Construir con el Delta : architettura low-tech per il delta del Paranà e per le zone urbane degradate del Tigre = Low-tech architecture for the Paranà delta and for urban diseased areas of Tigre
Ilaria Giacometti
Construir con el Delta : architettura low-tech per il delta del Paranà e per le zone urbane degradate del Tigre = Low-tech architecture for the Paranà delta and for urban diseased areas of Tigre.
Rel. Andrea Bocco, Emiliano Cruz Michelena Valcárcel. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Costruzione Città, 2015
Abstract
Questa tesi nasce dalla volontà di affrontare in prima persona una delle declinazioni che sta prendendo l'architettura contemporanea: l'autocostruzione Low-Tech per l'architettura sociale.
Nel corso degli ultimi secoli, la rapida urbanizzazione avviatasi con la rivoluzione industriale ha portato in tutto il mondo forti ondate migratorie, che si sono spostate dalle campagne alle città, in cerca di condizioni di vita migliori di quelle che lasciavano. Nei paesi della prima industrializzazione, come in gran parte dell'Europa o negli Stati Uniti d'America, questo processo è iniziato intorno al XIX secolo e negli anni si sono trovate delle soluzioni più o meno adeguate a una gestione del processo, almeno in linea teorica. Nei paesi in via di sviluppo, come America del Sud, Africa, Asia e Medio Oriente, invece la crescita delle città pone ancora problemi irrisolti e drammatici per la popolazione. Buenos Aires, rientra a pieno titolo in questo tipo di sviluppo demografico e urbano. La capitale argentina è stata una città di immigrazione fin dalla sua fondazione nel 1536, sebbene i problemi di gestione urbana dovuti agli insediamenti irregolari siano arrivati verso la seconda metà del XX secolo, con la fine dell' immigrazione europea e l'inizio dell'immigrazione latino-americana. Poiché queste nuove minoranze etniche faticano ad essere accettate nel tessuto sociale argentino, mentre nei centri urbani si densifica la presenza della popolazione medio-alta, spesso di origine europea, la città informale si espande riempiendo nei vuoti urbani e ingrandendo le periferie ad opera dei ceti più poveri, i marginados. Nella capitale argentina e nel suo conurbano gli insediamenti irregolari prendono il nome di villas miseria e i loro abitanti, i villeros sono esclusi dai processi di crescita e dalla società stessa. Al confine con l'area metropolitana della capitale argentina, il delta del rio Paraná rappresenta una risposta interessante alle esigenze dei marginados. L'area è paludosa, caratterizzata da forti piene periodiche del fiume e condizioni per la vita molto diverse da quelle della città. Fino alla fine del XX secolo le terre del Delta venivano vendute a prezzi bassissimi a chi voleva abitarvi, proprio perché considerate zone inondabili. Il possesso del suolo allontanava lo spettro dell'occupazione abusiva dai marginados e dava la possibilità di inserirsi in un luogo in cui costruire una casa che si sarebbe ampliata col crescere della famiglia, adeguandosi anche allo stile di vita degli isleñi, gli abitanti oriundi della zona. La parte di Delta del Paraná facente parte della provincia di Buenos Aires è sotto la giurisdizione del DPDI , un organo direzionale-amministrativo che, con l'inizio del mandato del Governatore Daniel 0. Scioli, ha avviato dei progetti per rilanciare la zona, fino alla metà del XX secolo ridente porto turistico e polo produttivo importante per la provincia, per cercare di recuperarne l'antico splendore.
Nel 2008 il DPDI avvia il progetto II Bambù come Alternativa Sostenibile per il Delta della Provincia di Buenos Aires, il cui obiettivo è quello di rendere la pianta il propulsore per una nuova crescita sostenibile per l'area. Tramite la diffusione di una corretta cultura di utilizzo del bambù si vogliono mostrare agli abitanti le opportunità di sviluppo e i benefici economici ricavabili dalla pianta, per far sì che questa possa diventare un motore di ripresa per i singoli individui e per il Delta. La scelta del soggetto non è casuale: nella zona la diffusione naturale del bambù è altissima e vi si trovano sia specie native sia importate, poiché le caratteristiche climatiche e biochimiche del luogo sono ottimali per questo tipo di coltivazione. Questo macro piano di sviluppo del DPDI è articolato in una serie di progetti minori a carattere teorico-pratico, che porteranno agli abitanti una sempre maggiore consapevolezza sul bambù e sulle sue potenzialità. Al termine del programma si pone il progetto Construir con el Delta, di cui si occupa la tesi. La scelta dell'argomento per la trattazione avviene durante la mia personale esperienza in Argentina e la partecipazione a Construir con el Delta, avvenuta tra i mesi di febbraio e maggio 2014. In seguito la ricerca è stata proseguita da Alberto Bondavalli, anch'egli tesista presso ¡I Politecnico di Torino. Il progetto in questione è nato da una collaborazione della Paesaggista Clara Peña, in rappresentanza del DPDI, con l'Architetto Emiliano Cruz Michelena Valcàrcel, per il Politecnico di Torino e si pone come coronamento delle esperienze cominciate nel 2008 dall'organo provinciale. L'idea deriva da una sperimentazione che combina la conoscenza della pianta ad un utilizzo costruttivo dall'applicazione attuale: un modulo per abitazioni evolutive ad indirizzo sociale, realizzato prendendo come riferimento la tradizione architettonica locale. Il progetto si avvale di una sperimentazione pratica che si è svolta in due workshops formativi per gli abitanti del Delta. Nei workshops, a partecipazione gratuita, è stato spiegato ai partecipanti come costruire un modulo completo, con struttura in bambù e tamponamenti murari in bahareque. Questi workshops, come i loro precedenti, hanno avuto carattere partecipativo, col completo coinvolgimento dei volontari nella costruzione del prototipo dimostrativo. Fine ultimo del progetto è la pubblicazione di un manuale di autocostruzione, che spieghi punto per punto come realizzare il prototipo. Il manuale dev'essere di semplice comprensione per chiunque voglia apprenderne e metterne in pratica i concetti e, a ricerca ultimata, sarà diffuso dal DPDI a chi desideri avvicinarsi al tema. Nei tre mesi di permanenza nel Tigre (un municipio del conurbano di Buenos Aires), sotto la guida di Emiliano Michelena e Clara Peña, sono stati affrontati i vari passi di preparazione ai workshops, utili per una prima ipotesi di stesura del suddetto manuale. Dall'analisi del contesto, con la conoscenza degli insediamenti informali del Delta e delle villas si è passati al rilievo di riferimenti architettonici locali tradizionali e virtuosi, alla selezione e raccolta dei culmi di bambù e della terra da utilizzare per il prototipo, alla caratterizzazione sul campo e In laboratorio dei materiali, per definirne e accertarne le proprietà fisiche e meccaniche2. Si è concluso poi passando dal trattamento dei culmi da utilizzare per la costruzione del prototipo, alla loro preparazione (completa di realizzazione dei tagli e dei giunti), fino alla stesura di un primo manuale, diffuso nei giorni di workshops. L'oggetto della tesi vuole considerare il percorso compiuto per lo sviluppo di Construir con el Delta. Si prenderanno in considerazione, capitolo per capitolo, tutti i passi che hanno portato alla definizione del prototipo: da una breve introduzione sulla città di Buenos Aires e sulla sua evoluzione demografica e urbana, al contesto ravvicinato delle villas e del Delta, dai quali si prenderanno i riferimenti di architettura Low-Tech, sia tradizionale sia virtuosa. Tramite il confronto dei casi studio e un'analisi SWOT si passerà a scegliere quali punti di forza e opportunità del contesto e dell'architettura locale si vorranno portare avanti nella definizione del modulo finale. La fase progettuale della tesi prevede una risposta personale alle esigenze incontrate, al fine di definire un concept riconoscibile nell'immaginario locale, rispettoso della storia, delle tradizioni e dei materiali naturali da cui si origina, idealmente accessibile da tutti e che si possa porre come soluzione congiunta al prototipo oggetto dei workshops sul campo. Nel capitolo della tesi che esaminerà il progetto si vuole riproporre l'impostazione manualistica, spiegando come poter realizzare, passo per passo, ogni singolo elemento del modulo: dal taglio dei culmi di bambù all'assemblaggio dei giunti, restando fedele al tema tecnologico della trattazione. Si è scelto di rappresentare a mano i processi costruttivi e i disegni tecnici degli elementi, per riprendere il manuale realizzato per Construir con el Delta.
"Dimmi e io dimentico, mostrami e io ricordo, coinvolgimi e io imparo" (Benjamin Franklin)
*La caratterizzazione dei materiali in laboratorio non è stata affrontata nell'ambito di questa trattazione, poiché l'autrice non ne ha seguito i processi di persona. Si è preferito invece lasciare spazio a ciò che è stato osservato, studiato e realizzato di presenza, elemento che è considerato il punto di forza di questa tesi.
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