Progetto di recupero sostenibile di un edificio industriale dismesso : la segheria "Adolfo Corsi" a Carrara
Giacomo Del Bergiolo
Progetto di recupero sostenibile di un edificio industriale dismesso : la segheria "Adolfo Corsi" a Carrara.
Rel. Mario Grosso, Marianna Nigra. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Per Il Progetto Sostenibile, 2016
Abstract
INTRODUZIONE
Il tempo è una grandezza non trascurabile quando si affrontano interventi progettuali che andranno ad inserirsi all’interno di un tessuto territoriale già dominato da dinamiche economiche, fisiche e sociali ben definite. In questo esercizio di architettura, il tempo vuole assumere importanza fondamentale, sia per quanto riguarda il tipo di luogo ed il tipo di edificio presi in esame, sia per quanto riguarda la tipologia d'intervento proposta. In relazione al luogo, il tempo viene inteso come l'immagine caratteristica che questo offre alla vista della comunità; in relazione all'edificio invece, si palesa attraverso le condizioni delle strutture e dei singoli elementi; infine, l'intervento basa la sua natura sulla sua durata, la quale propone una flessibilità in riferimento al tempo stesso. Questo studio prende spunto dall'abbandono non solo dei luoghi, ma anche delle zone attorno ad essi, per la maggior parte identificate in realtà di piccole e medie città, dove, soprattutto le generazioni più giovani, non riescono a trovare possibilità di espressione creativa e culturale. Altra ragione d'interesse dello studio sono le possibilità che questi luoghi possono creare attraverso il loro recupero, non solo spaziale e funzionale, ma anche un recupero interpretativo, che vada ad appianare le divergenze tra le esigenze della contemporaneità e le singole strutture dimenticate. Questi luoghi possono diventare nuovi centri di creatività aiutando le piccole e medie realtà a raggiungere un nuovo rilancio sia economico che di identità, ponendosi anche in una versione rinnovata ma sempre legata alle tematiche specifiche presenti sul territorio. Nel caso in questione l'intervento mira alla creazione di un nuovo centro per attività artigianali, attività di nuova imprenditoria (start-up), attività culturali / espositive e di un luogo di incontro, un giardino comune per eventi ed un ristorante.
Per ottenere un risultato soddisfacente è dunque giusto determinare preventivamente le metodologie ed i metodi d'intervento. Il punto di partenza di queste metodologie si rivolge soprattutto alla sostenibilità dei metodi e delle scelte progettuali che si vanno delineando. In questa tesi, le metodologie della sostenibilità e la temporaneità si uniscono, andando così a delineare delle fasi di intervento.
La prima fase, o meglio la fase 0, è quella preliminare, comprendente le varie analisi territoriali, ambientali e sociali quali siti dismessi presenti sul territorio, orientamento solare, piovosità, ventilazione e luoghi della cultura giovanile.
La fase 1 vera e propria, prevede i primi interventi di adeguamento tecnologico, di messa in sicurezza delle strutture e di risanamento generale.
La fase 2 comprende i primi inserimenti delle nuove strutture; dapprima le parti fisse ed in seguito le parti mobili
La fase 3 determina una vera regolazione dello spazio interno;
La fase 4 è forse la più importante dell'intervento, infatti comprende l'utilizzo e sviluppo dello spazio; questa è la fase che regola la temporaneità del progetto stesso ed in più ne determina la flessibilità, in quanto i vari spazi dedicati possono esistere in momenti diversi.
La fase 5 delinea il fine vita dell'intervento, in quanto comprende lo smantellamento di ogni singolo elemento.
progetto prova ad evidenziare i nuovi temi del dibattito architettonico contemporaneo; una sostenibilità costruttiva e funzionale volta ad un consumo sempre minore di suolo, ad un risanamento di aree spesso sottovalutate, ad una pianificazione puntuale, definendo fasi diverse che vanno a creare delle "mini-architetture" temporali, adeguate alle vere necessità della collettività, senza tralasciare lo studio della forma e rispettando i valori della qualità spaziale; per poi a fine utilizzo potersi ricollocare in altre aree con simili problematiche. Inoltre si propone come un'ipotesi in controtendenza ai piani di intervento territoriale, contrapponendo a piani di area vasta che definiscono interventi di varia natura e dimensione, interventi puntuali di varia natura e dimensione che vadano a comporre un tessuto territoriale progettato in relazione alle singole esigenze, alle singole diversità e che si sviluppi nel tempo, senza cercare di prevederlo.
Relatori
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