Da musei di collezione a musei di narrazione : lo storytelling come strategia di comunicazione espositiva museale
Laura Ceccolini
Da musei di collezione a musei di narrazione : lo storytelling come strategia di comunicazione espositiva museale.
Rel. Marco Vaudetti. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Costruzione Città, 2016
Abstract
‘‘Ed ad un certo momento, nei secoli tenebrosi trascorsa precedentemente, avevano inventato lo strumento più essenziale di ogni altro, sebbene non potesse essere veduto né toccato. Avevano imparato a parlare, conquistando la prima grande Vittoria sul tempo. Ora le conoscenze di una generazione potevano essere tramandate a quella successiva, per cui ogni epoca era in grado di profittare di quelle passate, deferenza degli animali, che conoscevano soltanto il presente, l’Uomo aveva acquisito un passato; e incominciava a brancolare verso il futuro.’’
Arthur C. Clarke “2001 : Odissea nello spazio”
Raccontare storie, narrare fatti ed eventi del nostro passato, della nostra vita, di noi è una pratica che sta prendendo sempre più popolarità. Illustrare racconti al pubblico non è solo terapeutico per il soggetto che lo esterna, ma è anche una partica che attira sempre più l’interesse della gente, che affascina e che suscita emozioni.
Questa pratica, chiamata storytelling, è stata inizialmente introdotta dal marketing aziendale e in seguito adottata in molti musei, poiché risultata capace di due cose fondamentali: formare efficacemente il visitatore e attirare il suo interesse. Al giorno d’oggi, dove si è assistiti ad un calo delle presenze nel frequentare gallerie d’arte, siti archeologici o esposizioni di ogni genere, le istituzioni culturali hanno cercato nuovi mezzi di comunicazione efficaci per conquistare il pubblico interesse, ma che al contempo potessero ugualmente essere validi metodi per formare il visitatore e per trasmettergli valori e conoscenze.
Ma come mai il museo, in un’ epoca piena di stimoli e novità nel campo tecnico-scientifico, è arrivato a riconsiderare la semplice azione del raccontare storie e ad implementarla nel suo programma culturale? Le ragioni sono vane e derivanti da diversi fattori.
Va considerato, innanzitutto, il museo e la sua evoluzione nel corso dei secoli, che lo ha portato a rivalutarsi come struttura ed a proporsi come luogo dedito all’educazione permanente di ogni individuo. Il compito che si prefigge è quello di mediare, attraverso idonei strumenti di comunicazione, tra l’opera d’arte che espone al suo interno e il visitatore del museo, cercando di riallacciare quel dialogo che sembra essersi interrotto tra i due.
I Visitatori, o meglio, il pubblico del museo è un elemento che ha fortemente influenzato la rivalutazione del suo ruoto attuale e le sue politiche organizzative. La bassa affluenza registrata da parte di questi nel visitare esposizioni museali, ha fatto si che si attuassero ricerche su tali soggetti prendendovi maggiormente in considerazione sotto vari aspetti. Il visitatore è diventato, cosi, iv “centro” dell'intero sistema museale, attraverso il quale e per il quale si sono analizzati appositi sistemi di comunicazione per poter trasmettergli al meglio il patrimonio culturale che il museo conserva.
In merito alla comunicazione, questa è senza dubbio la parte più importante da considerare. Essa deve essere il più possibile mirata per soddisfare ogni tipo di Visitatore, deve essere efficace e di facile comprensione da parte di tutti gli utenti che frequentano il museo. Ma soprattutto deve saper trasmettere… Come afferma Paul Simon, uno dei più grandi problemi di oggi è quello di comunicare, non a livello personale ma emotivo. Trovare un tipo di comunicazione che sia in grado di trasmettere emozioni, sentimenti, stati d’animo, è la sfida che i musei si sono posti, quali custodi di un patrimonio culturale che dovrà essere tramandato alle generazioni future.
La tesi vuole approfondire questa evoluzione del museo e riconoscere il ruolo che oggi lo storytelling assume in questi contesti. Verranno presi in considerazione due musei che si sono distinti in campo nazionale per un uso interessante di questa tecnica e verranno esaminati sulla base della loro efficacia nel trasmettere il tema affrontato.
Infine, verrà presentata un’ipotesi progettuale riguardante la Sezione di Marineria del Museo della Regina di Cattolica (Rn). L’intero percorso espositivo è stato rivalutato prestando particolare attenzione alla componente narrativa che la sezione conservava sebbene non sia chiaramente esplicitata, a dimostrazione di come un museo classico di “collezione” possa essere trasformato in un nuovo museo di narrazione.
Relatori
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