INTRODUZIONE
Il problema del calcolo del rischio assicurativo nei confronti di crolli e lesioni strutturali non è attualmente aggiornato allo stato di degrado e invecchiamento delle strutture, soprattutto in muratura e calcestruzzo. Allo stesso tempo, il ruolo di eventi eccezionali (terrorismo, terremoti...) non è preso in conto in un classico approccio gaussiano al problema. Sfugge cioè completamente il problema del "Cigno Nero".
Già da diversi anni ormai in Italia si discute sull'opportunità di introdurre un sistema di coperture assicurative contro le catastrofi naturali per il patrimonio abitativo civile, argomento che ritorna ogni volta prepotentemente agli onori della cronaca all'indomani di una catastrofe o di eventi eccezionali quali sismi o alluvioni.
Queste due tipologie di catastrofi sono quelle più frequenti nel nostro paese, ma bisogna sottolineare che non sono le uniche e ne esistono altre di diverso tipo e di diversa natura, con conseguenze più o meno importanti.
Una "catastrofe" o "disastro naturale" è infatti definito come la conseguenza di un evento naturale violento, determinato da particolari fenomeni naturali talvolta amplificati dalla presenza dell'attività umana. Un disastro naturale può provocare la perdita di vite umane e causare danni ingenti al paesaggio naturale e alla infrastrutture la cui entità dipende anche dalla densità di popolazione coinvolta e dalla capacità di risollevarsi dopo l'evento.
È bene sottolineare però che un evento naturale anche potenzialmente molto serio, non viene classificato come disastro naturale se si verifica in zone prive di popolazione vulnerabile; per esempio un terremoto che si verifica in un deserto non provoca infatti danni ne umani e ne materiali e quindi non rientra nella classificazione dei disastri ambientali; al contrario un disastro che si verifica in altri contesti, provocato dall'azione diretta o indiretta dell'uomo, viene invece considerato come disastro ambientale.