Restauro e riqualificazione del teatro "Baudi di Selve" a Vigone
Roberto Pairetto
Restauro e riqualificazione del teatro "Baudi di Selve" a Vigone.
Rel. Sergio Santiano. Politecnico di Torino, , 2005
Abstract
IL TEATRO “BAUDI DI SELVE”
Il teatro Baudi di Selve fu costruito all'inizio della seconda metà dell' 800 su iniziativa del Conte Giovanni Baudi di Selve e seguendo il progetto redatto dall'architetto torinese Berruto.
Il piccolo gioiello presenta la tipica pianta a ferro di cavallo, può ospitare 253 spettatori suddivisi in platea, due ordini di palchi ed il loggione, ed è caratterizzato da uno stile neoclassico.
Il Conte Giovanni trovò terreno fertile ad accogliere la sua iniziativa; si può scorgere infatti nella comunità vigonese uno slancio popolare e spontaneo verso attività teatrali e simili; tutto ciò è testimoniato dal fatto che dal 1751 ad oggi si può sempre trovare all'interno del centro storico del piccolo comune della bassa pinerolese un ambiente atto ad ospitare spettacoli teatrali.
Abbiamo quindi (1751-1810) il teatro dell'Ospedale, che occupava un'ala dell'attuale Ospedale Oggero Bessone; in seguito (1818-60) fu utilizzata a tale scopo la parte destra del Palazzo Comunale, al piano terreno; tale installazione, secondo le cronache dell'epoca poteva ospitare 300 persone.
Giungiamo quindi al 1855, quando prese vita questo manufatto dalla fattura così rara e ricercata, il Selve, oggetto del seguente studio.
In seguito alla morte del Conte Giovanni l'attività del Selve subì un forte rallentamento, sino al 1884 quando il Comune di Vigone divenne proprietario del teatro.
Tra periodi di fulgore ed altri di abbandono, il Selve proseguì la propria attività, e venne utilizzato anche come cinematografo. Negli anni cinquanta fu costruito un cinema nell'area prospiciente il Selve, ed esso tornò dunque al suo uso originario, fino a quando, nel 1958, fu chiuso per inagibilità.
Nel 1962 fu attuato un importante intervento di ristrutturazione, riguardante la costruzione di camerini nell'area sottostante il palcoscenico.
Attualmente (2005) si sta realizzando un nuovo intervento di restauro, a cura dell'architetto bolognese Per Luigi Cervellati.
IL RESTAURO
Inizialmente sono state prese in esame le condizioni in cui versa il teatro attualmente e del progetto di restauro attualmente in corso. I principi che sono stati seguiti nella redazione del progetto sono quelli filologici di un recupero funzionale della "macchina", rendendola agibile e usufruibile nel rispetto delle normative vigenti, lasciandone inalterate le sue caratteristiche. Nello studio delle nòstre nuove proposte ci si è ispirati a principi completamente opposti: si e cercato di creare una particolarità; si è pensato ad un intervento all'apparenza forte a Invadente, che ci permetta però di ottenere una "macchina' estremamente innovativa e versatile, in modo da fare diventare il nostro piccolo teatro di provincia un polo di attrazione per la specificità delle dotazioni scenografiche.
L'idea base è quella di "teatro regolabile" sviluppatasi nel dibattito seguito al Congresso di Parigi del 1950, ed ispiratrice nel progetto di nuovi teatri nell'immediato dopoguerra. Descriviamo in breve l'intervento principale si prevede lo smontaggio della pavimentazione lignea presente nella platea, e quindi delle travi di sostegno in legno, in seguito verrà seguito uno sbancamento fino alla quota di -3,30 mt rispetto al piano stradate, all'interno del quale verrà gettata in opera una "scatola", che conterrà al suo interno la struttura portante e i sistemi di movimentazione relativi a sei piattaforme elevatrici, la pavimentazione della platea verrà quindi suddivisa nelle sei piattaforme predette, che avranno la possibilità di escursione in altezza singola o sincronizzata, da una quota di -1,00 mt ad una quota di +3,00 mt rispetto al piano palcoscenico II movimento verticale sarà assicurato da elevatori oleodinamici; la consolle di controllo sarà posizionata nella sala regia posta nel secondo ordine in posizione centrale rispetto al palcoscenico.
Chiaramente gli spettatori troveranno posto nel primo ordine, nel secondo ordine e nel loggione, mentre lo spettacolo amplierà il suo spazio operativo nella platea. Sarà possibile ottenere il Golfo mistico abbassando completamente le due piattaforme adiacenti il palcoscenico. Tale meccanismo permetterà la messa in opera di scenografie suggestive e creerà quella particolarità ed originalità di cui si parlava prima.
Chiaramente saranno assicurate una dotazione di primo ordine per quanto riguarda l'illuminazione e le dotazioni scenografiche del palcoscenico.
Altro intervento Importante riguarderà la pavimentazione del palcoscenico, che attualmente è costituita di un palchetto di spessore esiguo (2 cm). Questa verrà sostituita con un impalcato in legno di spessore adeguato, poggiante su listelli posati a loro volta sul solaio in cemento armato esistente Ciò permetterà di inchiodare le scenografie e migliorerà leggermente l'acustica.
IL TEATRO NUOVO
Nella parte adiacente l'edificio teatrale, sul lato Nord, era presente in passato una sala cinematografica.
Con il restauro attualmente in corso essa è stata abbattuta, e al suo posto troviamo ora una piccola piazzetta che si frappone tra il teatro ed un nuovo edificio in acciaio e cemento armato, che poco ha a che vedere col contesto storico in cui ci si trova.
Si è pensato che in questo spazio avrebbe potuto trovare posto il "Teatro Nuovo".
In molti progetti realizzati nel dopoguerra, si dà tacitamente per scontato o che nella costruzione debbano essere inclusi due palcoscenici e due sale, o che vi dovrebbe essere un qualche espediente che permetta di ospitare pubblici diversamente numerosi e di soddisfare diverse esigenze scenografiche. Altre due tendenze animano il dibattito sul teatro in questi anni: l'abolizione dell'arco di proscenio e l'influenza del teatro greco: Gli spettatori, invece di circondare parzialmente una orchestra circolare, l'abbracciano tutta in giri completi; ci troviamo di fronte al più caratteristico di tutti gli esperimenti teatrali
moderni, il "theatre in the round", il teatro circolare.
Noi, oltre che a queste nuove tendenze, ci siamo rifatti anche ad una tipologia teatrale storicamente molto nota: il teatro elisabettiano.
I teatri elisabettiani erano edificati a forma circolare, quadrata oppure
ottagonale, con alte strutture di palchi e gallerie coperti intorno alla corte.
In mezzo alla corte si protendeva il palcoscenico, una grande piattaforma rettangolare.
Sono stati quindi esaminati modelli storici e nuove tendenze; ne è nata una sala che alla tipologia elisabettiana abbina l'uso di materiali moderni, acciaio e legno lamellare, e soddisfa la richiesta di un teatro circolare (nel nostro caso ellittico...) con il pubblico che trova posto attorno ad un palcoscenico centrale e sui due livelli superiori.
II Teatro Nuovo potrà essere utilizzato in alternativa al Selve, oppure in
contemporanea, in caso di allestimenti particolari che permettano l'utilizzo di
due palcoscenici e di due sale completamente diverse.
Relatori
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