Otre la smart city: atlante dei comuni italiani sostenibili : analisi comparativa su 16 comuni italiani tra i 10.000 e i 30.000 abitanti e applicazione delle best practices della sostenibilità
Michela Estrafallaces
Otre la smart city: atlante dei comuni italiani sostenibili : analisi comparativa su 16 comuni italiani tra i 10.000 e i 30.000 abitanti e applicazione delle best practices della sostenibilità.
Rel. Roberto Pagani. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Per Il Progetto Sostenibile, 2016
Abstract
INTRODUZIONE
Il modello sostenibile per la pianificazione e lo sviluppo urbano sembra essere la Smart City, essenza della città di domani, che prevede lo sviluppo di sei ambiti consolidati nella letteratura internazionale, ovvero Smart Economy, Smart Mobility, Smart Governance, Smart Living, Smart People e Smart Environment. Queste sei aree di azione presentano le caratteristiche essenziali che una città "intelligente" deve avere. Lo sviluppo sincronico delle stesse consente in una evoluzione bilanciata e coerente, gli ambiti sono elastici e interlacciati, le loro relazioni creano una rete i cui nodi sono i progetti di innovazione che la città adotta. Dunque la ricchezza -e la grande difficoltà- della Smart City è la gestione e la valorizzazione sinergica della complessità che la compone.
Fino ad ora, però, le ricerche si focalizzano sulla descrizione, classificazione ed analisi delle best practices per le città sopra i 50 000 abitanti. Sui diversi portali di osservazione del fenomeno della Smart City viene dato poco spazio alle realtà minori: tutti gli occhi guardano con attenzione le strategie dei grandi centri urbani, senza domandarsi come innestare una rivoluzione culturale nei piccoli centri e nell'insediamento diffuso, più ostico nell'organizzazione e gestione del territorio, dove la città nega se stessa nel senso classico del termine, con la frammentazione e la bassa densità.
Inoltre, osservando la composizione e la struttura territoriale, rileggendo la storia nazionale tramite la morfologia dell'insediamento urbano in Italia, sorge spontaneo chiedersi come il modello della Smart city possa effettivamente diventare determinante per una rivoluzione culturale in Italia se non partendo dalla cellula urbana dell'organismo Italia, ovvero il Comune. Diventa urgente quindi aprire un dibattito e una riflessione su come agire sulle realtà territoriali medio-piccole.
La volontà della ricerca qui presentata è quella di studiare i casi reali di applicazione di sperimentazioni sostenibili e di creare un sistema comparativo in grado di quantificare i risultati delle iniziative avviate nei Comuni italiani di medio-piccola dimensione. L'analisi punta ad individuare strategie più o meno efficaci e di renderle divulgabili e il più possibile standardizzate, nella speranza di fornire uno strumento operativo per quelle piccole comunità che volessero basare il proprio sviluppo sulla sostenibilità.
Sulla piattaforma digitale Italian Smart Cities, promossa da ANCI sulla base del lavoro di analisi svolto dall'Osservatorio Smart City, troviamo una mappatura e una catalogazione degli interventi innovativi delle città italiane: tra i Comuni presentati 16 sono tra i 10 000 e i 30 000 abitanti.
Questi Comuni vengono presi come campione dell'indagine comparativa, il confronto però non è in alcun modo competitivo: non verrà stilata una classifica generale come nei ranking classici, ma per ciascun indicatore di confronto i Comuni verranno disposti su un grafico che ne rappresenta il rapporto tra vantaggio collettivo e individuale. L'intenzione è di fornire alle medio-piccole Amministrazioni uno strumento operativo per poter individuare, nel confronto con gli altri, gli spazi di miglioramento per le singole azioni tramite nuovi stimoli di riflessione sulla gestione del territorio.
Ciascun Comune, inoltre, avrà la possibilità di avere una fotografia specifica delle proprie performance sugli ambiti analizzati: sarà utile capire quali progetti intrapresi siano effettivamente utili per un vantaggio sia collettivo sia individuale, quali altri invece sono sbilanciati in una direzione se non addirittura dannosi.
La ricerca è strutturata su due libri, di cui uno teorico e uno di strumenti operativi.
Il Libro 1 è il manuale di istruzioni dove viene riportato il contesto teorico della Smart City (Capitolo 1), la presentazione e l'approfondimento per i vari ambiti tematici (all'interno dei quali è possibile trovare la descrizione dei progetti più significativi dei 16 Comuni pilota, dal Capitolo 2 al Capitolo 7) e la guida allo strumento operativo (Capitolo 8).
Nel Libro 2, tramite degli Allegati, è possibile trovare la presentazione di ciascun Comune con la segnalazione dei progetti descritti nel Libro 1, identificati con dei codici tematici. Tra gli ambiti di Governance, Economy, Environment, Energy, Mobility e Living, si è scelto di iniziare la sperimentazione su sei indicatori distribuiti su tre categorie.
Per la Governance si approfondisce l'impegno nella riduzione delle emissioni tramite l'adesione al Patto dei Sindaci e la stesura del Piano di Azione per I' Energia Sostenibile. Il secondo elemento di intelligenza della Governance è l'adesione ad Unioni dei Comuni, elemento che sottolinea la visione lungimirante e sistemica del territorio e dell'economia locale.
Per Energy i Comuni si confrontano sulla produzione pro capite di fotovoltaico, come impegno verso una efficienza energetica.
Per la panoramica su Environment, infine, si mantiene la triade verde-rifiuti- inquinamento: da una parte si confronta il servizio di accessibilità pubblica che il Comune mette a disposizione dei propri cittadini per raggiungere i parchi, dall'altra si valuta quale servizio di raccolta differenziata risulta più efficiente e ancora si confrontano le emissioni annue di PMi0.
Nella terza parte viene fornito a ciascun Comune la propria bussola con la guida alla lettura dei risultati e i consigli.
La sfida è quella di poter orientare i Comuni verso delle soluzioni adatte alla loro dimensione urbana tramite il confronto produttivo con altre realtà simili, creando una comunità di pratiche condivise per queste realtà territoriali.
Relatori
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