Dalla catalogazione dei beni alla definizione di percorsi interpretativi : l'ipertesto "Castelli del Canavese" come strumento di valorizzazione culturale
Giulia Michela Guida
Dalla catalogazione dei beni alla definizione di percorsi interpretativi : l'ipertesto "Castelli del Canavese" come strumento di valorizzazione culturale.
Rel. Monica Naretto, Fulvio Rinaudo. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Per Il Restauro E Valorizzazione Del Patrimonio, 2017
Abstract
INTRODUZIONE
Questo elaborato nasce dal mio personale interesse per la materia che tratta il tema dei castelli medievali e il loro restauro, maturato durante il percorso di studi della laurea magistrale. Ho riscontrato coinvolgimento nello studio della materia in quanto ritengo che nel campo del restauro e valorizzazione, sia attualmente che in futuro, debba essere importante rivolgere un particolare interesse a questi beni, sempre più a rischio di essere abbandonati al loro destino.
Questo perché spesso non sono valorizzati, per diversi motivi: non sono inseriti in qualche offerta culturale, non sono resi accessibili perché di proprietà privata o, ancora, non è stato possibile restaurarli per mancanza di fondi. La crescente evoluzione del mercato turistico e culturale verso offerte sempre più globalizzate (come la incentivazione, sempre più crescente, di musei multimediali e sostenibili costruiti ex novo trascurando la possibilità di rifunzionalizzazione di molti altri beni) porterà al rischio di renderli sempre più obsoleti.
Per questo si è scelto di trattare questo argomento, in particolar modo di focalizzarsi sul Canavese (area ricca di questi beni e di conseguenza da indagare a partire dalla conoscenza della lunga diatriba sui suoi confini nel corso della storia, conoscenza possibile attraverso la perlustrazione della letteratura da Giacosa fino al Bertotti), sul come è nato questo particolare apparato fortificatorio e successivamente progettando e cercando di comunicare adeguatamente percorsi interpretativi individuati come opportunità di valorizzazione.
In questa tesi, l'argomento sarà trattato secondo due macro direttrici (che verranno esplicate dettagliatamente nei capitoli seguenti): la prima parte puramente di tipo descrittivo sui risultati di ricerche tramite fonti bibliografiche e/o iconografiche e la seconda parte di tipo esplicativo degli strumenti usati per la creazione dell'ipertesto posto come scopo conclusivo (e di valorizzazione) di questo elaborato e in particolar modo delle potenzialità del GIS come strumento per la creazione di mappe tematiche in funzione delle finalità dell'ipertesto.
Nella prima parte possiamo trovare gli argomenti che trattano i confini dell'area canavesana come perimetro di indagine; come è nato l'apparato fortificatorio noto come castello e le sue successive trasformazioni in casa signorile; e per ultimo, cuore pulsante della ricerca, il clima culturale del restauro ottocentesco, al quale ha dato un particolare contributo e significato la figura di Alfredo D'Andrade, e un lungo approfondimento sui casi studio scelti come luoghi polo di percorsi tematici di interpretazione (il primo sui cantieri di restauro nei quali possiamo trovare tracce degli interventi dell'architetto portoghese e il secondo sui giardini storici dello stesso periodo). La seconda parte invece si focalizza particolarmente sull'ipertesto e le sue potenzialità applicando il linguaggio informatico adeguato; e include un focus sul GIS, visto come un database geografico, come strumento utile al giorno d'oggi per molte finalità, tra cui la nostra che è la creazione di una mappa interattiva da inserire nell'ipertesto "Castelli nel Canavese".
Inoltre, sono inseriti alla fine dell'elaborato, dopo le conclusioni in cui sono sintetizzati i risultati finali del lavoro e le ipotesi di miglioramento previste nel futuro, degli allegati rappresentativi della ricerca integrata dall'elenco delle fonti bibliografiche e sitografiche consultate per la stesura di questa tesi.
Relatori
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