La pianificazione urbanistica nel recupero del patrimonio esistente : il caso del recupero della Borgata Tachier in Sauze d'Oulx (TO)
GIORGIO MARCO FASANO
La pianificazione urbanistica nel recupero del patrimonio esistente : il caso del recupero della Borgata Tachier in Sauze d'Oulx (TO).
Rel. Carlo Alberto Barbieri. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Pianificazione Territoriale, Urbanistica E Paesaggistico-Ambientale, 2016
Abstract
INTRODUZIONE
La presente tesi affronta il tema del recupero del patrimonio edilizio esistente. L'urbanistica ha dovuto, negli ultimi decenni, modificare notevolmente, se non addirittura stravolgere, i propri paradigmi nonché gli stessi obiettivi e contenuti.
Dopo aver, infatti, concentrato per anni la propria attenzione sull'individuazione dei principi e dei metodi più idonei a permettere un ordinato e razionale sviluppo del territorio, nell'ultimo periodo la sostanziale riduzione di nuove aree su cui espandere l'aggregato urbano ha imposto una drastica inversione di rotta, concretatasi nello studio di strumenti e tecniche in grado di recuperare e riqualificare il patrimonio urbanistico ed edilizio esistente e contenere il consumo di suolo. In tale contesto è prepotentemente emersa l'esigenza di promuovere una politica di pianificazione e programmazione volta a porre rimedio a situazioni di degrado, spesso a loro volta frutto di abusi edilizi, attraverso la riconversione sia di edifici che di intere zone, rendendole conformi a standard urbanistico/edilizi e di vita adeguati.
La legge urbanistica regionale (LUR) nella sua prima stesura non contiene alcun riferimento a strumenti urbanistici esecutivi riferiti al recupero del patrimonio edilizio esistente. Solamente con la promulgazione della legge 457/1978 il Consiglio Regionale ha dovuto prevedere un'urgente integrazione alla propria LUR. Tale modifica è stata introdotta nel 1980 con la Legge Regionale 50, che ha formalmente introdotto l'art. 41 bis (Piani di recupero del patrimonio edilizio esistente).
Dopo una prima analisi legislativa riferita al tema del recupero nella normativa nazionale in prima battuta e nelle normative delle regioni Emilia Romagna, Lombardia e Piemonte in seguito, ho approfondito il tema del recupero strutturale degli edifici in pietra. Tale trattazione si è resa quasi indispensabile anche alla luce degli ultimi eventi sismici che hanno interessato il Centro Italia, radendo al suolo interi centri storici, con fabbricati in muratura portante di pietra, situazione analoga al caso studio di questa tesi.
La seconda parte di questa tesi tratta il recupero di una frazione di Sauze d'Oulx abbandonata dalla fine degli anni '60, la borgata Tachier. L'analisi parte a livello comunale, con la disamina di tutti i Piani Regolatori Generali approvati a partire dal 1965, data di avvio degli studi urbanistici affidati all'arch. Carlo Mollino, affrontando 3 revisioni generali, una variante strutturale, quella di adeguamento al PAI e 5 successive varianti parziali.
Per i centri storici e i vecchi nuclei il P.R.G.C. di Sauze d'Oulx svolge una funzione di inquadramento e richiede la redazione di strumenti urbanistici esecutivi. Per il vecchio nucleo di Tachier il Consorzio dei proprietari aveva presentato in data 24.12.1992 una prima versione del Piano di Recupero di libera iniziativa. Tale strumento è stato approvato con deliberazione del Consiglio Comunale n. 54 del 29.09.2000, ma non è mai stato perfezionato con la firma della convenzione urbanistica, per problemi di rapporti tra i vari proprietari presenti. Soprattutto alla luce del fatto che la borgata era completamente priva di urbanizzazioni e l'allora Amministrazione Comunale non aveva manifestato l'intenzione di compartecipare alla realizzazione delle stesse, lasciando di fatto tutto l'onere in capo ai proponenti.
Stante la mancata definizione della proposta di piano di recupero di libera iniziativa, rimasto inattuato per rinuncia di fatto dei proponenti, la nuova Amministrazione Comunale di Sauze d'Oulx, nel 2009, ha ritenuto doveroso provvedere autonomamente alla formazione di un Piano di Recupero di iniziativa pubblica ai sensi dell'art. 41 bis della Legge Regionale 56/77 e s.m. ed i., per l'intero vecchio nucleo di Tachier, riprendendo il progetto di strumento urbanistico esecutivo presentato dai privati all'inizio degli anni '90.
Dopo l'analisi del Piano di Recupero, delle sue peculiarità e delle problematiche riscontrate per addivenire alla stipula della convenzione urbanistica e all'avvio operativo del recupero della borgata stessa, la tesi ha affrontato la Valutazione Ambientale Strategica (VAS) riferita a questo Piano, redigendo un documento di screening ambientale - VAS. Infatti essendo stato approvato nel 2010, questo Piano di Recupero non è stato preventivamente assoggettato a procedura di VAS in quanto adottato e approvato prima dell'entrata in vigore della riforma della Legge Urbanistica Regionale (riforma apportata con L.R. n° 3 del 25/03/2013). Nella tesi si ritiene che il documento di screening ambientale dimostri che il Piano di Recupero non sarebbe da assoggettare a VAS.
Il lavoro svolto ha permesso di comprendere le difficoltà di attuare un intervento urbanistico assoggettato a strumento urbanistico esecutivo, sia esso un piano esecutivo convenzionato o un piano di recupero, da sviluppare secondo la vigente disciplina urbanistica della Regione Piemonte. Va sottolineato, anche in considerazione di altre esperienze svolte, che sia estremamente difficile mettere d'accordo diversi proprietari. Si è evidenziato che spesso o ci si trova davanti ad un unico investitore - promotore che è in grado di avviare l'operazione, o quando occorre mettere d'accordo diversi interessi privati difficilmente si riesce a trovare un accordo che consenta a tutti gli attori di procedere con la stipula di una convenzione urbanistica.
Questa seconda ipotesi è proprio quella che ha bloccato il Piano di Recupero di Tachier dal 1992, data di presentazione dello strumento urbanistico esecutivo, al 2010 data di approvazione del Piano di Recupero di iniziativa pubblica.
La realtà di Tachier è molto differente da tutto il resto del territorio comunale di Sauze d'Oulx, caratterizzato da una speculazione edilizia dettata dalla costante ed esuberante richiesta di "seconde case". In questa frazione ci troviamo di fronte a baite di proprietà dei residenti originari del paese, che hanno usato detti immobili fino a che le esigenze di vita erano dettate dall'attività agricola e pascoliva. Tale realtà è andata via via perdendosi con l'arrivo delle esigenze connesse alla "più semplice vita" legata allo sviluppo del turismo invernale (inizio degli anni '60).
Nella tesi si pone la domanda su cosa abbia bloccato per tanti anni questo sviluppo urbanistico, dall'analisi svolta emergono 2 motivazioni principali:
-Diverse problematiche personali tra le varie famiglie, definibili in classiche gelosie di paese tipiche dei borghi alpini;
-Forte costo per urbanizzare la borgata che ne era completamente priva, non supportato da un adeguato contributo pubblico;
Proprio per il secondo motivo sopraesposto l'unica soluzione per avviare l'operazione è stato l'intervento dell'Amministrazione Comunale, che prendendo la regia dell'operazione e credendo, con l'investimento di risorse pubbliche, nella positiva ricaduta su tutto il territorio comunale del recupero della borgata, ha consentito l'avvio di un recupero totale della frazione.
Relatori
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