Riqualificazione architettonica dell'attuale piazzale Aldo Moro a Torino
Calogero Paolo La Paglia
Riqualificazione architettonica dell'attuale piazzale Aldo Moro a Torino.
Rel. Costantino Patestos. Politecnico di Torino, Corso di laurea in Architettura, 2006
Abstract
Questo progetto si relaziona alla realtà del centro storico di Torino, la cui particolarità consiste nell'essere nata da un'idea dell'architettura romana e nell'aver tradotto questa idea nella vita della città, dando ad essa un carattere di monumentalità unico nel panorama italiano, contraddistinto da grandi direttrici di collegamento come via Po e via Roma e da piazze di rara ampiezza e bellezza, non sempre però valorizzate a dovere. L'area in oggetto è l'attuale Piazzale A. Moro, area di circa 10.000 mq di proprietà dell'Università Degli Studi di Torino, nonché grande vuoto urbano nato dal pressappochismo degli anni '70, quando su pressioni del rettore dell'università, si acconsentì ad abbattere la caserma esistente, senza alcuna idea sul futuro dell'area.
Per il ridisegno di questo lotto, situato nel centro della città, si è pensato ad una riqualificazione architettonica e urbana, attraverso la costruzione di un complesso costituito da due nuclei principali. Il primo è dedicato ad un piccolo centro commerciale, il secondo ad un aula civica. Lo scenario che si è ipotizzato, consiste in un' interesse per quest'area da parte della pubblica amministrazione, in modo che attraverso la sua acquisizione o una concessione, essa possa garantirsi il diritto di intervenire.
Con questo progetto si cerca di completare una parte della città, in cui edifici pubblici e pratici si integrino, interpretando la sostanza della vita quotidiana della città piemontese, ma nello stesso tempo, rispondendo alla scarsa presenza (o totale assenza) di risorse, promovendo la possibilità di servirsi di modelli di gestione di derivazione privatistica, quali l'autofinanziamento.
Il progetto segue i contorni dell'isolato originale innestandosi, sul filo strada, in linea con le costruzioni esistenti, e delineando i confini di una corte, una piazza interna nella quale si inseriscono un'Aula Civica a pianta basilicale ed un edificio a torri, dedicato alla musica, che funge da elemento fuori scala, luogo da cui osservare la città e nello stesso tempo essere osservati. Le torri costituiscono un edificio funzionalmente autonomo, ma dal punto di vista della composizione, si integrano nel progetto dell'edificio a pianta basilicale, come prospetto principale. L'accesso all' Aula Civica avviene attraverso un altro elemento che si contrappone all'emergenza delle torri, un corpo cilindrico che non mostrando gerarchle, bene si integra con i retri degli edifici esistenti prospicienti. Questo edificio, aperto solo al piano terra, mostra un prospetto chiuso ed ospita una percorso espositivo su due livelli, illuminato da luce zenitale.
Dal punto di vista statico il complesso ha una struttura razionale e una distribuzione chiara e semplice, cher permette diverse modificazioni funzionali; si cerca di consegnare, infatti, alla città di Torino un edificio del nostro tempo, ma che sia insieme tradizionale e coerente alla cultura e al linguaggio architettonico torinese.
Con la riorganizzazione di questa area pertanto, sì cerca di far diventare di nuovo una parte urbana, formalmente comprensibile, una zona che, pur trovandosi in un area centrale della città, possiede caratteristiche di anonimato simili a quelle di alcune zone periferiche.
Relatori
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