"Reverende monache e chiassosi alunni": l'isolato della Maddalena ad Alba e le sue trasformazioni (1796-2005)
Roberto Currado
"Reverende monache e chiassosi alunni": l'isolato della Maddalena ad Alba e le sue trasformazioni (1796-2005).
Rel. Sergio Pace. Politecnico di Torino, Corso di laurea in Architettura, 2005
Abstract
L'isolato della Maddalena rappresenta una specificità territoriale per quanto concerna la città di Alba; questo presenta una propria unitarietà ed ha evitato, come accaduto per la quasi totalità delle insulae del centro storico, il frazionamento delle proprietà e la perdita di un definito carattere identifìcativo.
La connotazione cittadina iniziò a definirsi con l'insediamento, nel 1442, del convento domenicano fondato da Margherita di Savoia (conseguente al possesso da parte dell'Ordine degli Umiliati) che vi mantenne sede fino agli inizi del XIX sec. quando, durante l'occupazione francese, nel 1802, le religiose vennero allontanate dall'isolato.
La vendita del 1807, sancita tra l'Amministrazione francese ed una società di investitori, il complesso della Maddalena corse il rischio del frazionamento per fini meramente speculativi. Fortunatamente, per merito ed ostinazione del Canonico della vicina Parrocchia di San Damiano e dell'allora Sindaco di Alba, esso potè essere nuovamente acquisito e restiuito, in due fasi, al gruppo di religiose che ne fu nuovamente affidatario.
Con la metà dell'Ottocento ebbe avvio quel moto continuo di avvenimenti che giunse ad una definizione dell'isolato della Maddalena quale polo dei servizi cittadini e, con il secolo successivo, di fulcro centrale della vitalità albese. Questo processo ebbe inizio con la disputa in merito all'esproprio, reso possibile dalle leggi sui beni religiosi del 1866, che vide protagonista l'Amministrazione albese contro una tenace opposizione della casa regnante. Il passaggio di proprietà non si ebbe, infatti, che nel 1882 con quello che fu l'allontanamento definitivo delle monache, dopo un breve periodo di proroga.
La fine del XIX sec. vide una grande serie di cambiamenti, che denotano la focalità di quest'ambito nella realtà albese di allora, volti ad un'univoca definizione pubblica. L'isolato divenne principalmente il polo didattico cittadino con l'ospitalità (proseguita per tutto il Novecento) di diversi istituti scolastici. Numerosi interventi segnarono inoltre un percorso parallelo dal quale, il complesso della Maddalena, ebbe ad essere definito in anni di deciso cambiamento da una realtà fortemente rurale all'odierna apertura commerciale e turistica. Da questo punto di vista furono fondamentali le manifestazioni fieristiche di inizio Novecento (1903 e 1907 soprattutto) e che portarono, con i decenni e con il perfezionamento organizzativo, a quel fenomeno intemazionale che oggi è la «Fiera del Tartufo». Se per tutto il secolo scorso la polarità scolastica fu caratterizzante per l'isolato, con gli ultimi decenni si sono affacciate nuove funzioni culturali attraverso l'insediamento dela Biblioteca Civica, della sala per conferenze «Beppe Fenoglio» e, soprattutto, del Civico Museo «Federico Eusebio».
Le nuove funzionalità e le odierne ipotesi di modifiche urbanistiche andranno a ridefinire i rapporti di questa parte della Città con il contesto; in questo processo sarà fondamentale, e questa è l'intenzione di questo lavoro, un attento sguardo sul passato.
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