni murali e di finimenti di fabbricati, Ditta G.B. Paravia e Comp., 1885; Donghi D., Manuale dell'architetto, Torino, UTET, 1923; Misuraca G., Eboldi M.A., L'arte moderna del fabbricare, vol. II. Milano, Dottor Francesco Vallardi, 1895 e Cattaneo L., L'arte muratoria, Milano, Dottor Francesco Vallardi, 1889.
Terminata la fase di ricerca storica, stesura del rilievo e studio degli elementi costruttivi, mi sono concentrata con maggior attenzione sul tema dell'impiantistica.
Ho approfondito quindi il funzionamento di alcuni impianti termici d'epoca ottocentesca, consultando testi provenienti dal Museo di Fisica presso il Dipartimento di Fisica dell'Università di Torino e dalle Biblioteche del Politecnico di Torino. Solo dopo mi è stato possibile comprendere al meglio quanto già rilevato riuscendo così a ipotizzare il sistema di funzionamento dell'impianto di riscaldamento dell'edificio e gli utilizzi delle stanze all'interno di esso.
Concluso l'iter necessario alla conoscenza del manufatto con il software Termolog, sotto la guida del Laboratorio di Analisi e Modellazione dei Sistemi Ambientali, ho potuto testare le prestazioni dell'impianto di riscaldamento dell'edificio al momento della sua costruzione, analizzandone le prestazioni e i consumi di legna della sola porzione riscaldata.
All'epoca della costruzione del manufatto, il comfort termico era considerato secondo altri criteri e imponeva temperature più basse per il suo raggiungimento. In particolare ho avuto modo di confrontare le definizioni di comfort in epoca ottocentesca e ciò che invece impone attualmente la normativa italiana ed europea, evidenziando le criticità riscontrate attualmente nell'attuazione delle stesse in materia di edilizia storica.
Per avere un'idea più chiara di quanto definito dalle normative in materia di sostenibilità energetica, comfort e comportamenti da attuare trattando edifici di interesse storico, culturale appartenenti al patrimonio edilizio, ho studiato l'iter legislativo sviluppatosi negli anni in Italia e in Europa.
In particolare per approfondire il tema dell'edilizia storica è stato fondamentale la lettura e la comprensione di uno testi di riferimento in materia, ossia le Linee di indirizzo per il miglioramento dell'efficienza energetica nel patrimonio culturale stillate dai membri del gruppo costituito con d.d.g del 20/08/2013. Attraverso le informazioni reperite ho quindi avuto modo di acquisire i criteri adeguati per proporre un intervento di valorizzazione del bene che comprendesse un razionale efficientamento energetico le cui basi, a differenza dell'approccio finora attuato, vanno poste nella fase iniziale di progetto, L'analisi dei criteri d'approccio utilizzati, mi ha permesso di definire una serie di criticità risolvibili solo considerando le problematiche inerenti l'efficientamento energetico in fase di analisi dell'edificio.
risultati ottenuti sul caso studio riflettono un esempio in cui l'analisi energetica dell'edifico iniziata con l'analisi del manufatto, aiutano a definire quale destinazione d'uso è possibile applicare al bene.
In particolare, le scelte che definiscono l'utilizzo del castello, in assenza di un'analisi energetica iniziale, hanno prodotto negli anni interventi che nel tempo hanno sconvolto i beni danneggiandoli.
L'analisi del nostro caso studio è invece partita da tutt'altro presupposto e la scelta della destinazione d'uso è stata considerata come ipotesi di progetto e non come scelta definitiva a cui l'edificio si sarebbe dovuto adeguare. Essendo a conoscenza dell'ultimo progetto proposto dal proprietario si è quindi cercato di valutarne la fattibilità energetica con criticità, cercando di valutare attraverso dati oggettivi, le modalità con cui raggiungere tale obiettivo nel rispetto del valore del bene stesso e delle normative vigenti.
dati oggettivi raccolti e inseriti all'interno del software Termolog mi hanno permesso di effettuare un'analisi prestazionale dell'intero edificio e di valutarne in particolare le dispersioni.
risultato ottenuto ha sottolineato che, i valori imposti da normativa e l'attuale definizione di comfort, non erano raggiunti e la struttura, come prevedibile, fosse inefficiente dal punto di vista energetico.
Avendo quindi chiara la situazione attuale, lo studio ha valutato e proposto una serie di interventi in linea con il documento ministeriale del 2015, i cui risultati fossero confutabili attraverso la simulazione con Termolog.
A questo punto è stato possibile verificare la fattibilità dell'ipotesi di progetto e destinazione d'uso, la cui realizzazione risulterebbe possibile attraverso gli interventi proposti con il criterio di rifunzionalizzare l'intera struttura raggiungendo i compromessi che spesso caratterizzano i progetti di restauro di questo genere.
Relatori
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