Mirafiori sud si rinnova : strumenti partecipativi per la riqualificazione degli spazi pubblici periferici
Corinna Spano
Mirafiori sud si rinnova : strumenti partecipativi per la riqualificazione degli spazi pubblici periferici.
Rel. Alfredo Mela. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Pianificazione Territoriale, Urbanistica E Paesaggistico-Ambientale, 2017
Abstract
PREFAZIONE
Il lavoro proposto nel presente contributo è mosso dall'esigenza personale di vedere concretamente l'applicazione di un approccio di progettazione urbanistica, basato sul coinvolgimento e sulla partecipazione di una comunità locale. Nella letteratura accademica ci si imbatte spesso nella lettura delle esperienze partecipative nei progetti di rigenerazione urbana e da queste sorgono alcune domande che vogliono trovare risposta attraverso questa ricerca: "Come vengono svolti realmente tali processi?", "Qual è il punto di partenza e di arrivo?”, “E' davvero possibile trasformare un territorio attraverso strumenti partecipativi tradizionali?”.
Grazie al tirocinio curricolare e al gruppo di ricerca del Politecnico che ha coordinato il progetto europeo Incubators of Public Spaces è stato possibile con la ricerca sul campo pratico rispondere a questi quesiti. Il progetto stesso è stato il "veicolo" attraverso il quale poter appurare un assunto metodologico teorico, nonché le potenzialità e i benefici che possono essere tratti dal coinvolgimento e dalla partecipazione di una comunità locale al processo di rigenerazione urbana di un ambito marginale della città, a partire dalla rivitalizzazione degli spazi pubblici del quartiere.
Il progetto europeo, che rimarrà sullo sfondo dell'analisi per poi essere trattato specificatamente nell'ultimo capitolo, viene promosso dal Dipartimento di Architettura e Design, in collaborazione con la Fondazione di Comunità di Mirafiori Sud Onlus e la Circoscrizione 2, precedentemente denominata Circoscoscrizione 10. La missione del progetto, ancora in corso d'opera, è quella di esplorare nuove metodologie innovative, sfruttando le nuove possibilità tecnologiche e integrarle in un sistema di pianificazione multilivello con l'intento finale di rinnovare territori periferici, marginali di tre grandi città europee (Torino, Bruxelles e Londra), attraverso il rinnovamento ecologico delle abitazioni e degli spazi pubblici.
Secondo Rei (2001 ) “la rivitalizzazione dei quartieri in crisi allude alla ripresa di una vitalità sociale che declinava. Comporta l'ingresso in una condizione di attività, sociale ed economica, ed in un contesto di vita più dinamico, che consente l'uscita stabile dello stato precedente di crisi e declino”. Il progetto Incubatore ha precisamente lo scopo di avviare un processo di rivitalizzazione del quartiere Mirafiori Sud che, nonostante non si possa definire un quartiere "in crisi e in declino", conserva ancora i caratteri tipici di un quartiere di edilizia residenziale pubblica (tipicamente la necessità di opere di manutenzione ordinaria e straordinaria e la messa a sistema in chiave innovativa degli spazi pubblici e degli spazi di aggregazione, stando al passo con le esigenze della popolazione locale).
Il punto focale del progetto sono proprio gli spazi pubblici identificati come i luoghi simbolo in cui si compie la vita di quartiere e, modificandoli, è possibile smuovere il quartiere da una situazione di staticità fino a raggiungere la dinamicità di questo contesto territoriale.
Il filo conduttore di questo contributo di ricerca sembra essere rappresentato, dunque, da una serie di domande che spingono verso l'indagine degli strumenti partecipativi adatti alla riqualificazione degli spazi pubblici che caratterizzano la grande maggioranza delle periferie urbane.
Le metodologie partecipative vengono utilizzare in Italia fin dagli anni Novanta come motore per avviare la rigenerazione urbana, importante dal Nord Europea. Da sperimentazioni speciali e innovative, si sono evolute nel corso di un ventennio fino a diventare quasi una "prassi" ordinaria nelle macchine amministrative più lungimiranti del contesto nazionale. La Città di Torino sembra rappresentare una delle realtà più progredite da questo punto di vista, in relazione all'interessamento della rigenerazione delle periferie della città secondo un'attenzione particolare alle peculiarità dei luoghi e alla cura delle esigenze delle popolazioni locali. La promozione delle periferie passa da sperimentazione straordinaria con il Progetto Speciale Periferie ad azione ordinaria con l'istituzione del Settore Rigenerazione Urbana della Città (Ciaffi, 2008).
La rigenerazione urbana dei quartieri di edilizia residenziale pubblica riguarda tipicamente gli spazi pubblici (Ciaffi, 2004) e anche per il progetto europeo Incubators of Public Spaces va in questa direzione: si focalizza sull'analisi e sulla progettazione degli spazi pubblici, in qualità di risorse e di potenzialità verso un processo complessivo di cambiamento.
Nella città contemporanea, in realtà, è meglio parlare di spazi comuni più che di spazi pubblici, perché il focus di interesse non pende più verso la dicotomia della proprietà pubblica/privata; l'attenzione dei progettisti e ricercatori verte, invece, più sulla comprensione del senso di appartenenza, consapevolezza e di comunità della società locale a questi luoghi, ambienti nei quali si svolge la vita quotidiana degli abitanti, lavoratori, city users.
Perché proprio Mirafiori Sud?
Il quartiere Mirafiori Sud si è rivelato nell'ultimo decennio un perfetto terreno sul quale avviare sperimentazioni di ricerca a livello architettonico, urbanistico e sociale, grazie all'attenzione che la Città di Torino ha rivolto a questo territorio in crisi, a partire dall'avvio del PRU di via Artom e più nello specifico del Piano di accompagnamento sociale. Questa esperienza di rinnovamento urbano non è rimasta un caso isolato, bensì ha rappresentato una "fase di gestazione" che ha svolto la funzione di spinta per avviare altre sperimentazioni, con l'intento di voler potenziare sempre di più questo territorio al confine estremo meridionale della Città di Torino, sia da parte dell'amministrazione pubblica, che ha trovato un terreno fertile di sperimentazione, sia da parte della popolazione locale che è coinvolta in prima persona in questo vortice di rinnovamento, sia in ultimo - ma non per importanza - da parte del mondo del Terzo settore, che rappresenta una presenza molto forte all'interno di tutto il territorio circoscrizionale dagli anni Novanta (per far fronte ai problemi sociali legati alla tossicodipendenza e disagio diffuso che caratterizzavano alcuni ambiti).
La cittadinanza attiva del quartiere risulta essere già fortemente auto organizzate sotto forma di associazioni senza scopo di lucro e comitati spontanei di cittadini, grazie ai diversi processi che hanno portato alla riqualificazione di tutta l'area, ma anche alla capacità della popolazione locale di attivarsi con le proprie capacità e strumenti per migliorare il proprio ambiente di vita.
La cittadinanza attiva è rappresentativa di una buona parte del contesto sociale del quartiere ma non di tutto. Rimarrà sempre una fetta di popolazione esclusa dal processo di coinvolgimento della cittadinanza. La sfida del processo di partecipazione e di coinvolgimento avviato nell'ambito del processo Incubators, in questo senso, consiste proprio nel tentativo di coinvolgere nel processo anche coloro, cittadini o rappresentanti di associazioni locali, che normalmente rimangono esclusi o al margine.
L'attività svolta durante il periodo di tirocinio ha riguardato l'analisi delle esigenze del territorio e supporto ai processi partecipativi attraverso interviste e discussione di scenari progettuali con la cittadinanza attiva del quartiere Mirafiori Sud.
L'area analizzata nello specifico riguarda il territorio compreso tra Via Piava, via Roveda via Negarville, via Anselmetti e Strada del Drosso, ovvero l'area residenziale a sud della zona industriale realizzata attorno agli anni Sessanta, che è stata definita per convenzione dal gruppo di ricerca come l'area delle stecche. Il lavoro è stato svolto sia presso l'ufficio InformaDieci della ex Circoscrizione 10 della Città di Torino, in collaborazione con diversi uffici e settori circoscrizionali, sia sul territorio, attraverso diversi sopralluoghi nel quartiere Mirafiori Sud e incontri continui con i cittadini e con i rappresentanti delle diverse associazioni locali e cooperative sociali che operano nel quartiere, nonché con la Fondazione di Comunità Mirafiori Sud, partner del progetto.
Nell'ambito del progetto Incubators for Public Spaces, denominato nel contesto torinese "Mirafiori Sud Si Rinnova", il lavoro ha riguardato principalmente due attività. In primo luogo è stata effettuata un'osservazione diretta del territorio e delle esigenze dell'area scelta, degli elementi fisici e sociali del quartiere Mirafiori Sud, svolta attraverso alcuni sopralluoghi e restituita con la produzione di materiale fotografico. In secondo luogo sono state individuate le parti sociali che operano sul territorio, associazioni locali, cooperative, istituti scolastici e tutte gli stakeholders che costituiscono la cittadinanza attiva del quartiere.
L'indagine sugli strumenti partecipativi, applicati tipicamente alla rigenerazione e riqualificazione delle aree marginali urbane, e degli spazi pubblici devoti alla trasformazione delle stesse (in particolare del quartiere Mirafiori Sud) viene trattata nel suddetto contributo di ricerca secondo diversi approcci metodologici.
Il lavoro parte da un confronto tra le diverse metodologie partecipative proposte dalla comunità scientifica italiana e anglosassone e termina con una catalogazione sistematica degli strumenti e delle tecniche comunemente utilizzate sul campo promosse in Italia da alcuni studiosi, come L. Bobbio (2004) e M. Sciavi (2002:2003).
Esse sono state importate dai paesi anglosassoni nel contesto nazionale in quanto il tema del coinvolgimento della cittadinanza nella progettazione e, più in generale, nella riqualificazione urbana risulta come processo di arricchimento sia da parte dei progettisti sia da parte delle amministrazioni sia infine dei cittadini (parte /, capitolo 1).
Più ci si addentra nel campo della pianificazione partecipata più vengono trattati specificatamente metodi e strumenti, soffermando l'attenzione su quelli applicati per il progetto europeo Incubators, che rappresenta il mezzo attraverso il quale raggiungere lo scopo di ricerca. Stiamo parlando della tecnica del Planning for Real (capitolo 2) "gioco di ruoli" tra partecipanti a workshops progettuali già ampliamente sperimentato in Italia e in Europa, e della metodologia Netzstadt - Synoikos (capitolo 3) che, al contrario della prima tecnica, rappresenta un'innovazione nella gamma delle metodologie partecipative in Italia, in quanto è la prima volta che viene applicata nel nostro contesto nazionale.
L'approccio in sé non rappresenta una novità (i processi di partecipazione sono ormai quasi una "prassi") ma lo diventa nell'impronta procedurale, in quanto gli autori del progetto Netzstadt - Synoikos (Oswald & Boccini, 2003) inseriscono ufficialmente all'interno della progettazione urbana il processo di partecipazione, con il quale trovare scenari futuri condivisi.
Affianco ad un approccio basato sulla catalogazione delle metodologie partecipative, viene effettuata un'analisi complessiva e comparativa specifica sul territorio di Mirafiori Sud (parte II), analisi multiscalare e interdisciplinare che riguarda sia la scala vasta (in riferimento a tutto l'ambito circoscrizionale) sia la scala micro degli interventi previsti(attinente alla cosiddetta "Area delle stecche", con quale il gruppo di ricerca ha identificato il territorio compreso tra Via Piava, via Roveda via Negarville, via Anselmetti e Strada del Drosso), scale che non sono state trattate separatamente ma, al contrario, sono sempre in relazione (livello, sovralocale, locale, di comunità), approccio che caratterizza tutti i progetti realizzati con la metodologia Netzstadt - Synoikos.
In primis, è stato messo a fuoco il background storico e sociale, (capitolo 4) il livello zero, gestazionale, che ha portato alla conformazione attuale di Mirafiori Sud, in riferimento alle vicende legate al PRU e al PAS degli anni 2000 e, più in generale, dell'interessamento dell'Amministrazione Pubblica alle periferie urbane (Guiati, 2008; Rei, 2001 ) e al lavoro di ricerca sulle criticità sociali commissionato dalla Città di Torino (Conforti & Mela, 2008; Cittadino, Mela, Melis, 2016), sempre nell'ambito del progetto periferie.
In secondo luogo, è stata trattata l'analisi sulla composizione spaziale specifica dell'area delle stecche a partire dall'osservazione partecipante (capitolo 5), sia dal punto di vista oggettivo, indagando gli elementi compositivi del territorio (tipicamente gli spazi della residenza, del commercio e i servizi pubblici) e, in particolare, definendo le tipologie di spazio pubblico, aggregativo e relazionale, che caratterizzano l'area oggetto di studio, sia dal punto di vista percettivo attraverso la costruzione di una mappa mentale.
Infine, viene impostata l'analisi sugli attori potenzialmente coinvolgibili nel processo di partecipazione del progetto Incubators (capitolo 6), secondo l'approccio metodologico tradizionale, utilizzato in ambito aziendale ed economico, della stakehokders analysis.
A seguito dell'analisi complessiva sullo stato attuale degli spazi pubblici, comuni, viene illustrato nei minimi dettagli il processo di partecipazione e di coinvolgimento degli stakeholders e della cittadinanza che ha accompagnato il progetto Incubators (parte Ili capitolo 7). Esso viene descritto in ogni fase di svolgimento, secondo l'approccio descritto da Oswald & Boccini (2003), dando maggiore rilevanza alle attività (partecipative, comunicative e di accompagnamento) che mi hanno riguardato da vicino, adeguatamente segnalate nel capitolo. Si tratta di una descrizione degli eventi e delle varie metodologie trattate nell'ambito del processo, al fine di rispondere ai quesiti posti all'inizio, che hanno spinto all'elaborazione del presente lavoro di ricerca.
Anticipando le conclusioni del suddetto contributo, attraverso la descrizione e l'analisi degli strumenti e delle metodologie che hanno portato al processo di coinvolgimento della cittadinanza e degli stakeholders locali del quartiere Mirafiori Sud, come emblema di un ambito periferico ai margini della Città, inerente ad un progetto di rinnovamento urbano, è possibile valutare scenari futuri condivisi con i quali avviare un cambiamento complessivo di rigenerazione urbana a partire dalla trasformazione degli spazi pubblici.
Rispondendo alle domande poste in principio, è chiaro che i metodi, gli strumenti e le tecniche tradizionali di partecipazione sono ormai superati e inadatti ad avviare tale cambiamento in contesti particolari come Mirafiori Sud, che hanno già avuto a che fare (o in alcuni casi "subito") con questo genere di strumenti e che sono quasi "stressati" dall'aspetto partecipativo dei progetti di riqualificazione territoriale, senza mai vedere concretamente la realizzazione degli interventi e degli scenari costruiti.
Vengono introdotte, dunque, nella parte conclusiva, alcune principali linee guida di carattere generale per superare questa dicotomia tra le trasformazioni previste dall'alto e le attese dal basso della cittadinanza, che vanno verso il superamento della suddivisione gerarchica, verticale, delle competenze. L'idea è quella di cercare di rimediare alla situazione di staticità progettuale (progetti inconcludenti, che non raggiungono il livello pratico della trasformazione fisica e sociale) andando verso un contesto più dinamico, attivo.
Vengono proposti principalmente due strumenti che tentano di operare sia a livello teorico sia a livello pratico e di coinvolgere sia soggetti forti sia soggetti deboli, cercando di convogliare l'approccio top-down con l'approccio bottom-up.
Il primo strumento riguarda la costruzione di un tavolo di concertazione, tra pubblico, privato, terzo settore e liberi cittadini, un tavolo tecnico - istituzionale e sociale che metta fine all'incoerenza e alla sovrapposizione delle progettualità trattate finora separatamente, per giungere ad un coordinamento orizzontale e verticale, ad una cooperazione e dialogo continuo sulle politiche di rigenerazione del quartiere Mirafiori Sud, in cui sono chiari i compiti e i finanziamenti attuabili.
Se la prima linea guida è realizzabile concretamente nel lungo periodo, perché il partenariato previsto coinvolgerebbe un grande numero di attori competente che necessita di tempo per il reperimento di risorse e per la negoziazione dei risultati, le seconda ha tempi di realizzazione più brevi e riguarda l'attuazione di interventi pratici da parte direttamente della società civile sugli spazi comuni, in abbandono e sotto utilizzati dell'area delle stecche.
Stiamo parlando della sottoscrizione di un Patto di Collaborazione, nell'ambito del Regolamento Sulla Collaborazione Tra Cittadini E Amministrazione Per La Cura, La Gestione Condivisa E La Rigenerazione Dei Beni Comuni Urbani, approvato dalla Città di Torino a gennaio 2016 (Approvato con deliberazione del Consiglio Comunale n. 375), attraverso il quale il Comune e i cittadini attivi definiscono l'ambito degli interventi di cura, gestione condivisa o rigenerazione di beni comuni urbani (art. 2).
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