La casa di domani : soluzioni abitative flessibili
Tommaso Vacchi
La casa di domani : soluzioni abitative flessibili.
Rel. Marco Vaudetti. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Costruzione Città, 2016
Abstract
INTRODUZIONE
In una realtà caratterizzata da profondi rinnovamenti sociali, culturali ed economici, quali sono i ruoli e i compiti che l'architettura domestica ha nei confronti delle persone? "La casa di domani" nasce con l'obiettivo di fornire una risposta adeguata a tale interrogativo e ripercorre la storia recente del rapporto uomo-abitazione per riscoprire un orientamento progettuale adatto alla società contemporanea. È proprio quest'ultima, analizzata attraverso la strutturazione dei modelli familiari, che evidenzia profonde trasformazioni sociali e culturali. Gli ultimi decenni sono stati teatro di una vera e propria "crisi" della famiglia, dovuta all'indebolimento del modello nucleare tradizionale e alla nascita di nuove forme aggregative. L'affermazione di queste strutture, tuttavia non ha promosso un parallelo rinnovo della produzione edilizia residenziale, ferma ad un abitare standardizzato e adatto alla famiglia classica. In aggiunta, la crisi finanziaria ed economica mondiale, che non ha risparmiato l'area europea e in particolare i paesi dell'Europa meridionale, ha favorito la diffusione di una nuova emergenza abitativa, soprattutto tra la cosiddetta "fascia grigia" della popolazione. L'anomalia del mercato immobiliare nostrano e la fiducia degli italiani verso il mattone hanno minimizzato le problematicità relative al disagio, ma è un errore considerare risolta tale questione. Gli alloggi si vendono e si affittano per necessità, ma spesso sono gli abitanti a doversi adattare alla casa e non viceversa. È chiaro allora come l'abitare, in quanto pratica propria dell'uomo, non sia rimasto escluso dalle dilaganti criticità in campo sociale, economico e culturale ed è necessario percorrere nuove strade per ricostruire una domesticità
autentica, espressione dell'abitante contemporaneo. Il mio lavoro muove dall'incompatibilità tra il nuovo quadro esigenziale e una produzione edilizia ancorata ai concetti di standard e minimalismo funzionale, propri di un'epoca storica ormai superata. L'argomento, tuttavia, non è di poco conto ed è di natura strettamente metodologica. Nelle pagine seguenti ho cercato di presentare i vantaggi di un orientamento progettuale alternativo, che esula dal campo di azione della sola disciplina architettonica e accoglie i contributi di quelle scienze che hanno fatto dell'uomo la propria materia di studio. Non si è trattato di sviluppare un approccio al progetto domestico ex novo, bensì di ripartire dalle buone pratiche dell'abitare avanzate nella storia dell'architettura e abbandonate in favore di una metodologia semplice, ma troppo spesso riduttiva e approssimativa. A questo scopo, ho attinto dalle esperienze di quegli architetti, designer e studiosi che sono entrati a pieno titolo nel dibattitto della progettualità dell'abitare e dalle cui "lezioni" si può ripartire per costruire l'abitare contemporaneo. Ogni periodo storico, del resto, legittima la forma familiare, le convenzioni sociali e le tipologie abitative più adatte in quel momento. Oggi la flessibilità può rappresentare una valida risposta ad una realtà mobile, multiforme e in cui ogni cosa è in rapida trasformazione. La ricostruzione dell'orientamento progettuale è affidata alle due sezioni centrali della tesi, che costituiscono parte integrante di un pensiero unitario riguardo la necessità di un'architettura domestica vicina ai bisogni personali e ambientali. La descrizione del metodo è fondamentale per il blocco conclusivo della mia ricerca, che esplora le problematicità dell'abitare anziano e indaga le aspettative e i bisogni di questo gruppo sociale. La centralità del fenomeno dell'invecchiamento, comune alla maggior parte dei paesi industrializzati, è un avvenimento su cui l'architettura sarà sicuramente chiamata a riflettere e ad intervenire nei prossimi decenni. Il calo delle nascite, l'aumento dell'aspettativa di vita, i nuovi traguardi raggiunti in campo medico e scientifico e un diffuso miglioramento delle condizioni di vita sono solo alcuni dei fattori responsabili della nuova questione anziana. La popolazione è sempre più vecchia, sicuramente più in salute rispetto alle generazioni anziane precedenti ma non per questo priva di fragilità. E l'abitare in tutto questo? Il ruolo della casa si esprime attraverso una profonda alchimia tra spazio abitato e abitante, che mai vorrebbe rinunciare al proprio alloggio. Questo legame è ancora più forte durante la terza e quarta età, quando la casa si trasforma da rifugio e spazio protetto in luogo di piacevoli ricordi di una vita passata. L'obiettivo, allora, è definire quelle linee guida necessarie alla creazione di un habitat di supporto al processo di invecchiamento, che sostenga l'individuo e lo aiuti a conservare quella domesticità costruita nel tempo. L'esito di questa ricerca sull'abitare contemporaneo e anziano si esplicita in una personale proposta progettuale, che riassume i vantaggi dell'architettura flessibile congiuntamente alle esigenze dei diversi gruppi sociali. La casa di domani diventa quel luogo intergenerazionale, che, ponendosi a servizio degli individui, ammette la disabilità, è a misura di anziano, risulta fin da subito piacevole ai giovani e adatto alle esigenze abitative della popolazione attiva.
Relatori
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