Analisi, studio e catalogazione dei beni culturali nel territorio di Cumiana
Manuela Roberta Ellena
Analisi, studio e catalogazione dei beni culturali nel territorio di Cumiana.
Rel. Carlo Mario Tosco, Chiara Lucia Maria Occelli. Politecnico di Torino, Corso di laurea in Architettura, 2005
Abstract
La tesi ha come oggetto un comune nella provincia di Torino, situato al ventiduesimo chilometro della statale n. 589 dei Laghi di Avigliana che congiunge Torino a Pinerolo: Cumiana.
Di questo comune sono stati studiati i principali luoghi di culto ed i principali oggetti architettonici di importanza rilevante.
Tale lavoro è volto a favorire la conoscenza, la salvaguardia e la valorizzazione del patrimonio storico-culturale, architettonico e paesaggistico presente su tutto il territorio comunale. Il punto di partenza del lavoro svolto sono state pertanto le ricerche, fatte già in precedenza, commissionate direttamente dall'Amministrazione comunale di Cumiana e appoggiate dalla Soprintendenza ai Beni Artistici e Storici del Piemonte. In particolare mi riferisco ad un primo inventario dei beni del comune, prodotto nel 2000, fatto attraverso uno screening delle fonti bibliografiche e documentali presenti nel Comune, e di un secondo inventario prodotto nel 2003. Questi sono conosciuti come inventari della legge regionale n. 35 del 1995 , poi denominata Guarini.
Si è voluto quindi individuare, schedare, fotografare e cartografare gli oggetti ritenuti importanti basandosi sugli elementi precedentemente elencati. Nel fare ciò si sono potuti individuare più di 100 oggetti architettonici, per la precisione 135 che, a mio parere, dovrebbero essere sottoposti a "tutela attiva" e non a "congelamento" o "mummificazione", come invece molto spesso è accaduto e tutt'ora accade.
Ho potuto constatare che è presente una grave lacuna di conoscenza sull'importanza storica, documentale ed artistica dei monumenti cumianesi, lacuna che I' Amministrazione inizialmente ha cercato di colmare stilando il censimento dei beni artistici ed architettonici del comune, proponendo momenti di divulgazione, di partecipazione e di azione nel completare la schedatura sintetica dei beni, integrandola con informazioni sul loro stato, sui progetti di restauro e di recupero effettuati. Questo iter, denominato "Progetto Beni Culturali", ha consentito I' avvio di importanti interventi di restauro e conservazione. Purtroppo però se ne possono contare ben pochi effettivamente realizzati e con successo, mentre per tutti gli altri casi, che sono stati documentati nel lavoro svolto, si può parlare solo di progetti futuri mai attuati.
I più significativi risultati realizzati dalla Comunità sul fronte del recupero sono stati finanziati dalla Regione Piemonte e dalle Soprintendenze ai Beni Architettonici ed Artistici e sono:
- il restauro della torre romanica di San Giacomo;
- la ristrutturazione della Villa Venchi come sede della Biblioteca e del Parco come Giardino Pubblico;
- il recupero e la ristrutturazione della Casermetta Forestale come casa del Parco Montano;
- la sistemazione della facciata della Chiesa della Costa e della casa della Confraternita ( salita alla Chiesa );
- la valorizzazione di tutte le chiese e dei monumenti attraverso una adeguata illuminazione;
- la messa in sicurezza ed il restauro di preziosi affreschi e dipinti ( San Gervasio )
- la prima fase del restauro della chiesa della Confraternita dei SS. Rocho e Sebastiano
Questa ricerca è stata condotta dapprima analizzando brevemente la storia di Cumiana intesa come evoluzione di fatti, come scorrere di avvenimenti politici e sociali, quella storia che è stata abbondantemente e minuziosamente scritta, raccontata ed approfondita da studiosi e scrittori famosi che si sono susseguiti nel tempo e successivamente e più approfonditamente, la ricerca si è occupata di quella faccia della storia intesa come evoluzione di paesaggi e come scorrere di vicende umane. Tutto questo è stato fatto attraverso ricerche archivistiche sui beni culturali del paese, attraverso inediti episodi costruttivi dei principali edifici civili e religiosi ed attraverso una attenta analisi ed un minuzioso confronto tra il catasto settecentesco (1742) quello del Rabbini (1859-60) ed il catastale odierno.
Questo lavoro vuole essere un quadro completo ed esaustivo dei beni culturali, religiosi, civili e rurali collocati nel territorio di Cumiana e delle reti, nel senso più ampio possibile, che possono venire a formarsi con il passare del tempo e quindi relazionare un oggetto ad un altro. L' obiettivo è quello della "tutela attiva" del nostro patrimonio culturale poiché sono convinta che la storia serva a conoscere, ma la consistenza attuale del bene, che ho voluto documentare, il suo valore e soprattutto la funzione che può e deve tornare a svolgere per la comunità, contano come aspetti fondamentali per estrarre una miriade di edifici, di beni storici, culturali ed ambientali che non possono essere dimenticati per poter donare loro nuovamente, oltre che una dignità della riqualificazione architettonica ed urbanistica ove possibile, una funzione, una destinazione ed un uso per la comunità. E' stata data particolare attenzione al paesaggio come sistema di relazioni storiche tra i componenti, superando la pratica del censimento dei soli manufatti storici, dai tipi più studiati, come ville, castelli, chiese, archeologia industriale, architettura rurale, ecc. (per altro già ampiamente analizzati in precedenza) a quelli giunti all'attenzione degli studiosi più di recente, come giardini, architetture vegetali, strade storiche, centuriazioni, ecc.
E' stato applicato questo metodo di studio e analisi per poter comprendere il paesaggio nel suo complesso, per poterlo leggere oltre che per sommatoria di componenti anche per relazioni funzionali, spaziali, visive, simboliche, ecc, tra di essi.
Sono quindi stati individuati dei sistemi storici di paesaggio, di cui si sono definiti, a valle delle indagini storiche e nella specificità del territorio esaminato, tipi (areali, lineari, a rete) e unità e di cui si è verificata la permanenza nello stato attuale.
L'iter metodologico si è fondato:
1) sulla conoscenza approfondita e puntuale delle trasformazioni che nel tempo, i luoghi hanno subito e l'individuazione, per quanto possibile, delle tracce (materiali e immateriali) che di tali vicende sono rimaste nel palinsesto dello stato attuale: questa fase viene chiamata dagli esperti del settore lettura diacronica e sincronica;
2) su una analisi dell' "architettura" dei luoghi ( pieni, vuoti, elementi caratterizzanti, emergenze, vedute, relazioni visive, ecc ) sia nei caratteri formali che in quelli materici, sia a scala generale che di dettaglio, sia considerando i manufatti costruiti con materia minerale (edifici, arredi, infrastrutture stradali, ecc), che quelli costruiti con materia vegetale (campi, boschi, filari alberati, ecc).
La lettura diacronica del territorio restituisce una conoscenza per soglie storiche, sequenza di istantanee in diversi momenti documentati del passato, sulla base dei documenti (cartografia, mappe private, carte topografiche, iconografia, catasti, documenti degli archivi pubblici e privati, toponomastica, ecc.,) che si aggiungono alla bibliografia specifica relativa all'area, agli inventari del patrimonio storico architettonico e paesistico, ecc Per le epoche più antiche si è cercato di riorganizzare le conoscenze in maniera da permettere sia approfondimenti puntuali, confrontando tra loro dati che finora erano rimasti isolati nel loro specifico settore (caratteri morfologici altimetrici, insediamento storico, significato toponomastico, rinvenimenti archeologici, ecc.), che valutazioni complessive, rese possibili dalla omogeneizzazione e confrontabilità dei dati stessi. Il lavoro sui catasti e sulle carte topografiche, integrate con le informazioni che provenivano dalle fonti bibliografiche e iconografiche d' archivio, hanno permesso di conoscere puntualmente e abbastanza omogeneamente il territorio di Cumiana in generale relativamente ai secoli più vicini. In particolare attraverso i Catasti Storici, si sono compiute delle letture sull'uso del suolo e sugli elementi strutturanti il paesaggio, anche molto minuti (edifici isolati, edifici religiosi e militari, centri abitati, argini, canali, strade campestri, ferrovia, canali e fiumi, alberature stradali, filari, alberi isolati, coltivazioni, ecc.) Con la lettura sincronica del territorio, sulla base delle conoscenze acquisite a tavolino sulle trasformazioni avvenute nel tempo e di sopralluoghi, sono state individuate le permanenze dal passato nell'attuale impianto formale e materico del paesaggio. Esse si manifestano in diversi modi e in diversi gradi di conservazione ( fino ai semplici resti o tracce) : permanenze del disegno dei luoghi, come parcellizzazione del territorio agricolo, localizzazione degli insediamenti, tracciati viari, rete idrica, ecc. ; permanenze dei caratteri materici (un terrazzamento dove sono prevalenti i materiali e le tecniche costruttive tradizionali; un' alberata di individui arborei centenari, una vecchia zona boscata, ecc.); permanenze di modi d'uso , quali quelli produttivi, ricreativi, ecc, come I' utilizzo di aree a pascolo, l' uso di terreni o del bosco a scopo agricolo produttivo, ecc. ; permanenze di modi e tecniche di coltivazione e di forme di manutenzione tradizionali ( per esempio una vigna o un frutteto di impianto non meccanizzato, ecc. ) permanenze di attribuzioni di significati a elementi o luoghi.
Sono stati studiati inoltre, i luoghi della memoria, carichi di significato per la cultura della popolazione residente o celebrati dalla cultura esperta attraverso l' iconografia storica recente, la fotografia, gli scritti di intellettuali, viaggiatori, letterati, ecc. E ancora sono state evidenziate le caratteristiche architettoniche specifiche del paesaggio studiato attraverso un rilievo puntuale dei luoghi e dei manufatti che li costituiscono, con una interpretazione della loro composizione formale. La materia vegetale, il terreno, le acque, il cielo, ecc. sono i materiali del paesaggio inteso come manufatto, opera degli uomini che hanno utilizzato la materia naturale per la sua costruzione. Con essi vengono costruiti gli spazi paesistici, vere e proprie stanze all'aperto, formate, come ogni altra architettura, da pavimenti, soffitti, pareti, nella loro articolazione di quinte, fondali, fronti continui, visuali, panorami, barriere visive, elementi isolati o caratterizzanti, arredi, ecc. un filare, un boschetto, un campo, una serie di edifici, una rete di canali, una strada, sono elementi che formano tale architettura.
In particolare in quest' ultima parte, è stata individuata la permanenza dei sistemi storici di paesaggio in quanto essi contribuiscono a definire i caratteri compositivi dell' architettura paesistica.
L'individuazione di questi sistemi, che sono suddivisi secondo i tipi individuati nella storia specifica del territorio esaminato, hanno consentito di riconoscere diverse tipologie di reti. Questi sistemi possono essere sistemi agricoli di villa, sistemi delle bonifiche agrarie, sistemi delle strade storiche di terra e di acqua, sistemi religiosi, sistemi militari, sistemi urbani.
Ogni sistema forma una rete a sé che può essere studiata ed approfondita proprio per le peculiarità che presenta nel suo essere unica su quel determinato territorio.
Ne sono state quindi individuati tre, per comodità, e ne sono stati descritti i caratteri storici ed architettonici, gli elementi costitutivi e il sistema di relazioni che ne determina l'unità, nei principali problemi e fragilità, sempre facendo riferimento alla concreta situazione del territorio studiato.
Sono state quindi individuate la prima rete: quella storica del sistema dei nuclei frazionali e quindi quella dei "paesaggi del sacro", poi una seconda rete: quella del sistema delle strade storiche di terra o del sistema dei tracciati viari e quindi quella dei "paesaggi delle comunicazioni"; ed infine una terza rete: quella del sistema degli insediamenti delle fortificazioni o del sistema dei castelli e quindi quella dei "paesaggi delle fortificazioni".
Ogni singolo sistema o rete o meglio "paesaggio", è stato schedato descrivendone i caratteri specifici del territorio e dei componenti, lo stato di conservazione fisico, le alterazioni formali e d' uso nel tempo, evidenziando i problemi ed avanzando suggerimenti di tutela, la conservazione o I' innovazione o l' eliminazione del degrado; sottolineando le potenzialità e le compatibilità d' uso o riuso.
Attraverso la lettura dei caratteri architettonici e storici dei luoghi, si è cercato di dare indicazioni su quanto appare qualificante e quanto, invece ha un ruolo di abbassamento della qualità dei luoghi: dalle emergenze qualitative e/o cariche di significati, alle cadute di qualità (per esempio le aree periferiche irrisolte che fortunatamente a Cumiana, però, non sono così ecclatanti e frequenti), fino agli episodi di vero e proprio degrado formale e spesso anche funzionale ( aree dimesse ed abbandonate, discariche, infrastrutture lineari recenti prive di rapporto con il contesto, ecc. ).
Si è inoltre cercato di mettere in evidenza elementi e parti del paesaggio cui si può riconoscere un valore storico e culturale ( di documento storico, di antichità, di memoria o simbolico ). Sono stati segnalati i valori naturalistici presenti sul territorio e sono stati sottolineati i caratteri di particolare interesse e potenzialità di elementi ed aree; inoltre si è cercato di dare indicazioni volte alla difesa dell' identità, della specificità e qualità dei luoghi.
Non sono stati attribuiti dei valori con parametri e metodi quantitativi numerici (alto, medio, basso) perché credo che siano inadeguati alle esigenze del governo attivo del paesaggio, ma piuttosto sono stati individuati e descritti dei caratteri forti e delle problematiche nella qualità dei luoghi. Spero che con questa base conoscitiva le scelte di piano e di progetto ed i controlli possano avere riferimenti puntuali, articolati e motivati per definire i limiti e gli indirizzi delle trasformazioni e delle innovazioni.
Il mio intento è stato quello della ricerca della compatibilità del nuovo, che potrà in un futuro prossimo avvenire, con la tutela delle preesistenze, la cui conoscenza puntuale è indispensabile.
Sarebbe opportuno, come è già in passato accaduto per altri beni culturali , quali per esempio centri storici o giardini storici, attuare dei momenti di confronto periodico che coinvolgessero sia gli Enti Locali di tutti i livelli che le Soprintendenze, le Università e gli operatori. In questo modo crescerebbe lo scambio di informazioni e la verifica delle esperienze.
Relatori
Tipo di pubblicazione
Corso di laurea
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