"Controspazio"(1969-1981)
Abstract
È noto che !a storia della cultura non è mai separata dalla storia della sua socializzazione, cioè dai modi e dai mezzi con i quali essa si diffonde, si organizza, esprimendo in tal modo anche le forze che ne sono portataci.
Può essere utile, allora, indagare su uno degli strumenti fondamentali per L'organizzarsi e il diffondersi della cultura architettonica: le riviste specializzate. L'accento posto sulle riviste, parte delia più ampia industria culturale operante nel complesso in questo campo, è motivato da alcune specificità del mezzo: la storia stessa delle riviste, delle improvvise aperture o chiusure (certo non casuale) delle testate, è la viva testimonianza del dibattito che esse hanno voluto o potuto diffondere tra gli architetti; del tentativo che esse hanno, o non hanno, operato nel cercare e ne! consolidare il legame con i problemi concreti dello sviluppo urbano; dallo stesso clima politico-culturale all'interno del quale hanno agito. È perché, infine, attraverso di esse si realizza quella capillarità, continuità e immediatezza dell'informazione che consente, poi, di attuare una serie di verifiche e di sintesi su una dimensione piuttosto ampia.
La scelta, nei limiti dei presente lavoro, è ricaduta su di una testata in particolare: «Controspazio», rivista di architettura nata in Italia sul finire degli anni sessanta e che per lungo tempo è rimasta uno strumento importante per gli studenti e i giovani architetti. L'analisi della rivista è stata circoscritta ad uno specifico arco temporale, dal
1969 al 197 I, anno nel quale terminano le pubblicazioni della prima serie, per il quale si possono rilevare elementi peculiari di cui il più immediato è certamente la continuità di direzione da parte del suo fondatore Paolo Portoghesi.
II criterio di base del lavoro è quello di attirare l'attenzione sui temi peculiari del progetto fondativo di «Controspazio», che hanno attraversato con particolare protagonismo l'itinerario della cultura architettonica italiana: con \a rivista, dopo anni di divagazioni e di erranze, l'architettura ritornava su se stessa, e affrontava la propria specificità.
I sondaggi sui materiali di «Controspazio» hanno portato alla elaborazione degli indici della rivista: l'indice degli articoli suddivisi per aree tematiche e l'indice delle opere pubblicate.
Questi hanno costituito la base di partenza per una ricognizione critica delle specificità della operazione culturale nei suoi tredici anni di attività che costituisce l'altra parte in cui si organizza il lavoro, in cui si è cercato di mostrare come le differenze ideologiche e culturali di quelli che per molti anni si sono avvicendati nella costruzione della rivista, siano state all'origine di entusiasmi, pause, accelerazioni, interpretazioni tendenziose, sempre però all'interno di un progetto comune: l'impegno costante ad essere "nei cuore dell' architettura".
Relatori
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