Il progetto come scenario diacronico e problema decisionale : il caso della caserma La Marmora a Torino
Elena Todella
Il progetto come scenario diacronico e problema decisionale : il caso della caserma La Marmora a Torino.
Rel. Isabella Maria Lami, Alessandro Armando. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Costruzione Città, 2015
Abstract
Introduzione
Il riuso e la valorizzazione degli immobili originariamente appartenenti al Ministero della Difesa e passati poi all'Agenzia del Demanio risulta un tema di estrema attualità. Infatti, nel corso dell'ultimo ventennio, alcuni avvenimenti e trasformazioni al livello europeo, così come, al livello nazionale, il modificato sistema logistico delle forze armate e la conseguente inutilità di alcune aree militari, hanno portato la Difesa a razionalizzare la propria presenza sul territorio, dando luogo a un processo di dismissione degli immobili non più utilizzati. Tale processo non sempre è stato chiaro e lineare, molti sono i passaggi, le leggi e i decreti che si sono susseguiti a definire modalità di alienazione consone a un patrimonio di questo tipo, con un forte valore storico e culturale, oltre che una presenza ingente al livello di superficie costruita. Inoltre, nonostante il valore storico, culturale, architettonico, urbanistico, tecnico ed economico, questo vasto patrimonio di aree e di edifici è poco conosciuto e ancor meno studiato, a causa innanzitutto della segretezza e della separazione fisica che ha sempre caratterizzato i siti militari rispetto al contesto in cui sono inseriti, che li ha progressivamente inglobati come corpi separati pur prettamente nel tessuto urbano. L’estrema disponibilità di aree militari dismesse offre però interessanti opportunità, per la collettività, di definire nuove regole per la crescita urbana e la riorganizzazione del territorio non solo dal punto di vista urbanistico, ma anche sociale ed economico: è possibile sfruttare tali aree per riconnettere quartieri separati, ridefinire le relazioni con il contesto di alcune porzioni di città, arricchire di servizi mancanti il costruito, promuovere attività e iniziative di interesse collettivo, il tutto secondo un’idea integrata di valorizzazione del patrimonio stesso e di sviluppo socio-economico. In questo le caserme, molto spesso collocate in aree urbane centrali, costituiscono una fondamentale possibilità di sviluppo e riequilibrio delle realtà locali. Nonostante le diverse possibilità di azione e le potenzialità, l'operazione di recupero delle caserme non è banale, sia dal punto di vista degli investimenti che degli apporti interdisciplinari necessari. E' immaginabile e necessario un programma unitario e condiviso, che veda la partecipazione e il coinvolgimento di investitori pubblici e privati, ma anche di enti, società e fondi immobiliari, imprese, così come dei cittadini in genere. Il tutto per creare una coscienza comune e un interesse rispetto a beni i quali, per la loro flessibilità, permettono un’ampia gamma di possibilità progettuali, oltre a costituire occasioni per la creazione di nuovi percorsi urbani e collegamenti con il territorio.
La Caserma La Marmora di via Asti, a Torino, prodotto del Genio Civile di fine diciannovesimo secolo, rappresenta quasi un mondo dentro un altro mondo all'interno del panorama torinese. Il muro di cinta ne cela la vista all'esterno, così come, all’interno, lo spazio vasto del cortile fa sì che i suoni provengano attutiti, nonostante la presenza della città nei dintorni si intuisca dalle coperture degli edifici circostanti, che spuntano dal muro quasi a voler sbirciare cosa si nasconde all'interno. Un immobile della Difesa non più utile ad alcuna attività, che si rivela un luogo affascinante, un vuoto da colmare e da reinventare. Ma a che punto del processo ci tr questione? Come è possibile immaginare u qual è il futuro migliore? Il destino del compleo da parte del storico-architettonica, appare al momentoversa natura. Nonostante la cessione del bene alla Cagr siaate disciplinate e approvate le condizionioncreta di un intervento lascia spazio a numerose disuszione con un'azione di mobilitazione civileazione 'Terra del Fuoco', che ha coinvolto l’As, alcune organizzazioni sindacali e l’appoggio di molti abitanti, poi di un'ulteriore azione da parte osso', che ha accompagnato a cercare dimora da un campostate ostacolate e la caserma sgomberata nello scorso novembre, ma la situazione è specchio di una realtà tutt’altro che chiarificata e definita, soprattutto dal punto di vista delle esigenze e le istanze che provengono appunto dal basso. Al livello istituzionale sembra invece esservi una situazione più definita, l'iter burocratico relativo alla caserma è stato avviato e concluso, con la conseguente vendita alla Cassa Depositi e Prestiti all’inizio del 2015. Nonostante ciò, le condizioni delineate dalla normativa urbanistica lasciano discrezionalità relativamente ampia alle future destinazioni d'uso e fini del complesso, come al tipo di operazioni immobiliari possibili. Il caso della Caserma La Marmora coinvolge pertanto una gran varietà sia di attori che di implicazioni sociali, simboliche, economiche, insomma di diversa natura, che verranno tenute in conto nello svolgimento di tale lavoro. L'intento è considerare diversi aspetti del problema, che permettano di inquadrarlo in un modo il più possibile completo, secondo un filo logico che lo prenderà in considerazione con una sequenza di punti di vista differenti. La tesi in sé, inoltre, è costituita da due anime, l’una estimativa e valutativa, l'altra compositiva e architettonica, che contribuiranno a complessificare e rendere completa l'analisi. La struttura della tesi è prevista in tre parti e sei capitoli, scaturiti nel loro susseguirsi dal filo logico che porta all'obiettivo finale di uno scenario progettuale per la caserma: il bene, i documenti, gli attori, le decisioni, le opportunità e il processo, cui seguiranno le conclusioni. Tale disposizione riprende sostanzialmente il processo così come si sta costruendo man mano che accade e viene quindi analizzato, dai suoi diversi punti di vista, in una disposizione anche cronologica di fasi successive. Nella prima parte è preso in considerazione innanzitutto il bene nel suo inserimento geografico e territoriale, analizzando il Borgo Po in cui esso si inserisce, dal punto di vista storico, territoriale e del mercato immobiliare. Si passa poi al complesso della Caserma La Marmora, di cui è stata ripercorsa la storia, in particolare negli anni della destinazione di questa a carcere nazi-fascista contro la Resistenza, enfatizzando il valore di memoria che essa possiede e che è opportuno mantenere ed enfatizzare. Si è passati poi a descriverne le caratteristiche architettoniche e stilistiche, il tutto corredato di dati bibliografici e cartografici storici, prima di concludere con un’analisi dello stato di fatto, dalla quale non si può prescindere per un bene architettonico di qualsiasi genere, restituita con inquadramento fotografico, rilievo geometrico e architettonico.
Passando ad analizzare i documenti, ci si concentra innanzitutto su una specifica categoria di beni demaniali dello Stato, ovvero i beni appartenenti al Ministero della Difesa e oggetto nell'ultimo ventennio di un continuo processo di dismissione e alienazione, che risulta sintetizzato nelle sue parti fondamentali. Dopodiché l’analisi passa a considerare la Caserma La Marmora, selezionando, ordinando cronologicamente e analizzando le prescrizioni al livello statale e comunale che la riguardano. Tale analisi è poi schematizzata secondo la "teoria della documentalità” che può accompagnarsi al progetto di architettura, della quale sono enunciati i principi fondamentali. Si ha in questa sede una rielaborazione dei dati fin qui esposti in una descrizione diacronica per step successivi, ispirata per l'appunto alla “teoria della documentalità", presente a conclusione di ciascuna delle tre parti della tesi e definita qui nella sua prima forma (fase 1). Nella seconda parte, fondamentale tappa successiva è quella in cui si definiscono e analizzano gli attori coinvolti, indicando innanzitutto i passaggi di proprietà che hanno interessato la caserma fino alla proprietà attuale di Cassa Depositi e Prestiti Investimenti Sgr, della quale sono definiti caratteristiche e intenti. Dopodichél suo ruolo per i cittadini sono ricostruiti attraverso l'opinione e percezione pubblica e la rassegna stampa, attuale e pregressa. Essendovi stata, nel corso della redazione del lavoro, un'occupazione da parte di alcuni membri dell’associazione Terra del Fuoco, grazie ai quali si è poi formato il Comitato di Via Asti, è sembrato opportuno definirne il ruolo e le volontà, considerando le attività e le iniziative portate avanti. Sono poi individuati i diversi attori e le risorse di ciascuno, nell’ottica effettuare una stakeholders analysis riguardo il problema decisionale in questione, preliminare alla definizione delle strategie successive. Passaggio altrettanto importante è quello riguardante le decisioni, nel quale sono esposti diversi metodi di analisi di problemi decisionali, in particolare nel caso di un problema complesso, o wicked problem, come si delinea quello della Caserma La Marmora. E’ in questa sede definita la cosiddetta Soft Operational Research, in particolare illustrando e classificando i cosiddetti Problem Structurìng Methods, metodi di strutturazione dei problemi decisionali, di supporto alle decisioni da prendere e perseguire al riguardo degli stessi. In particolare, è qui descritto lo Strategie Choice Approach, utilizzato nel caso della Caserma La Marmora con obiettivi di raggiungimento del consenso, di supporto nell'illustrazione dei dati e di strutturazione della complessità del tema. In corso d'opera è stato necessario modificare l'obiettivo del lavoro, essendo inizialmente prevista la sperimentazione dello Strategie Choice Approach in occasione di un workshop appositamente organizzato, ma non è stato possibile coinvolgere rappresentanti del Comune in tale iniziativa, pertanto si è optato per un uso sperimentale del metodo in chiave individuale. Anche in questo caso, a conclusione della seconda parte è elaborata una descrizione diacronica per step successivi, integrata con le negoziazioni e conflitti relativi all'analisi degli attori e alla complessità del problema decisionale (fase 2). Nella terza e ultima parte si passa a considerare le opportunità scaturite dalle precedenti analisi, analizzando in principio alcuni casi studio relativi ad aree dismesse nel panorama italiano. Passando poi alle criticità e potenzialità specifiche della Caserma La Marmora, è esplicata nel dettaglio la Variante al Piano Regolatore Generale a essa relativa, come anche il parere della Sovrintendenza e la verifica di assoggettamento alla procedura di Valutazione Ambientale Strategica. Infine, in virtù delle analisi redatte fino a questo punto, relative alla consistenza fisica del bene, alle istanze degli attori coinvolti e le tendenze relative ad altri casi simili, sono elencate e analizzate una serie di destinazioni d'uso compatibili con la Caserma La Marmora. Infine, il processo consiste nella strutturazione del problema decisionale della caserma, utilizzando sperimentalmente lo Strategie Choice Approach in forma individuale, come supporto allo teoria relativa al progetto, con l’obiettivo di definire uno scenario di trasformazione per la caserma stessa. Innanzitutto è ricercata una giustificazione in letteratura alla possibilità di utilizzare tale metodo individualmente, dopodiché si passa alla messa in pratica di ciascuna fase del metodo SCA nella creazione di scenari di trasformazione plausibili, utilizzando in una specifica parte del processo delle interviste mirate utili alla complessificazione dello stesso. La razionalità fondamentale di tale scenarizzazione consiste nel definire una sequenza di azioni, argomentandone fattibilità e valori, costruendo in definitiva una rappresentazione diacronica di un futuro plausibile, osservato e discusso nel suo svolgersi, più che in una configurazione finale e compiuta. E' quindi nuovamente e finalmente elaborata tale descrizione diacronica schematizzata in step successivi, integrato gli effetti materiali relativi alle proposte della scenarizzazione, a conclusione della terza e ulti
Relatori
Tipo di pubblicazione
URI
![]() |
Modifica (riservato agli operatori) |
