Joint Studio 2016: progetto di ripristino della pista olimpica da bob di Cesana Pariol
Sofia Carpinteri
Joint Studio 2016: progetto di ripristino della pista olimpica da bob di Cesana Pariol.
Rel. Gustavo Ambrosini, Mauro Berta, Michele Bonino. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Per Il Progetto Sostenibile, 2017
Abstract
La pista da bob di Cesana è senza dubbio una struttura molto complessa e insolita, non è una struttura con cui spesso abbiamo a che fare o che è comune conoscere.
Questo luogo è stata una delle strutture olimpiche più critiche di Torino 2006, anche perché, per natura, è molto sensibile in termini di fattibilità economica ed ecologica.
L'obiettivo di questa ricerca è stato quello di offrire una risposta al problema dell'utilizzo post-olimpico della pista da bob che è stata chiusa dopo il World Luge Championships nel 2011.
Il sito in cui la pista è stata costruita è ora compromesso dal punto di vista ambientale e una rimozione totale della pista avrebbe un impatto molto grande se si considera la
quantità di materiale da rimuovere e l'energia necessaria per eseguire lo smaltimento. La pista è un oggetto con una lunghezza molto significativa, approssimativamente 1750 m,
anche se non è particolarmente rilevante in termini di dimensioni. Occupa una zona che è lunga circa un chilometro e misura 300 metri di larghezza.
Come primo passo, abbiamo studiato tutte le piste olimpiche prima e dopo Torino 2006, al fine di comprendere meglio il funzionamento di una pista da bob e di comprendere tutti gli elementi che dovrebbero essere considerati quando si tratta di una struttura sportiva di questo tipo.
Questo studio si è rivelato molto interessante perché gli elementi da considerare quando costruiscono una pista da bob, dalle prime edizioni dei giochi degli anni Venti al presente non sono così diverse. Solo per citarne alcuni, è fondamentale studiare accuratamente la topografia, l'ombreggiatura e l'esposizione del sito per ridurre al minimo le opere di scavo e gli spostamenti di terra e poter mantenere il ghiaccio in buone condizioni. Inoltre l'uso
nella fase post-olimpica non è secondario, anzi, già dalle prime edizioni è stata prestata attenzione anche a questo aspetto.
Il primo capitolo analizza tutte le strutture sportive di Torino 2006 e il sistema olimpico che include il cluster delle sedi olimpiche in città e il cluster delle sedi in
montagna.
Il secondo capitolo racconta per mezzo di numeri e dati l’evoluzione nella storia di tutte le 22 edizioni dei Giochi Olimpici Invle edizioni degli ultimi anni e pongono anche dei problemi che potranno influenzare le edizioni future, come ad esempio il riscaldamento globale che potrebbe mettere in pericolo l'evento sportivo o il progressivo aumentare dei costi per la realizzazione dell’evento che ha portato alla rinuncia diverse città candidate.
Il terzo capitolo tratta di tutte le piste da bob realizzate in occasione dei Giochi, sia in fase olimpica che in fase post-olimpica, quando la pista ha continuato a funzionare.
Il quarto capitolo riguarda il progetto di rinnovo della pista di Cesana Pariol, in uno scenario in cui la pista continua ad operare come infrastruttura sportiva internazionale.
Sono state proposte alcune soluzioni per risolvere i problemi più critici che derivano da una mancanza di attenzione riguardo aspetti importanti da considerare quando si costruisce una pista da bob, quali l'ombreggiatura e l'attrattività turistica.
Per ulteriori informazioni contattare:
Sofia Carpinteri, sofiacarpinteri4@gmail.com
- Abstract italiano (PDF, 620kB - Creative Commons Attribution)
- Abstract inglese (PDF, 620kB - Creative Commons Attribution)
Tipo di pubblicazione
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