Un percorso luminoso per la valorizzazione dei traboules di Lione
Giorgia Favata, Roberta Leotta
Un percorso luminoso per la valorizzazione dei traboules di Lione.
Rel. Chiara Aghemo, Annalisa Dameri. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Costruzione Città, Corso di laurea magistrale in Architettura Per Il Restauro E Valorizzazione Del Patrimonio, 2016
Abstract
Scopo della tesi è la riqualificazione attraverso un progetto illuminotecnico di un’area del quartiere della Croix-Rousse a Lione, analizzando in particolare il sistema dei traboules . La prima fase del nostro lavoro ha avuto come obiettivo la conoscenza delle vicende storiche susseguitesi nel quartiere lionese: dagli insediamenti religiosi risalenti al XVI sec. fino ad arrivare alla fondazione degli atelier dei canuts avvenuta nel XIX sec.
Questa prima fase è stata importante per la comprensione dello stato attuale dello spazio urbano e architettonico dell’area in esame, in cui sono tuttora visibili le tracce del passato: il sistema dei traboules utilizzato oggi in alcuni casi come passaggio pedonale, gli edifici che un tempo accoglievano gli atelier riadattati in residenze o attività commerciali.
Abbiamo dunque compreso l’importanza di non alterare lo spazio urbano con interventi invasivi poiché esso presenta tutti i caratteri necessari per lo svolgimento della sua funzione; il nostro intervento al contrario vuole rafforzarne la sua identità mediante l’impiego della luce.
Il progetto illuminotecnico può definire una nuova percezione della dimensione spaziale e ricomporre lo spazio attraverso l’immaterialità della luce: per questo motivo abbiamo ritenuto che fosse lo strumento più adeguato alla riqualificazione di questi spazi. Uno degli obiettivi è quello di non snaturare il carattere tenebroso e intimo di questi luoghi, anzi di rafforzare questo aspetto e, contemporaneamente, rendere gli spazi più sicuri e, quindi, fruibili.
La seconda fase del nostro lavoro si è incentrata sulla comprensione del ruolo della luce negli anni, prima impiegata esclusivamente per garantire la sicurezza delle città, oggi vero e proprio strumento di progettazione urbana, giungendo infine alla definizione dei piani della luce.
In particolare a Lione, pioniera nel campo della sperimentazione illuminotecnica, sono stati definiti i Pian Lumière (piani della luce), punti di riferimento per altre importanti iniziative a livello internazionale.
Il contatto con i fruitori dello spazio in cui interveniamo è risultato uno strumento importante per delineare le scelte progettuali da mettere in atto: per questo abbiamo avviato un’indagine demoscopica, attraverso l’elaborazione di interviste rivolte a un campione di persone fruitori dell’area.
L’analisi territoriale ci ha permesso di comprendere in maniera più consapevole i caratteri del luogo, approfondendo diversi aspetti: spazi pubblici e privati, destinazioni d’uso dei piani terra, viabilità, percezione luminosa.
Successivamente abbiamo eseguito il rilievo dell’esistente accompagnato da un censimento dell’illuminazione presente e da un inventario dell’arredo illuminotecnico.
Abbiamo poi svolto una ricerca riguardante gli strumenti urbanistici e la normativa vigente, per delineare un progetto illuminotecnico che potesse rispondere alle esigenze di sicurezza, di comfort visivo e, quindi, di qualità della vita sociale .
Infine abbiamo scelto di studiare un percorso che si sviluppa lungo les pentes della Croix-Rousse , dalla Saóna fino al boulevard, che comprende il sistema dei traboules: questi sono stati scelti in base alla loro facilità di accesso .
Abbiamo così definito le linee guida del nostro progetto tenendo conto di tutti gli aspetti precedentemente analizzati: permettere la riconoscibilità dei sistemi ai fruitori, cercando di compiere delle scelte progettuali che utilizzino lo stesso linguaggio per gli elementi urbani ricorrenti individuati nel percorso, arrivando alla definizione di un percorso luminoso uniforme facilmente individuabile.
Abbiamo seguito tre direzioni: la coesione, la sicurezza ed infine la suggestione scenografica.
La necessità di creare un ambiente scenografico è data dalla volontà di trasformare gli spazi in possibili poli attrattivi che richiamino, non solo i residenti degli edifici connessi agli spazi urbani esaminati, ma anche possibili visitatori.
Relatori
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