Progetto di recupero prudente del Palazzo a vela di Torino : dal Palazzo delle mostre al nuovo Museo aerospaziale di Torino
Diego Cunsolo
Progetto di recupero prudente del Palazzo a vela di Torino : dal Palazzo delle mostre al nuovo Museo aerospaziale di Torino.
Rel. Daniela Bosia, Antonio Besso Marcheis. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Per Il Progetto Sostenibile, 2016
Abstract
Introduzione
Lo studio nasce dal desiderio di conoscenza di una grande opera architettonica torinese e dal desiderio di comprendere in esso le ragioni che portano al suo compimento. Il lavoro è volto a valorizzare e a restituire l'immagine originale del Palazzo a Vela di Torino, concepito come Palazzo delle mostre in occasione del centenario dell'Unità d'Italia e, successivamente modificato e convertito in palazzetto sportivo polivalente in occasione delle Olimpiadi Invernali disputatesi a Torino nel 2006.
Il Palazzo delle mostre nasce durante un periodo molto fiorente per l'industria torinese; sono gli anni '50 "Torino è moda, è automobili, è buon gusto". Grazie all'appoggio del mondo industriale torinese, a Torino Esposizioni si susseguono grandi manifestazioni a livello internazionale, come il Salone dell'Automobile, della Tecnica, dell'Aereonautica e dal 1955 apparve in scena il Salone Mercato Internazionale dell'Abbigliamento; proprio per conferire maggiori spazi a quest'ultimo si pensa alla realizzazione di un nuovo "Palazzo" delle mostre. Il progetto nasce in stretto accordo con la città di Torino che appoggia e promuove l'opportunità di assicurare al Salone Mercato Internazionale dell'Abbigliamento, una sede propria in cui possa essere allestita la duplice manifestazione annuale.
Le peculiarità di questo edificio sono moltissime, non soltanto da un punto di vista puramente estetico, ma principalmente per le sue caratteristiche costruttive e compositive. Il Palazzo a Vela è un'opera nella quale è difficile cogliere i limiti tra ingegneria e architettura, e ciò che colpisce è l'enorme spazio interno. Non tutti conoscono le reali qualità di quest'opera, infatti è rimasta celata al pubblico internazionale, non riuscendo ad affermarsi come il C.N.I.T. di Parigi, progettato dallo stesso ingegnere che ha collaborato alla realizzazione del progetto esecutivo del Palazzo delle Mostre, o l'auditorium del Massachusetts Istitute of Tecnology di Eero Saarinen che tutt'oggi sono tutelati e svolgono un ruolo da protagonisti.
La sua superficie a pianta libera, priva da ogni intralcio e da installazioni fisse, determina uno spazio che può essere usato nella sua vastità, oppure modellato e plasmato ogni volta in maniera diversa. Le sue dimensioni fuori dal comune, ben 13.300 mq di superficie libera con una distanza da ogni appoggio di ben 130 m e una volta in cemento armato autoportante a guscio a base triangolare, donano all'edificio tutti gli attributi per essere considerato pioniere delle tecniche costruttive autoportanti in cemento armato. La geometria pura e unica nel suo genere, usata per disegnare gli archi della volta dona al "palazzo" quel dinamismo e leggerezza che rende unica questa architettura.
Iniziando il percorso di studio proprio da questi aspetti, il progetto di recupero del Palazzo a Vela propone una rilettura dei canoni originali reinserendo al suo interno una funzione espositiva, quale museo Aerospaziale, affine all'idea del suo concepimento.
Relatori
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