Masseria "Caprara" in terra d’Otranto : proposta di progetto per la conservazione e la valorizzazione del bene culturale e del contesto paesaggistico
Davide Arcadi
Masseria "Caprara" in terra d’Otranto : proposta di progetto per la conservazione e la valorizzazione del bene culturale e del contesto paesaggistico.
Rel. Carlo Mario Tosco, Mauro Berta. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Costruzione Città, 2016
Abstract
Introduzione
La masseria “Caprara” è un sistema edilizio complesso del tipo a corte o a recinto, caratteristico dell'architettura tradizionale rurale della Terra d’Otranto. Il manufatto, risalente alla seconda metà dell'Ottocento, è stato acquistato in tempi recenti da un’azienda agricola privata intenzionata al ripristino della completa funzionalità e produttività dell’insediamento, la quale al momento in cui si scrive è alla ricerca dei finanziamenti per un eventuale intervento di recupero. Il caso studio in esame verte infatti in uno stato di degrado avanzato a seguito dell’abbandono avvenuto ormai da diversi anni.
A costituire un bene meritevole di essere conservato e valorizzato non è tuttavia la struttura in se, ma l'intero ambito paesaggistico all’interno del quale questa si trova inserita. Di fatti l’edificio seppur rientrante tra le segnalazioni architettoniche di particolare rilievo, non è soggetto a vincolo diretto, al contrario del particolare contesto agro-silvo-pastorale che si estende ben oltre i confini della proprietà. Quest’ultima si trova infatti localizzata all'interno del Parco Naturale Regionale Costa d’Otranto - Santa Maria di Leuca e Bosco di Tricase in prossimità del Capo d’Otranto, anche noto come Punta Palascia, ovvero la località più orientale della penisola italiana.
La proposta di progetto presentata in questa sede si inserisce quindi all’interno di una ricerca più ampia mirata alla conoscenza di un determinato territorio, attraverso un analisi che dal singolo elemento puntuale si estende ad un più ampio bacino di influenza, passando più volte dal generale al particolare e viceversa, per poi soffermarsi su quella che al momento in cui si scrive si ritiene essere la soluzione più idonea in virtù delle singolari condizioni al contorno e delle limitate concessioni offerte dalla normativa vigente. In sostanza si ipotizza un intervento mirato a conservare lo stato di fatto dei luoghi operando il consolidamento delle strutture esistenti e la ricostruzione di alcuni volumi nei casi più gravi. Si rende poi necessario un adeguamento agli standard previsti per la nuova destinazione d’uso, con particolare attenzione alla razionalizzazione delle risorse energetiche e nel rispetto dei materiali e delle tecniche costruttive locali. L’idea infatti è quella di affiancare ad un'impresa agricola specializzata nella coltivazione del fico comune e del fico d’india, considerati frutti “minori”, in quanto costituiscono una ristretta nicchia di mercato legata alla gastronomia locale, un'attività agrituristica che si costituisca come un punto di riferimento all’interno e al di fuori dei confini dell’area protetta.
Fatta questa premessa l’elaborato è stato diviso in quattro capitoli raggruppati poi in due parti fondamentali. Nella prima si proferisce una panoramica della situazione ambientale, culturale, storica ed economica della Terra d’Otranto ieri e del Salento oggi. Con il capitolo 1 si cerca infatti di contestualizzare al meglio l’opera, mentre nel capitolo 2 si entra nel dettaglio dell’evoluzione storica e architettonica delle dimore rurali della penisola salentina. La seconda metà di questa trattazione è invece interamente dedicata al caso studio. Al capitolo 3 si ricostruiscono le diverse fasi costruttive dell’'organismo edilizio e si restituisce l’attuale configurazione e stato di conservazione del bene. Il capitolo 4 contiene Infine un approfondimento di alcuni aspetti normativi seguito dalla descrizione del progetto.
Al fondo come è consuetudine si traggono le dovute conclusioni rispetto al lavoro svolto e si riportano alcune riflessioni in merito a possibili sviluppi futuri di questa ricerca.
Relatori
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