Progetto di rifunzionalizzazione dell'ex ospedale civile di Asti : un contenitore dismesso come potenziale risorsa per la città
Sadia Marangon
Progetto di rifunzionalizzazione dell'ex ospedale civile di Asti : un contenitore dismesso come potenziale risorsa per la città.
Rel. Silvia Gron, Annalisa Dameri. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Per Il Restauro E Valorizzazione Del Patrimonio, 2016
Abstract
INTRODUZIONE
Lo studio da me proposto tratta la rifunzionalizzazione dell'ex ospedale civile di Asti. Dopo la mia carriera universitaria a Torino, ho ritenuto corretto che il tema dello studio al termine di questo percorso dovesse essere nella mia città: Asti. Ho scelto di applicare le conoscenze da me acquisite in un contesto che sentissi mio, e non allontanarmi in cerca di problematiche e dinamiche a me lontane e non conosciute quando è la mia stessa città ad offrirmi temi e sfide da affrontare. La scelta è ricaduta sul complesso edilizio dell'ex ospedale civile, perché questo manufatto ha sempre destato il mio interesse, lo e la mia famiglia ricordiamo ancora gli anni in cui era in funzione e le attività intorno ad esso vivevano di riflesso la vivacità dovuta al grande transito di persone e alle dinamiche intorno al polo ospedaliero. Con la sua dismissione nel 2006 molte di queste attività fallirono e l'area sovrastata da questo immenso corpo di fabbrica abbandonato a sé stesso e col tempo degradato subì un impoverimento. Inoltre il complesso edilizio è collocato di fronte al parco della Resistenza e nei pressi delle più note piazze di Asti, piazza Alfieri e piazza del Palio, nelle quali si svolgono rispettivamente il Palio di Asti e il Festival delle Sagre, gli eventi certamente più famosi e redditizi per la città.
Insieme all'ospedale di via Botallo vennero anche dismessi la sede della maternità in via Duca d'Aosta e agli ambulatori in via Orfanotrofio.
Rimane quindi questo immenso contenitore privo di una funzione nel cuore del centro cittadino, davanti agli occhi dei cittadini che si interrogano, come me, su quale sorte lo attenda. Averlo visto ancora in funzione e poter ascoltare le persone che hanno vissuto il cambiamento, come i miei genitori, sono tutti i motivi che mi hanno indirizzata alla scelta di questo tema.
Il Comune propone con la variante del 2008 per la definizione delle previsioni per il riuso degli edifici dismessi da parte dell'A.S.I. il recupero di questi contenitori per fare fronte all'ingente somma erogata dalla Regione Piemonte per attrezzare la nuova sede ospedaliera, in località Fontanino, di ciò che necessita, e la variante deve quindi risolvere questa situazione. Su alcune porzioni del complesso architettonico dell'ex ospedale civile è previsto un premio di volumetria sulle demolizioni, e cioè è possibile, demolendo un fabbricato, ricostruirlo in un'altra ubicazione, con volume maggiore fino al 40% dell'esistente. Questo meccanismo permetterebbe il trasferimento di volumi da una zona della città ad un'altra. Ma nell'ipotesi dell'inserimento di nuove destinazioni d'uso all'interno della città, prima di sfruttare ulteriormente la disponibilità del suolo occorrerebbe considerare il patrimonio già esistente presente in Asti, e cioè i numerosi edifici dismessi e ancora oggi inutilizzati distribuiti all'interno del tessuto urbano della città, i quali costituiscono un patrimonio nonché potenziale risorsa per il territorio astigiano.
Il Comune ha fornito la cittadinanza di un sistema di biciclette pubbliche, anche se il servizio ad oggi è inattivo, ma purtroppo la pista ciclabile segue un percorso lontano dal centro storico in aree dove in realtà non vi sono gravi problemi di parcheggio dell'auto, e dove quindi le persone non sarebbero incentivate a ricorrere all'uso della bicicletta (probabilmente questo è uno dei motivi dell'insuccesso di questo servizio) e di conseguenza non porterebbe benefici eliminando dal traffico un certo numero di auto. Il cuore della città di Asti come la maggior parte delle città storiche d'Italia ha un tessuto urbano impostato su un disegno medievale con vie strette e tortuose e quartieri fitti caratterizzati dalle stratificazioni dovute alle trasformazioni nelle varie epoche ed è qui che l'eliminazione o almeno la riduzione del transito delle automobili porterebbe un beneficio in termini di vivibilità e di salubrità. Di tutt'altra tendenza è il consiglio comunale che in merito a questa problematica propone come soluzione la costruzione di nuovi parcheggi multipiano.
Nel mio studio, in seguito ad un'analisi preliminare, mi sono posta l'obbiettivo di offrire delle alternative che cerchino di rispondere ai problemi della città, indagando sulle esigenze dei cittadini.
Relatori
Tipo di pubblicazione
URI
![]() |
Modifica (riservato agli operatori) |
