Gerace : chiese Medievali sconsacrate dei secoli X-XII : un percorso volto alla conservazione
Augusta Lucia Chiarioni
Gerace : chiese Medievali sconsacrate dei secoli X-XII : un percorso volto alla conservazione.
Rel. Carla Bartolozzi. Politecnico di Torino, Corso di laurea in Architettura, 2005
Abstract
Marco Polo descrive un ponte pietra per pietra. -Ma qual è la pietra che sostiene il ponte ? -chiede
Kublai Kan. -Il ponte non è sostenuto da questa o da quella pietra, - rispose Marco, -ma dalla linea dell'arco che esse formano. Kublai Kan rimase silenzioso, riflettendo. Poi soggiunse. -Perche mi parli delle pietre? È solo dell'arco che m'importa. Polo rispose: -Senza pietre non c'è arco. Italo Calvino. Le città invisibili i 1983. Le motivazioni che mi hanno portato alla scelta al soggetto della tesi nascono dalla "scopertatI personale della ciitadina di Geracei e dalli opportunità che ho avuto da qualche anno a questa parte di poteNi soggiornare durante l'estate. Oltre la famosa e imponente Cattedrale, già durante la prima visita, ho da subito notato come, rispetto all'estensione complessiva dello sviluppo urbano, vi fosse a Gerace un numero di chiese visibilmente molto elevato. La conseguente individuazione di un sistema chiese appartenenti ad una stessa epoca di impianto compresa tra il X e XII secolo perlopiù sconsacrate ed abbandonate al degrado ha suscitato un interesse crescente, stimolando in me il desiderio di approfondire la conoscenza del luogo. Grazie alla disponibilità del dott .Giacomo Oliva, funzionario della locale Soprintendenza, e all'Ufficio Tecnico de Comune di Gerace, mi è stato possibile impostare le prime fasi di conoscenza e awiare la struttura della tesi . In seguito a una ricerca svolta presso gli archivi è emerso che, da parte dell'amministrazione comunale, erano in atto progetti per il recupero di alcune chiese appartenenti al sistema da me individuato e per altre non vi fosse invece, alcuna indicazione. In questa occasione si è anche offerta la possibilità di awiare una riflessione circa il confronto tra il metodo di restauro appreso dagli esempi piemontesi e quello attraverso i progetti realizzati in un contesto socio-culturale a me distante, come questo della Calabria. Un confronto diretto che ha evidenziato delle differenze anche sostanziali . Sono giunta così a comprendere gli obiettivi che si sono posti e intendono realizzare nei prossimi anni e i relativi problemi che emergono . Per un verso risultano problematiche da ricercarsi nell'individuazione di una proposta di rifunzionalizzazione delle chiese stesse, volte quindi al recupero dei singoli oggetti ma, senza comprendere, a mio awiso, la necessità di far rientrare il sistema in un progetto secondo una visione più globale. Ed inoltre distanti dall'intendimento di metterlo in evidenza, farlo riemergere in quanto memoria storica . Quindi l'obiettivo con una proposta di rifunzionalizzazione, risultante dallo studio del sistema, per una restituzione dei beni ad una vitalità perduta, all'interno del circuito urbano e delle manifestazioni culturali che vengono proposte a Gerace. Ed il significato che tale sistema rappresenta in quanto memoria storica, per una conoscenza del territorio da realizzarsi attraverso un percorso di visita, un itinerario storico-architettonico come criterio di riconducibilità al comune filo conduttore. Ci si auspica nondimeno che gli abitanti si facciano custodi della propria cultura architettonica, e si pongano da connesione tra le manifestazioni materiali stesse e l'identità di tracce e contesti che costituiscono la loro realtà culturale .
Relatori
Tipo di pubblicazione
Corso di laurea
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