L'area Mirafiori sud : dalle scelte urbanistiche alla storia del borgo tra città metropolitana e organizzazione agricola
LUCA GIOVANNI ANDREETTO
L'area Mirafiori sud : dalle scelte urbanistiche alla storia del borgo tra città metropolitana e organizzazione agricola.
Rel. Chiara Devoti. Politecnico di Torino, Corso di laurea in Architettura, 2016
Abstract
INTRODUZIONE
La scelta di partire, nella mia analisi del territorio di Mirafiori Sud, dal Piano Unico Regolatore e di Ampliamento del 1906-08 è dettata dalle diverse dinamiche che interessano la zona in quegli anni.
Il quartiere a sud di Torino non è mai stato in equilibrio. Il sistema di cascine che organizzavano e strutturavano in modo capillare il territorio è sempre stato soggetto a poteri che ne hanno condizionato tanto l'esistenza quanto l'assetto. Mi riferisco allo scontro continuo derivante dalla realtà feudale e al contrasto tra quello commerciale, sempre in lotta con quello comunale prima, e con quello ducale e reale, rappresentato dai Savoia, poi. A partire dal trattato di Cateau-Cambrésis, l'intera area è sempre stata sottoposta al dictat regio. I terreni furono acquistati, tramite "prestanome" temporanei dal duca Emanuele Filiberto I di Savoia, esautorando in questo modo la nobiltà feudale dei diritti su tali terreni e trasformandoli in semplici aristocratici di corte.
Mirafiori Sud è stata modificata quindi per garantire controllo e protezione alla Torino capitale, e sottoposta per questo a decreti proibitivi e vincolanti al suo uso e alla sua destinazione. È però sempre stata in grado di autogestire se stessa, trovando, se non un equilibrio, un modo di sopravvivere e coesistere in maniera armoniosa e duratura nel tempo. L'unica via per esistere è stata dunque trovata secondo un processo lineare, evitando di recidere seccamente il legame con il passato. Quella che potremmo definire come una consapevolezza del suo passato permise al borgo di mutare destinazione e vocazione d'uso in modo graduale e con continuità durante il trascorrere dei secoli, consentendo in termini quantitativi e qualitativi uno sviluppo efficiente e vantaggioso.
Il cambiamento radicale di questo sistema avviene agli inizi del xx secolo ed entra in crisi nel momento in cui uno strumento esterno, il Piano Unico Regolatore e di Ampliamento, "precipita" su questa area. Se sul resto di Torino esso nonna dei procedimenti già in corso, qui ha un impatto differente, quantitativo e dimensionale.
Per far fronte alle nuove esigenze dettate dai moderni processi industriali, esso si pone come intento quello di destinare uno spazio da edificare in modo residenziale senza padroneggiare il territorio, limitandosi a far "calare dall'alto" una maglia che non considera le preesistenze del passato, le caratteristiche del territorio, né le possibili negative conseguenze di tali approssimate e frettolose scelte.
La mia ricerca è proseguita analizzando il Piano Regolatore Generale del 1959 che, negli anni dello sviluppo economico legato alla "seconda" rivoluzione industriale, ha profondamente interessato il territorio della periferia torinese. Ho quindi cercato di comprendere le ricadute sul territorio di tali scelte ed esaminare il profondo cambiamento al quale Mirafiori Sud è stata sottoposta, in un rapido, difficile e problematico processo per questo quartiere. Credo che i decenni trascorsi, permettano un'obiettiva analisi di tali fatti, consentendo inoltre un esame oggettivo delle dinamiche che hanno indotto questo quartiere dalla storia centenaria a cambiare completamente fisionomia e vocazione nel corso di pochi anni.
Grande attenzione è stata data alle cause che hanno consentito una speculazione edilizia di enorme portata, tale da ripercuotersi in modo negativo sulla vita degli abitanti del quartiere ed in grado di negare una strutturazione necessaria a qualsiasi città e, a scala ridotta, a qualsiasi sua più piccola parte. Mirafiori Sud è stata per anni, infatti, connotata da un'immagine negativa e da problemi sociali derivati anche dal suo distacco rispetto alla città di Torino. La mancanza di scelte congrue da parte dell'amministrazione comunale e l'impossibilità di realizzare le scelte progettuali da parte degli urbanisti interessati in questo processo hanno relegato Mirafiori a un quartiere "dormitorio" privo dei necessari servizi e collegamenti (intesi non solo in senso stradale) esterni.
Il mio punto di vista è quello di uno studente di architettura che ha vissuto da sempre in questo quartiere, ma che ha cercato di analizzare oltre agli aspetti positivi e innovatori anche alcuni aspetti che, in seguito alla mancanza di una ferma e concreta opposizione da parte dei professionisti impegnati nel processo di pianificazione, hanno condotto ad uno sviluppo inevitabilmente destinato a conseguenze deleterie per il quartiere e i suoi abitanti.
Brevi riflessioni sul ruolo dell'architetto e sulla funzione dell'Architettura mi sono sembrate allora opportune, essendo per me entrambe fondamentali per lo svolgersi della vita moderna. Ho, infatti, cercato brevemente di dimostrare come l'aspetto storico, urbanistico e sociale siano strettamente connessi tra di loro e come la qualità della vita dipenda anche dall'ambiente in cui una persona vive.
Un ulteriore accenno è stato fatto infatti, nelle schede, all'attuale piano regolatore generale e agli interventi effettuati in anni recenti in questo quartiere. Appare chiara la volontà di restituire una struttura moderna alla periferia sud che rivalorizzi le preesistenze di chiaro valore storico e le realizzazioni del periodo dell'industrializzazione di massa. Anche queste ultime, infatti, fanno oggi parte della memoria storica del quartiere e in grado quindi di sviluppare un senso di appartenenza civico al territorio. Ritengo che questo sia un elemento, unitamente all'immagine positiva ritrovata, indispensabile alla nuova condizione di Città Metropolitana per la creazione di servizi e attività (anche nelle parti dismesse) gravitanti intorno a nuovi sub-centri in grado di consentire una varietà sociale fondamentale per la vita odierna.
La mia tesi si pone allora come obiettivo quello di ripercorrere storicamente e urbanisticamente tali scelte in modo da poter, in futuro, governare queste trasformazioni nel modo più completo e organico possibile rispetto a quanto è avvenuto in questo quartiere. Senza avere la pretesa di trattare tutti gli aspetti riguardanti la storia millenaria di Mirafiori Sud, ritengo che questa analisi ripercorra fatti che innegabilmente hanno portato a subire le trasformazioni verificatesi nella società invece di tradurre adeguatamente queste ultime in scelte efficaci per il territorio, e quindi per i suoi abitanti.
Essendo la conoscenza storica fondamentale per preparare il futuro, i nuovi inevitabili cambiamenti che in una società in continua evoluzione si ripresenteranno nel tempo, e magari in città diverse, potranno allora essere affrontati in maniera appropriata.
Relatori
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