Per un riuso dei complessi ex industriali : un nuovo centro polifunzionale nella "Tabacalera" di Madrid
Fabiana Ottati
Per un riuso dei complessi ex industriali : un nuovo centro polifunzionale nella "Tabacalera" di Madrid.
Rel. Davide Naretto, Enrico Moncalvo. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Per Il Restauro E Valorizzazione Del Patrimonio, 2016
Abstract
Introduzione
Approcciarsi all'architettura industriale è un’opportunità (spesso anche una sfida) che l'architetto oggi è chiamato ad affrontare sempre più di frequente. L’abbandono progressivo di complessi industriali, nel contesto delle dinamiche di dimissione e/o sviluppo dell'intero panorama delle città europee, è stato l’occasione talvolta per il riuso di questi manufatti a scopi residenziali, museali, educativi o culturali; inoltre la loro collocazione in rapporto ai tessuti urbani e le loro caratteristiche architettoniche rappresentano potenzialità cui occorre dare risposte sia compositivamente, sia economicamente, sia , ancora e in senso più ampio, culturalmente.
Questa tesi ha origine in Spagna, a Madrid, dove ho avuto l'opportunità di svolgere una mobilità Erasmus+ nel percorso di studi magistrali, presso l'Universidad Politecnica. La capitale iberica è una città in cui gli stabilimenti ex industriali risultano oggi, almeno per la maggior parte, ben integrati nella realtà e nelle dinamiche urbane. Molte di queste fabbriche infatti sono state restaurate e ri-utilizzate grazie all’intervento di enti che si occupano di tutela del patrimonio industriale, o degli organi territoriali competenti, che hanno visto in questi edifici opportunità di sviluppo integrato per la città.
La tesi affronta il tema dell'architettura industriale madrilena sotto differenti punti di vista, assumendo come caso studio principale la "Tabacalera", un edificio di fine secolo XVIII, oggi in parte abbandonato, ubicato nel centro storico della città, precisamente nel barrio di Lavapiés. Per giungere a un'ipotesi progettuale di rifunzionalizzazione della ex fabbrica di tabacco di Madrid è stato necessario affrontare in primis una perlustrazione dello stato dell'arte sull'architettura industriale della città nel suo complesso e comprendere il tema così come trattato in ambito internazionale e poi in ambito spagnolo, ripercorrendo spesso il confronto con il contesto italiano. Il tema infatti si inserisce all'interno del complesso dibattito sull’architettura "moderna", suggerendo questioni sulla conservazione e il riuso di questi beni e sulla necessità di una normativa adeguata per tutelarli. Lo sviluppo del lavoro è proseguito con lo studio della storia di Madrid come "città industriale" e l'individuazione di progetti architettonici sviluppati da architetti, per lo più spagnoli, che hanno agito su stabilimenti ex industriali, molti dei quali dichiarati beni di interesse culturale. Questo approfondimento è risultato fondamentale da un lato per comprendere al meglio l'approccio messo in campo dagli architetti nei confronti di complessi storici con una spiccata identità, dall'altro per conoscere i sistemi costruttivi e le tecniche di edificazione adottati dagli architetti spagnoli tra il XVIII e il XX secolo.
L’intero lavoro si suddivide in quattro sezioni: la prima affronta brevemente il tema del patrimonio industriale nella vastissima storiografia disponibile, la seconda analizza il tema dal puto di vista normativo, la terza invece vuole ricostruire attraverso la presa di coscienza su numerosi casi studio le dinamiche di riuso del patrimonio ex industriale nella città di Madrid e infine l'ultima parte propone un progetto di conoscenza e rifunzionalizzazione della "Tabacalera", per la quale si prevede la conversione in centro polifunzionale. In questa ultima fase sono stati necessari diversi sopralluoghi, per documentare lo stato di fatto del bene e per riuscire a comprenderne le stratificazioni, ricostruite anche con il doveroso supporto delle fonti bibliografiche disponibili sull'argomento. Sulla base dei sopralluoghi sono stati redatti il rilievo fotografico dell'edificio ma anche le mappature dei materiali e dei degradi, utili a comprendere il complessivo stato di conservazione attuale del bene.
È in questa ultima sezione che sono state affrontate direttamente le difficoltà implicite del progetto di riuso di un edificio storico, cercando di progettare un intervento rispettoso della preesistenza e che contemporaneamente converta il manufatto in una risorsa economica, sociale e culturale di riferimento per l'area in cui sorge.
Nel caso proposto inoltre il punto di partenza è rappresentato dall'integrazione delle nuove funzioni con quelle esistenti in modo compatibile e funzionale, adattando inoltre le nuove destinazioni d'uso alle caratteristiche distributive, compositive e formali dell'edificio.
Relatori
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