Il motovelodromo Fausto Coppi : occasione di rinascita dello sport e del benessere nel quartiere di Madonna del Pilone
Elena Calderaro
Il motovelodromo Fausto Coppi : occasione di rinascita dello sport e del benessere nel quartiere di Madonna del Pilone.
Rel. Cristina Coscia, Annalisa Dameri, Jean Marc Christian Tulliani. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Per Il Restauro E Valorizzazione Del Patrimonio, 2016
Abstract
PREMESSA
L'oggetto di tesi verte sulla proposta di conservazione, valorizzazione e rifunzionalizzazione del Motovelodromo sito a Torino in Corso Casale 144, denominato a partire dal 1990 "Fausto Coppi". L'impianto, costruito nel 1920, visse l'epoca d'oro del ciclismo su pista, ma presto, dato il progressivo abbandono a sé stesso causato dallo scarso utilizzo per lo svolgimento di attività sportive, divenne argomento di lunghe discussioni e dibattiti. In questi ultimi due anni, in particolare da quando è stata avanzata una proposta per erigere un supermercato in sostituzione dell'attuale struttura l'utilizzo dell'area in cui sorge il Motovelodromo è stato nuovamente fonte di diatribe. La maggior parte dell'opinione pubblica è recentemente passata da una visione negativa, che riteneva la struttura solo un problema, ad una visione più positiva, che reputa il Motovelodromo una grande opportunità per la città e i suoi abitanti.
Il concept della tesi ha origine dalla considerazione del ruolo ricoperto dalla città di Torino come Capitale Europea dello Sport 2015 e risulta ulteriormente incentivato dalla recente realizzazione di un geo-database sul sistema degli impianti sportivi italiani nati nella prima metà del '900 sviluppatosi durante il corso di "Gis e modellazione 3D" e dall'attuale riscoperta di questo bene tra quei tasselli di beni comuni da valutare e su cui avviare percorsi di condivisione.
Inoltre, l'interesse personale per il tema dell'impianto sportivo è dato dalla mia vicinanza con il mondo dello sport sin dall'infanzia grazie a mio padre, che da sempre ha come grande passione il ciclismo su strada. La tesi affronta quindi anche l'aspetto della disciplina sportiva: come è cambiato il modo di intendere e vedere lo sport dall'età classica ad oggi, con particolare attenzione al rapporto tra la città di Torino e lo sport che viene praticato nel suo territorio e nelle zone limitrofe.
L'impianto fu chiuso nel 2014 a causa della mancanza dei necessari adeguamenti alle attuali normative sulla sicurezza dovuto anche all'elevato onere occorrente per le operazioni di ristrutturazione.
L'obiettivo dello studio effettuato è quello di prefigurare degli scenari di sviluppo, destinazione e utilizzo stimato il più possibile realistici e realizzabili, tenendo conto dei molteplici ostacoli che in questi anni hanno incontrato coloro che con forza continuano con passione, a spingere verso una rinascita di quello che, a detta di molti, è un simbolo sportivo torinese troppo importante per essere dimenticato.
Lo studio verterà non tanto su un progetto sviluppato ad una scala di dettaglio, ma a livello meta-progettuale, accompagnato da scenari di gestione e fattibilità, su un'elaborazione ipotetica di ristrutturazione. Lo scopo è quello di esaudire il desiderio collettivo di vedere rinascere il Motovelodromo, ancora oggi così forte da smuovere intere associazioni locali, come dimostrato anche dal bando emanato durante la stesura della tesi riguardante la gestione temporanea dell'impianto sportivo.
Per analizzare tutte le attuali condizioni del bene è stato necessario raccogliere una robusta documentazione relativa non solo alla struttura stessa, ma anche al contesto in cui essa si trova; questo è stato possibile grazie alla collaborazione con l'archivio storico, gli uffici tecnici del comune e vari enti coinvolti con la questione del Motovelodromo oggi. La documentazione storica ha permesso di comprendere l'evoluzione del territorio e il passato del Motovelodromo di cui sono stati analizzati nel dettaglio i vari passaggi di proprietà e di gestione, oltre agli interventi che sono stati effettuati. Un'indagine relativa allo stato di fatto ha permesso di comprendere in quali condizioni attuali vertono la struttura e il territorio limitrofo integrata anche da un continuo aggiornamento sui processi in corso riguardanti soprattutto la gestione e l'utilizzo dell'impianto.
Molte persone appartenenti agli enti coinvolti si sono rese disponibili ad aiutarmi in questa ricerca di documentazione in special modo la responsabile del procedimento del bando prima citato, l'Arch. Maria Grazia Pedrotti.
La localizzazione del luogo d'interesse è rappresentata da un punto focale particolarmente caldo per la città di Torino: essa unisce infatti le Circoscrizioni 7, 8 e il centro città in un unico sistema viario, di vitale importanza per lo sviluppo dell'impianto sportivo. Per tale ragione le analisi che contraddistinguono l'intero percorso, sia conoscitivo sia progettuale, sono state svolte su tre scale differenti: la circoscrizione 7 e le aree ad essa adiacenti (circoscrizione 8 e i comuni di San Mauro torinese, Baldissero Torinese, Pino torinese, Pecetto Torinese, Moncalieri), il quartiere di Madonna del Pilone e i quartieri confinanti con il medesimo (Vanchiglia e Borgo Po) e l'area limitrofa al bene. Le suddette analisi che hanno fornito gli strumenti di valutazione a supporto del decision making sono state infine sistematizzate in tre sezioni: accessibilità, processualità e quadro competitivo.
Il passo successivo è stata la redazione del rilievo del bene oggetto di studio: sono stati effettuati inizialmente diversi sopralluoghi in loco, che hanno permesso di realizzare il rilievo diretto e una campagna fotografica che, attraverso l'utilizzo di un programma per il raddrizzamento geometrico e insieme al rilievo desunto dalle fonti d'archivio, hanno permesso di restituire il rilievo sotto forma di elaborati grafici. Tale rilievo è stato infine importante per un approfondimento della conoscenza dell'impianto, attraverso un'analisi dei materiali e dei degradi, donando così una migliore visione d'insieme delle condizioni in cui esso verte. Considerate le premesse, i dati raccolti e analizzate carenze, problematiche e opportunità, concluderò con l'intento di prefigurare uno scenario meta-progettuale sostenibile, che mantiene il concetto originario del motovelodromo, restituendo alla città un impianto sportivo valorizzato con destinazioni d'uso connesse alla sua funzione originaria, dotato di negozio di articoli sportivi, palestra, centro benessere, spogliatoi, ciclofficina, area ristoro e destinando l'area verde centrale a spazio polifunzionale per attività sportive e manifestazioni di vario genere.
Il mio studio tiene altresì conto delle attività condotte nell'ambito di Labsus per un'amministrazione condivisa in coerenza con il Regolamento per la gestione dei Beni Comuni affinché il Motovelodromo possa essere un laboratorio per un patto di collaborazione fra i cittadini e amministrazione.
- Abstract in italiano (PDF, 564kB - Creative Commons Attribution)
- Abstract in inglese (PDF, 547kB - Creative Commons Attribution)
Relatori
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