Social housing : risposta al disagio abitativo
Chiara Catalanotto
Social housing : risposta al disagio abitativo.
Rel. Giancarlo Cotella, Nadia Caruso. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Costruzione Città, 2016
Abstract
La questione della residenza pubblica ed in generale il tema dell'abitare sono tornati alla ribalta dopo decenni di assenza dal dibattito culturale, politico e disciplinare (Maria Luisa Gatto; 2013). L’aumento del disagio abitativo è caratterizzato dalla necessità di avere una casa anche da parte di soggetti che fino a pochi anni prima non avrebbero incontrato particolari problemi nel reperirla sul mercato. A queste nuove esigenze cerca di dare una risposta il Social Housing, ponendo l’attenzione su nuove abitazioni con affitti calmierati, rivolgendosi a quelle categorie sociali intermedie, definite come “fascia grigia”, che non riescono, per ragioni economiche o per assenza di un’offerta adeguata, a soddisfare il proprio bisogno abitativo nel libero mercato.
All’interno di questa fascia di popolazione troviamo giovani coppie a basso reddito, famiglie mono- genitore, anziani, studenti, impiegati fuori sede, immigrati in condizioni tali da potersi avvalere di una residenza pubblica
L’ obiettivo della tesi è quello di capire se attraverso progetti di social housing è possibile dare una risposta all’urgenza abitativa soprattutto di quelle categorie definite “a rischio”, se è cambiato solo il target dei beneficiari della politiche pubbliche e quali sono i limiti e le potenzialità dell’ abitare sociale e condiviso. La scelta di Torino come caso studio è dovuta sia all’importanza delle tradizionali politiche abitative, sia perché la città cerca di sperimentare nuove forme di politiche destinate all’alloggio sociale.
Il disagio abitativo attuale necessita di elaborare politiche per la casa nelle quali il soggetto pubblico non sia più l’unico protagonista che riveste di volta in volta il ruolo di finanziatore, di erogatore di contributi a fondo perduto o di gestore immobiliare. È importante creare nuovi progetti di edilizia sociale in cui il soggetto pubblico abbia il ruolo di dirigere, sostenere politiche integrate che realizzino un sistema di partenariato tra pubblico e privato finalizzato a nuovi tipi di sperimentazioni. Il lavoro di tesi è stato sviluppato in due fasi di studio: la prima, di ricerca bibliografica, ha portato alla stesura dei primi capitoli, i cui i temi sono stati scelti con lo scopo di fornire al lettore gli strumenti per la contestualizzazione e la comprensione dell’ultimo capitolo riguardante i casi studio. La seconda fase utilizzata per la compilazione dell’ultimo capitolo l’analisi e lo sviluppo dei casi studio, realizzati sulla base delle informazioni raccolte durante gli incontri con i responsabili dei progetti.
Per rispondere a tali interrogativi, il lavoro di tesi è articolato in cinque capitoli:
- Capitolo I: il primo capitolo tratta la questione abitativa in Italia e si mette in evidenza come nel corso degli anni sia cambiato il target di persone che si trovano in urgenza abitativa e come la trasformazione della domanda abitativa ha indotto una maggiore attenzione al progetto dei servizi comuni e dello spazio pubblico come luogo di relazione e scambio.
- Capitolo II: nel secondo capitolo vengono affrontati gli sviluppi storici del social housing; partendo dal dopoguerra e passando dal piano Ina- Casa si arriva ai nostri giorni con la legge del 2008 “Piano Casa”.
- Capitolo III: nel terzo capitolo si inizia l’analisi con lo scopo di chiarire il termine di housing sociale mettendolo in relazione con altre denominazioni con le quali viene spesso confuso; si definiscono i destinatari di questa tipologia di abitazioni mettendo in evidenza le differenze con l’edilizia residenziale pubblica.
- Capitolo IV: il quarto capitolo, di ulteriore approfondimento, è riservato alle politiche per la casa in Piemonte ed in particolare focalizza l’attenzione sulle residenze realizzate nella città di Torino e sull’innovazione che questi progetti di housing sociale apportano, differenziandosi dalle politiche adottate negli anni precedenti. L’innovazione che si vuole indagare si esplicita su due livelli: il primo è quello degli attori coinvolti, che vanno dal pubblico al privato, secondo una logica di collaborazione e sinergia delle competenze; il secondo livello riguarda l’approccio utilizzato, che lega indissolubilmente la progettazione urbana a quella sociale.
- Capitolo V: nel quinto capitolo si introducono i venti casi studio selezionati presenti nella città di Torino. Mettendo in luce le ragioni che hanno portato a scegliere questi interventi come oggetto di osservazione, si rendono espliciti gli elementi principali che caratterizzano questi progetti di social housing. Elementi che accomunano i casi studio sono principalmente: il mix sociale e funzionale; la struttura, esistente, sottoposta a un processo di recupero; gli attori coinvolti che vengono sia dalla sfera pubblica che privata. Con questi elementi si cerca di approfondire la complessità di ogni progetto mettendo in evidenza le varie fasi che si sono succedute, i risultati ottenuti e le criticità emerse.
Dall’analisi di questi interventi di social housing è emerso che sicuramente il concetto di social housing non è solo un’evoluzione dell’edilizia popolare, ma un insieme eterogeneo di esperienze, finalizzate a garantire un alloggio a quanti non riescono a soddisfare il proprio bisogno sul mercato abitativo. Inoltre si è evidenziato che sotto la voce social housing vengono raggruppate differenti tipologie di abitazione. I casi presi in esame a Torino ci permettono di fare delle riflessioni sul modo in cui stanno cambiando le logiche del social housing, prendendo spunto dalle forme ricorrenti dell’abitare condiviso.
Relatori
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