Un Hub intermodale per la ciclostrada del Canale Cavour nello svincolo autostradale di Novara ovest
Antongiulio Verardo
Un Hub intermodale per la ciclostrada del Canale Cavour nello svincolo autostradale di Novara ovest.
Rel. Riccardo Palma, Chiara Lucia Maria Occelli. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Costruzione Città, 2016
Abstract
PREFAZIONE
La presente tesi si inserisce all'interno di un programma di ricerca più ampio, precedentemente avviato dal Dipartimento di Progettazione Architettonica e di Disegno industriale del Politecnico di Torino (DIPRADI) - ora continuato dal Dipartimento di Archittettura e Design (DAD) e volto a valorizzare la grande architettura idraulica del Canale Cavour e i territori da esso attraversati, nonché i numerosi interventi che hanno come oggetto la ciclostrada realizzata lungo il canale stesso.
Il manufatto idraulico, oltre che a rivestire un ruolo fondamentale rispetto alla produzione agricola delle aree vicine ad esso, negli ultimi anni è stato interessato da progetti di mobilità dolce che prevedono l'utilizzo delle alzaie come sede ciclabile, mediante la risistemazione e adeguamento del terreno e la collocazione delle relative protezioni.
Il Canale, quindi, viene qui studiato soprattutto nella sua potenziale opportunità di percorrenza lenta che permette di collegare due importanti città come Torino e Milano assumendo rilevanza sia alla scala locale con la serie di itinerari ciclabili esistenti, sia alla scala nazionale per il ruolo che assume all'interno dello scenario europeo.
Lo studio ha come responsabili il Prof. Riccardo Palma per la composizione architettonica e urbana, la Prof.ssa Chiara Occelli per il restauro architettonico, il Prof. Gabriele Bertagnoli per le competenze della tecnica delle costruzioni e l'Arch. Noela Besenval, che ha sviluppato su questo tema una Tesi di dottorato di ricerca.
Per la presente tesi sono stati utilizzati anche diversi studi effettuati in precendenza che avevano come oggetto la porzione nord del comune di Novara, attraversato e segnato dall'architettura del Canale come un vero e proprio asse lungo il quale ripensare nuove forme dell'abitare
contemporaneo, tra cui la possibilità di ospitare una pista ciclabile e relative strutture a servizio della ciclostrada Cavour nelle tre aree oggetto di studio: il nodo idraulico di Veveri, la borgata di Vignale, il nodo infrastrutturale di Novara Ovest (Agognate).
Questi tre nodi infatti sono stati attentamente analizzati essenzialmente per due motivi: da un lato perchè identificano i punti nevralgici e strategici alle diverse scale territoriali, dove si intreccia il tema della percorrenza lenta con i flussi locali della città di Novara, mentre dall'altro lato vengono rese evidenti le problematiche legate alla effettiva continuità del tracciato ciclabile per via delle interruzioni con le infrastrutture esistenti.
In questa tesi, infatti, si studia un contesto territoriale specifico, ovvero quello della porzione nord-ovest di Novara, dove si decide di collocare un Hub intermodale di scambio auto-bici laddove la ciclostrada si interrompe con il tracciato ferroviario della linea Novara - Biella, tratto di pista compreso tra il casello autostradale di Novara ovest e il torrente Agogna.
La tesi è organizzata in quattro macro-sezioni: una prima sezione di introduzione al progetto, una seconda relativa allo studio del territorio alla grande scala, una terza che analizza le diverse tipologie distributive utilizzate nelle aree di Agognate, Veveri e Vignale e per ultimo il progetto vero e proprio.
Nella prima sezione si vuole introdurre l'aria in cui si va a inserire il progetto, nonché presentando la grande infrastruttura del canale alla macro scala e inquadrando il tema della percorrenza lenta all'interno del contesto novarese; qui, il flusso della ciclostrada incrocia sì le altre percorrenze a servizio del nucleo cittadino e periferie, ma, incontra anche degli ostacoli come nell'area oggetto di questa tesi, dove la ciclostrada lungo il canale Cavour interseca il tracciato ferroviario che ne interrompe la continuità.
Nella seconda sezione è stato redatto uno studio di ispezione cartografica insieme all'Arch. Danilo Gelsemio, dove sono state analizzate e successivamente reinterpretate le forme del terrirorio novarese in nuove forme architettoniche. In questa parte di tesi si vuol passare ad una fase di comprensione del territorio dal punto di vista formale, elaborandone gli elementi naturali e antropici con l'intento di realizzare delle cartografie da utilizzare come strumento di progetto. Sono state infatti realizzate cinque carte tematiche che descrivono i quattro temi (il suolo, le isole, le infrastrutture, le fasce di rispetto) in grado di mettere in risalto la morfologia del territorio e come l'uomo sia stato in grado di utilizzarla per i propri fini.
Il risultato di questa indagine è la realizzazione di una Carta delle Regole che vuole essenzialmente essere una guida verso il progetto di architettura, evidenziandone alcuni elementi significativi e fornendo al progettista che opera in questo contesto alcune indicazioni utili per il progetto stesso.
Il nome stesso della carta ne risalta l'obiettivo principale, che, a mio avviso, vuole essere il punto di partenza per l'avvio di un nuovo progetto, con la possibilità di offrirne delle nuove interpretazioni. Anche nella terza sezione, come nella seconda, è stato redatto un lavoro di indagine e di analisi, questa volta rivolto ai progetti svolti all'interno delle unità di progetto del corso di laurea magistrale di Architettura Costruzione Città, sotto la coordinazione dei Prof. Riccardo Palma, Prof.ssa Chiara Occelli e Prof. Mario Sassone, dove ai singoli studenti è stato richiesto di progettare infrastrutture, edifici e attrezzature connesse al progetto complessivo della ciclostrada del Canale Cavour in una delle seguenti tre aree: Veveri, Vignale, Agognate. Alle relative problematiche dovevano quindi essere adottate e reinterpretate le medesime scelte architettoniche che la stessa architettura idraulica utilizza in corrispondenza delle intersezioni con altre infrastrutture.
Per questo lavoro di tesi si è scelto di restringere il campo analizzando solo le soluzioni progettuali per la ciclostrada che utilizzavano il sottopasso ciclo-pedonale laddove vi era un'interruzione, per garantirne la continuità di passaggio. Il punto sul quale si è voluto soffermarsi è il problema distributivo dei percorsi e degli spazi da essi serviti, redigendo per ogni soluzione sviluppata dagli studenti uno schema distributivo da poter utilizzare come strumento di partenza ad un nuovo progetto.
Nella quarta sezione, invece, quanto viene studiato in precedenza e applicato nella progettazione di un hub intermodale nel tratto di ciclostrada lungo il canale Cavour compreso tra il casello autostradale di Novara ovest e il torrente Agogna. Nello specifico, l'area di progetto è caratterizzata dalla presenza dello svincolo autostradale di Novara Ovest, della pista ciclabile sul Canale Cavour e della ferrovia Novara-Biella, oltre che dai viadotti dell'Alta Velocità e dell'autostrada A4 Milano- Torino.
L'idea di realizzare un nuovo polo di incontro tra più tipologie di percorrenze, deriva dalla volontà di porre in relazione mediante uno spazio comune e garantire con estrema facilità il passaggio dall'automobile alla bicicletta. Si tratta di uno spazio dotato di appositi servizi che possa essere utilizzato sia ai fini cicloturistici (dall'automobile alla ciclostrada) , sia per la mobilità lavorativa verso Novara (dall'automobile al tessuto ciclabile urbano).
Relatori
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