Il monastero cluniacense di Paray-le-Monial : conservazione e proposta per un centro d’interpretazione del territorio
DANIELE SANNA
Il monastero cluniacense di Paray-le-Monial : conservazione e proposta per un centro d’interpretazione del territorio.
Rel. Monica Naretto, Valeria Minucciani. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Per Il Restauro E Valorizzazione Del Patrimonio, 2016
Abstract
INTRODUZIONE
La presente tesi sviluppa un progetto di restauro ed allestimento museale avviato in tempi recenti dal Comune di Paray-le-Monial, nel Sud della Borgogna, sul complesso della basilica del Sacro Cuore.
Ho potuto collaborare al progetto preliminare, privo ad oggi di prospettive di realizzazione, durante il tirocinio curricolare che ho svolto nel 2014 a Lione presso l'Atelier Cairn, studio di architettura presso il quale ho in seguito lavorato a tempo pieno sino a Giugno 2016 come assistant d'études.
A partire dalla sua istituzione nel 2004, il Pays Charolais-Brionnais - ente paragonabile ad un'aggregazione di Comuni - promuove, come previsto dal suo statuto, la fondazione di un Centre d'Interprétation de l'Architecture et du Patrimoine (CIAP) allo scopo di sviluppare e diffondere la conoscenza del proprio territorio.
La ricerca di una sede idonea ha portato a individuare nell'area del monastero cluniacense di Paray-le- Monial, annesso all'antica abbaziale di Notre-Dame (dal 1875 basilica del Sacro Cuore), i! sito ideale per ospitare la nuova istituzione soprattutto in considerazione della grande visibilità che le verrebbe garantita dal complesso, meta dall'Ottocento di intenso turismo religioso.
L'edificio settecentesco del monastero, costituito da quattro maniche su due piani articolate attorno ad un chiostro, ha ospitato la scuola pubblica comunale sino agli anni Settanta. Proprietà del Comune dal 1905, ha ricevuto in seguito svariate destinazioni (museo, centro di formazione, uffici) che lasciano tuttora ampie porzioni pressoché inutilizzate o adibite a funzioni di deposito o ad usi occasionali.
Vincolato (classé) come monumento storico dal 1959, l'ex monastero si presenta in uno stato di conservazione eterogeneo, frutto dei lavori effettuati negli ultimi decenni, sovente limitati alle parti interessate dai progetti avviati dalla municipalità.
Se da un lato i tetti, le facciate e gli infissi esterni sono stati oggetto di ampie campagne di restauro, ripristino e sostituzione, e richiedono interventi marginali, lo stesso non si può dire degli ambienti interni della manica principale in affaccio sul fiume, che risultano in stato di semi-abbandono da circa quarant'anni.
Per il progetto preliminare si è ritenuto imprescindibile prendere in considerazione l'ex monastero nel suo complesso. La committenza aveva programmato una realizzazione in tre fasi. La prima, limitata alla sostituzione del manto di copertura, è stata avviata ad opera del Comune ed è terminata nel 2013. La seconda, dedicata al restauro delle parti destinate al Centre, si sarebbe dovuto sviluppare sotto la committenza congiunta del Comune di Paray-le-Monial e del Pays Charolais-Brionnais. Infine, la terza, che avrebbe dovuto coincidere con la realizzazione del Centre e si sarebbe dovuta concretizzare per iniziativa del solo Pays Charolais-Brionnais.
Il progetto scientifico del CIAP è stato ugualmente elaborato a più riprese, appoggiandosi inizialmente su uno studio di fattibilità che ha fornito una base di conoscenza dell'edificio monastico e ha offerto una prima occasione di discussione.
La collaborazione tra i responsabili scientifici e l'équipe di progetto (in particolare lo scenografo e l'architetto) ha permesso di definire in modo condiviso i temi e gli obiettivi dell'intera iniziativa, anche apportando significative variazioni all'iniziale programma di utilizzo funzionale degli spazi e delle superfici disponibili.
L'Atelier Cairn si è aggiudicato l'appalto dell'elaborazione del progetto e l'incarico dell'individuazione e formazione de\\'équipe. Fin dalla redazione del progetto preliminare (avant-projet sommaire, APS) si è fatto ricorso alla collaborazione di altri specialisti per gli aspetti relativi all'allestimento museale, alla progettazione degli impianti, all'acustica e alla stima dei costi.
Alla consegna di una prima bozza del progetto ha fatto seguito la richiesta da parte della committenza di una seconda versione che prevedesse costi e investimenti meno ingenti. In realtà, anche quest'ultima è stata giudicata troppo onerosa. Le difficoltà nel reperire i fondi necessari, unite forse a un mutato scenario politico nei rapporti tra i comuni promotori, hanno indotto il Pays a rinunciare all'intera operazione.
La presente tesi costituisce un completamento della ricerca effettuata sul monastero e una proposta alternativa al progetto preliminare, per il quale ho collaborato nel corso del 2014, proposta che ho formulato nell'ipotesi di vincoli programmatici e finanziari meno limitanti rispetto al caso reale. Nell'impossibilità di allegare l'intero progetto preliminare, ho incluso nel lavoro una sua sintesi, integrata da stralci ed elaborazioni in scala ridotta che aiutano a chiarire l'impianto del progetto e forniscono le coordinate essenziali del materiale documentario di cui ho potuto disporre.
La tesi è strutturata in due parti. La prima è dedicata alla conoscenza dell'edificio dall'esame del contesto urbano sino alla verifica dello stato conservativo fino alla ricognizione e alla lettura dei principali degradi.
La seconda, prendendo le mosse da una disamina del contesto e del complesso architettonico, di cui sono individuati potenzialità e criticità, offre una ricostruzione critica del progetto preliminare e sviluppa una proposta alternativa, illustrandone le motivazioni e definendo le principali linee di realizzazione del CIAP.
Una parte significativa del lavoro svolto va a completamento della fase di conoscenza del manufatto architettonico già affrontata per il progetto preliminare.
Ho effettuato in primo luogo una ricerca negli archivi della Direzione Generale del Patrimonio a Parigi per dipanare il quadro dei vari interventi posteriori al 1959, anno del vincolo.
Ho quindi svolto la vettorializzazione tramite software cad dei rilievi esistenti in formato cartaceo, dei quali erano state utilizzate semplici scansioni (in attesa dell'approvazione del progetto).
Tenuto conto delle peculiarità storico-culturali della realtà borgognona così relativamente diversa da quella correntemente affrontata nel corso dei miei studi, ho ritenuto necessario svolgere alcuni approfondimenti relativi agli elementi architettonici e alle tecniche costruttive.
Rispetto alla fase di conoscenza portata avanti con l'Atelier Cairn, ho infine allargato il campo di studio all'abbazia e alla sua storia, al contesto urbano e al ruolo del Pays Charolais-Brionnais, nella sua duplice veste di ente promotore e nucleo narrativo del Centre d'Interprétation de l'Architecture et du Patrimoine.
Relatori
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