Urbanspace 3.0 : dar forma allo spazio comune
MATTEO EMIL VALENTE, CARLOTTA VALENTINO
Urbanspace 3.0 : dar forma allo spazio comune.
Rel. Michela Barosio, Anna Osello. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Costruzione Città, 2016
Abstract
INTRODUZIONE
La riflessione sullo spazio urbano del XXI sec. nasce dalla volontà di capire in che modo la progettazione può avere un ruolo determinante nel disegno della città.
Se per La gran parte del secolo scorso l'attenzione si è concentrata sullo studio della città, sulla sua costruzione, sui fenomeni di crescita e urbanizzazione, a partire dagli anni novanta il progetto dello spazio urbano ha assunto un importanza differente poiché capace di innescare processi di rigenerazione urbana complessiva e di aprire nuove prospettive. Se lo spazio urbano, infatti, rappresenta il luogo della comunità, l'ambiente di possibilità in cui tessere relazioni, scambiare esperienze e idee, allora è importante che un intervento urbano tenga conto dei bisogni individuali di una società in continuo cambiamento.
Questa tesi di laurea parte, quindi, da una riflessione sulle forme urbane e su come queste caratterizzano uno spazio pubblico, indagando al tempo stesso le relazioni che si instaurano tra gli spazi privati, quelli pubblici e le comunità che li vivono.
L'obiettivo di questo lavoro di ricerca, infatti, sta proprio nel cercare approcci progettuali innovativi che, nell'ambito di interventi di trasformazione dello spazio della città, possano contemporaneamente coinvolgere le amministrazioni locali, i progettisti e le comunità, grazie ad una serie di strumenti proposti:
-la definizione di un abaco dello spazio urbano
-il coinvolgimento dei non esperti
-la sperimentazione concreta su un sito di progetto
Dopo una breve introduzione sulla natura dello spazio urbano, nelle sue diverse definizioni e accezioni, si è cercato di comporre un abaco di elementi urbani, di archetipi che possano essere strumenti di progetto.
Il risultato di questa classificazione è una libreria di tools, composta da otto macro-categorie (Percorso, Piazza, Margine, Soglia, Riparo, Riferimenti, Sezione, Natura Urbana), individuate secondo una personale classificazione e per ognuna delle quali si propongono diverse sottocategorie come specifici elementi urbani.
Ne risulta un insieme di strumenti caratterizzati da principi sintattici, che li mettono in relazione l'uno all'altro, e a cui progettisti e non esperti possono far riferimento per una progettazione urbana consapevole.
La trasposizione virtuale dell'abaco dello spazio urbano in nuovi strumenti di visualizzazione, infatti, facilita il coinvolgimento dei cittadini nella partecipazione alla progettazione di uno spazio pubblico da loro vissuto, frequentato, conosciuto.
Questa collaborazione tra i vari protagonisti di un intervento urbano diventa un laboratorio a cielo aperto: il progettista riesce a identificare le richieste più importanti per i cittadini; questi ultimi, invece, riescono ad interagire con il progettista, avvalendosi dell'aiuto dei nuovi strumenti che, sovrapponendosi allo spazio reale, consentono loro la visualizzazione dell'intervento in un nuovo spazio, aumentato. In questo modo nuovi layers informativi virtuali si sovrappongono allo spazio fisico reale, veicolando informazioni, prefigurando nuovi scenari, aumentando la percezione e la consapevolezza di come lo spazio urbano che ci circonda potrebbe essere trasformato.
Questo lavoro di ricerca ha cercato un' applicazione concreta su una parte di città attraverso la proposta di riattivazione urbana di Piazza Risorgimento a Torino.
La sperimentazione in real context sul sito ha offerto alla comunità un' esperienza multisensoriale, nuovi punti di vista e nuovi confronti che hanno generato nuovi modi di relazionarsi con lo spazio, diversi da quelli usuali e quotidiani. Di fronte al continuo aumento della richiesta contemporanea di grandi infrastrutture, spazi per il tempo libero, grandi luoghi della concentrazione del consumo e del commercio, questa tesi vuole suscitare domande e tentare di dare delle risposte a come poter migliorare il progetto urbano, affinché sia riconosciuto da chi lo vive quotidianamente come luogo per eccellenza d'incontro, di relazione, di aggregazione, poiché "l'errore peggiore che puoi fare è rispondere bene alla domanda sbagliata" (Alejandro Aravena, 2016).
- Abstract in italiano (PDF, 253kB - Creative Commons Attribution)
- Abstract in inglese (PDF, 252kB - Creative Commons Attribution)
Relatori
Tipo di pubblicazione
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