Progetto di conservazione e riuso di un'architettura rurale nei borghi dell'alto Monferrato Acquese
Chiara Vaschetti
Progetto di conservazione e riuso di un'architettura rurale nei borghi dell'alto Monferrato Acquese.
Rel. Chiara Lucia Maria Occelli, Silvia Rapetti. Politecnico di Torino, Corso di laurea in Architettura, 2005
Abstract
Oggetto della tesi di laurea è l'elaborazione del progetto di conservazione e riuso del manufatto storico di Casa Arcadio, sito in un borgo del Monferrato acquese, non meglio identificato per precise disposizioni della proprietà.
Casa Arcadio si presenta come un impianto architettonico edificato a più riprese; segni delle diverse fasi costruttive e dei numerosi adattamenti abitativi possono essere rinvenuti nella complessa composizione piano-volumetrica, nonché nel composito andamento delle coperture e nell'articolata distribuzione spaziale, sia interna sia esterna. Una descrizione, seppur sommaria, dell'edificio non può esimersi dall'esplicitarne le discontinuità, le addizioni con cesure più o meno evidenti, il variare delle tecniche, anche in funzione del variare frequente dell'uso.
A causa della complessità evolutiva della fabbrica, sono stati necessari numerosi sopralluoghi e l'accurato studio di un rilievo, precedentemente redatto, per potersi muovere con una certa agilità all'interno del complicato dedalo di ambienti e, soprattutto, di collegamenti verticali e di livelli sfalsati. Tali operazioni hanno costituito la fase preliminare al rilievo longimetrico e fotografico, momento fondamentale per la conoscenza del manufatto; inoltre, considerata l'esiguità di documenti, la ricerca storica si è svolta per continui e successivi confronti tra fonti documentarie e fonti materiali.
La fase di restituzione grafica delle misurazioni eseguite si è protratta per un tempo relativamente lungo. Pur disponendo di un corposo apparato di informazioni (dati numerici, fotografie, appunti e schizzi eseguiti in situ), le difficoltà nel trasferirlo e tramutarlo in dati informatizzati sono state numerose. Gli elaborati ottenuti hanno fornito la base per un'analisi più approfondita del costruito mediante modelli, che ne evidenziassero, da un lato, l'aggregazione spaziale nel tempo e, dall'altro, la distribuzione e la relativa organizzazione delle funzioni.
Lo studio è proseguito puntando l'attenzione sulla materia, di cui è costituita Casa Arcadio, descrivendo ed analizzando lo stato di conservazione di strutture portanti e materiali, senza tralasciare
l'apparato decorativo, sia esterno che interno. Il lavoro si è concretizzato nella schedatura di tutti gli ambienti coperti con almeno tre lati chiusi, corredata dal relativo apparato fotografico,
Conclusa la fase conoscitiva, si sono valutate con attenzione le diverse funzioni, che a livello fisico potevano essere supportate dalla fabbrica, senza snaturarne la valenza simbolica, fino ad individuare quelle compatibili e realizzabili con il minimo intervento sulla consistenza fisica. Il progetto di conservazione si è esplicitato nella trattazione delle operazioni necessarie per riportare Casa Arcadio ad un livello di efficienza in tutte le sue singole parti, riducendo e/o eliminando i fattori del degrado ed attuando quelle modifiche indispensabili alla nuova fruizione, residenziale e pubblica. Proprio in relazione ad un uso aperto a tutti si è posto il problema dell'accessibilità degli ambienti posti ai piani primo e secondo; problema a cui si è tentato di rispondere mediante la proposta di inserimento di un collegamento verticale motorizzato esterno al costruito storico, ma ad esso collegato per mezzo di passerella e sfruttando lo spazio del terrazzo.
Relatori
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