Lo spazio liquido : recupero del cotonificio Olcese Veneziano di Fiume Veneto
Costanza Vanin
Lo spazio liquido : recupero del cotonificio Olcese Veneziano di Fiume Veneto.
Rel. Silvia Gron, Valentino Manni. Politecnico di Torino, Corso di laurea specialistica in Architettura (Restauro E Valorizzazione), 2017
Abstract
ABSTRACT
Nello stato liquido le forze tra i componenti della materia sono meno intense rispetto agli altri stati ed essi sono liberi di scorrere gli uni sugli altri. Il liquido è un materiale che per queste caratteristiche fisiche tende ad assumere la forma del recipiente nel quale è contenuto mantenendo la propria struttura.
Zygmund Bauman in una serie di trattati, utilizza questo specifico materiale accostato a concetti come la VITA (liquid Life) e l'AMORE (Liquid Love) definendo le linee di una società "Liquido Moderna" all'interno della quale ci troviamo, oggi, inseriti. La vita liquida come la società liquido-moderna non sono in grado di conservare la propria forma a lungo. E' incauto dunque trarre lezioni dall'esperienza e fare affidamento sulle strategie e le tattiche utilizzate con successo in passato anche se qualcosa ha funzionato le circostanze cambiano in fretta e in modo imprevisto.
Bauman sostiene quindi che la sopravvivenza di tale società e di conseguenza il benessere degli individui che ne fanno parte dipende dalla rapidità e dal modo con cui essi si adattano al cambiamento.
Lo spazio liquido è in questo modo uno spazio che cambia forma velocemente, uno spazio flessibile e in grado di adattarsi al mutare del suo intorno. I vecchi edifici industriali, abbandonati e in disuso diventano così i recipienti che conterranno al loro interno nuove funzioni, mantenendo però intatta la forma originale e quindi la loro essenza primaria. L'idea esposta in questa tesi è ispirata a questi concetti: FLESSIBILITÀ', ADATTABILITA' degli spazi creati, CONSERVANDO e RISPETTANDO però la preesistenza, con la sua storia e il suo passato.
Il tema degli edifici ex industriali dismessi è stato un argomento oltremodo attuale nel corso dei decenni passati, i vecchi fabbricati una volta dismessi hanno dato vita a musei, spazi polifunzionali e università. Le amministrazioni pubbliche investivano in progetti rivolti al pubblico al fine di soddisfare i bisogni crescenti della comunità in continua espansione. Oggi ci troviamo in una realtà diversa, un presente in cui le fabbriche smantellate, rimangono abbandonate per lungo tempo in attesa di poter essere "recipienti" di nuove funzioni. Le destinazioni prettamente pubbliche sono spesso onerose e le amministrazioni non possono più permettersi di investire in tali opere. Come ovviare quindi al problema degli edifici in stand By?
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